Chiamatela ItalAngelozzi, i pupilli del direttore ricostruiscono la Nazionale

Gatti e Zerbin sono stati solo gli ultimi talenti scoperti dall’a.d. del Frosinone e che hanno esordito in Nazionale. Portano il “marchio” del dirigente siciliano anche i vari Frattesi, Scamacca, Pellegrini e Politano, ormai punti di forza della ripartenza della squadra azzurra. “Per Federico mi sono commosso, sapendo i sacrifici che ha fatto”, ha confessato l’esperto capo dell’area tecnica ciociara

Alessandro Salines

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Chiamatela ItalAngelozzi. In questi giorni l’amministratore delegato dell’area tecnica del Frosinone può essere davvero orgoglioso. La nuova Nazionale di Mancini che si sta rialzando dal disastro mondiale ed impegnata in Nations League è imperniata su una serie di giocatori scoperti e valorizzati dal direttore siciliano. L’ultimo degli Angelozzi-boys è quel Federico Gatti che sabato ha debuttato in azzurro contro i “maestri” inglesi, stupendo tutti ed anche se stesso. E facendo impazzire i tifosi canarini tanto da finire di tendenza su twitter.

Martedì scorso invece era stata la volta di Alessio Zerbin che ha esordito nel finale del match vinto contro l’Ungheria. E poi ci sono i vari Davide Frattesi, Lorenzo Pellegrini, Gianluca Scamacca e Matteo Politano che Angelozzi ha lanciato ai tempi del Sassuolo. Ma lo zampino del direttore giallazzurro c’è anche nelle affermazioni di Francesco Acerbi e Giacomo Raspadori. Insomma un marchio di fabbrica che certifica il fiuto per i talenti da parte di Guido Angelozzi che ha al suo attivo una carriera da dirigente ultratrentennale.

Capolavoro-Gatti

Guido Angelozzi

La storia di Gatti dove Angelozzi ha un ruolo da protagonista è emblematica. Il direttore del Frosinone ha scovato e valorizzato un ragazzo del ‘98 che aveva alle spalle una sola stagione da professionista in Serie C alla Pro Patria e tanti anni tra i dilettanti. Ci ha creduto, lo ha voluto in Ciociaria.

Era uno sconosciuto, sembrava un azzardo affidargli il ruolo di difensore centrale titolare in Serie B. Ed invece Federico in pochi mesi è esploso (grazie anche a Grosso) fino all’approdo alla Juve e all’esordio in Nazionale. “E’ un Chiellini con i piedi di Bonucci”, lo ha sempre definito Angelozzi colpito anche dalla personalità di Gatti.

“Ho dormito poco prima della partita, Ma quando entro in campo non guardo in faccia nessuno. Giocavo così in Promozione e faccio lo stesso a questi livelli”, ha detto Gatti dopo il match con l’Inghilterra. “E’ stata una bella soddisfazione – ha ammesso Angelozzi ai microfoni di Sky Sport – Sinceramente mi sono commosso perché vedere questo ragazzo in Nazionale sapendo i sacrifici che ha fatto è stata un’emozione. Poi c’erano altri ragazzi che negli anni di Sassuolo sono arrivati in Nazionale. Con Federico ci siamo sentiti tramite messaggio, è giusto che stia tranquillo e concentrato perché martedì c’è un’altra partita. E’ un ragazzo serio ed applicato e sta cercando di sfruttare questa occasione”.

Pronto per il grande salto

Gatti marca il centravanti inglese Abraham

Secondo il direttore Gatti è già pronto per un grande club. Un predestinato.

“Secondo me può essere titolare nella Juve e devo fare i complimenti a Cherubini – ha proseguito Angelozzi Gatti può giocare nella Juve, nell’Inter o nel Milan. O anche nel City di Guardiola perché ha fisicità, tecnica e velocità. Poi sarà Allegri a decidere se potrà giocare oo meno. Venti mesi fa militava in Serie D ed era bravo, ha giocato in C ed era bravo, è arrivato a Frosinone ed è stato bravissimo”.

