Chiamateli folli: vogliono (davvero) una Città del cinema nell’ex saponificio

Col diciassettesimo DieciMinuti film festival di Ceccano, rassegna internazionale del cinema breve organizzata da IndieGesta e oggi più che mai per la pace, un chiaro messaggio: «People have the power». Ora è molto più di un sogno: lo storico saponificio Annunziata, chiuso da 25 anni, è in via di bonifica e acquisizione al demanio

Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

«È Capodanno e ad un’asta si ritrova una schiera di ricchi gentiluomini. Per festeggiare va in scena una bellissima coreografia sulle note di Verdi. Anzi, scusate, mi correggo, sulle note di James Brown. Però, aspettate, la musica non parte… perché?».

Bastano otto minuti per conoscere la risposta: l’immediatezza del corto. Basta guardarsi e gustarsi Work it class! dello spagnolo Pol Diggler, vincitore nella selezione ufficiale del diciassettesimo DieciMinuti film festival di Ceccano: concorso internazionale di cortometraggi gemellato con il Giffoni, la rassegna di cinema per ragazzi più importante del mondo.

È organizzato dall’associazione culturale IndieGesta, patrocinato dal Comune di Ceccano, ospitato dal locale cinema teatro Antares e finanziato dalla Regione Lazio con i fondi per la promozione della cultura cinematografica.

Un Festival per la pace, per il futuro

La foto-ricordo del DieciMinuti film festival 17 – DFF17

È stato un grande ma malinconico ritorno alla normalità: con tutte le norme anti Covid ma all’interno del cineteatro Antares. Nei due appuntamenti scorsi c’era stata la prima volta online e poi l’esordio all’aperto: all’interno del parco di Castel Sindici. Quest’anno, a cavallo della fine dello stato di emergenza, si è tornati nel tempio ceccanese del cinema breve. Ma dopo il Covid è arrivata anche la guerra in Ucraina.

A tal proposito, rendendolo oggi più che mai festival per la pace, sono stati organizzati un concerto e una serie di dibattiti. IndieGesta ha anche promosso una raccolta fondi per la Pace di Eva: iniziativa di supporto a favore di due donne ucraine e le loro figlie, tra cui la più piccola che le dà il nome. Non è mancato nemmeno il solito e importante spazio per Futurama: sulla scia della DieciMinuti Academy vari incontri educativi per giovani che vogliono lavorare nel mondo del cinema.

Al DFF17 sono stati iscritti quasi 800 cortometraggi provenienti da ben 63 nazioni sparse in tutti i continenti. Prima dello scoppio della pandemia Ceccano diventava ogni anno un piccolo ma significativo ombelico cinematografico di caratura internazionale: addetti ai lavori e ospiti da tutto il globo, anche in presenza e non solo in collegamento. Di quelli che non non si conoscono tanto e tra qualche anno li ritrovi superpremiati ai più grandi festival di cinema. È un trampolino di lancio.

Ora si riparte sul serio. Il prossimo passo è farlo diventare Festival della Ciociaria. D’altronde ha ramificazioni culturali su tutto il territorio provinciale da oltre un decennio: eventi collegati e manifestazioni sinergiche. E ormai si pensa all’economia culturale che nascerebbe dalla commercializzazione del prodotto corto.

«È stato un successo e la felicità del vedere la sala piena è stata un’emozione grandissima», così l’associazione culturale IndieGesta, organizzatrice della rassegna glocal: ciociaro-globale. Anzi molto di più di un concorso internazionale, come se non fosse già tanto, visto che ormai si sono messi davvero in testa di far nascere una Città del cinema al posto dell’ex saponificio Annunziata. (Leggi qui  Ha ragione IndieGesta: «Corto è meglio»).

Il sogno: Città del cinema nell’ex Annunziata

Il presidente di IndieGesta Ciotoli con gli assessori Bianchini e Del Brocco e il consigliere Massa

Il sodalizio presieduto da Alessandro Ciotoli ha ormai molto più di un sogno. E stavolta lo ha anche impresso sulle locandine dell’evento: la Città del cinema nell’ex Annunziata, in via di bonifica da parte della Regione Lazio in sostituzione e in danno della storica società fallita. È una delle prime aree ciociare che verranno analizzate e messe in sicurezza all’interno del Sito di interesse nazionale Bacino del fiume Sacco. Per ora lo stabilimento è privato, ma presto potrebbe diventare pubblico.

Lo slogan richiama la famosissima canzone di Patti Smith: People have the power. È stato un Festival tanto per la pace in Ucraina quanto per la promozione del progetto con cui IndieGesta ha sinora coinvolto tre attori fondamentali: Giffoni, Ordine provinciale degli architetti e Camera di commercio di Frosinone. È già ovviamente all’attenzione dell’amministrazione comunale.

Sarebbe davvero una bella favola, come quella che si vuole scrivere con la Green Valley. Prendere la centrale nucleare di Springfield, com’è nell’immaginario comune, e trasformarla in una ridente Città del cinema. Oltre 50 anni fa Claudio Gubitosi ci è riuscito a Giffoni Valle Piana, cittadina di undicimila anime in provincia di Salerno. Per IndieGesta Gubitosi è alla stregua di superman.

«Noi ci crediamo davvero – dichiara il presidente di IndieGesta Alessandro Ciotoli, direttore artistico del Dieciminuti -. La forza di volontà di ogni persona può fare la differenza. Il potere, quello vero, quello che cambia la società, è nelle mani di ognuno di noi, dobbiamo esserne consapevoli e determinati al momento delle scelte. Il tempo di fare la scelta giusta è questo. Noi abbiamo scelto di trasformare quello che sembra un semplice evento in un messaggio universale». La politica, nel mentre, troverà sicuramente la