Mancini, uno che di calcio se ne intende, l’ha visto in uno stage e lo ha tenuto con Zerbin. Ha esordito contro l’Inghilterra, gara difficilissima, ed ha giocato con una semplicità e un’autorevolezza impressionanti. Ha dimostrato di poter marcare due centravanti inglesi fortissimi con una tranquillità pazzesca. E’ un giocatore che può stare a qualsiasi livello perché è forte”.

La scommessa-Zerbin

Alessio Zerbin in azione contro l’Ungheria

Zerbin è stata una scommessa finora vinta da Guido Angelozzi. L’attaccante piemontese, classe ’99, comunque aveva già conosciuto il grande calcio: prima alle giovanili dell’Inter e poi al Napoli che detiene il suo cartellino. Ma la svolta è arrivata con il Frosinone. Angelozzi lo ha voluto dopo averlo seguito alla Pro Vercelli in Serie C.

“E’ un giocatore cresciuto in modo esponenziale, è atleta nella testa – ha commentato il direttore – Quando lo abbiamo preso non aveva fatto la preparazione, aveva problemi al pube ma si è messo a lavorare duramente. Lo conoscevo, l’ho voluto a tutti i costi anche se il Napoli lo ha dato solo in prestito secco. C’è stato un momento in cui stavamo facendo uno scambio Gatti e soldi per lui”.

Zerbin ha conquistato la fiducia di Grosso ed è diventato un titolare inamovibile del Frosinone segnando pure 9 reti. La Nazionale ha suggellato una stagione incredibile. “E’ stato un percorso lungo e tortuoso, però sono contento di essere qua – ha sottolineato AlessioE’ stato un onore e non me l’aspettavo. Solo due anni fa ero in questo stadio in Serie C, oggi in Nazionale: è un sogno che si avvera. E’ un momento che non riesco ancora a percepire e godermi bene. Sono migliorato tanto in fase di finalizzazione, ci ho lavorato tanto con il mister”. A luglio sarà a disposizione del Napoli. Per Angelozzi può benissimo diventare protagonista nella squadra di Spalletti. Di sicuro giocherà in Serie A: lo vuole anche la Cremonese.

La Sassuolo-band

Lorenzo Pellegrini

Gatti e Zerbin sono state solo le ultime scoperte di Angelozzi. Il direttore del Frosinone ha lanciato al Sassuolo (è stato il responsabile dell’area tecnica dal 2015 al 2018) i vari Frattesi, Pellegrini, Scamacca e Politano che rappresentano i pilastri della nuova Nazionale di Roberto Mancini.

Ma anche Acerbi e Raspadori si sono messi in mostra nel periodo in cui Angelozzi è stato in Emilia. “All’epoca lavoravamo unicamente con gli italiani, ho preso Sensi (anche lui nel giro azzurro ndr), Pellegrini e Marchizza – ha rivelato Angelozzi Frattesi l’ho portato io al Sassuolo, è un giocatore alla Gerrard perché ha forza, tecnica e corsa”.

Il centrocampista romano è un pupillo di Angelozzi che ha svelato un retroscena. “E’ un altro ragazzo che ha una personalità impressionante – ha continuato – Quando l’abbiamo preso dalla Roma, insieme a Marchizza e Mazzitelli, non lo volevano dare. Abbiamo litigato con Massara ma alla fine siamo riusciti a spuntarla con la Roma che si è tenuta il 30% della futura rivendita. E’ un ’99 che ha tutto”.

Davide Frattesi

Un giocatore così la Roma non ce l’ha. Un giocatore di gamba, potenza e tecnica. In una partita si presenta cinque volte davanti alla porta. Mourinho fa bene a chiedere Frattesi. Il problema è uno: se Carnevali si fa ammorbidire”.

E poi Scamacca altra scoperta di Angelozzi. Per il dirigente frusinate è tra i centravanti top. Pari a Vlahovic. “L’ho portato a Sassuolo ed era un ragazzino – ha chiosato – Quest’anno ha fatto 16 gol con poco minutaggio. In Europa non ci sono questi attaccanti. Se ancora Lewandowski lo vanno a cercare 36 anni, Scamacca ne ha 22. Sarà il bomber del futuro della nostra Nazionale”.

Chiamatela l’ItalAngelozzi.

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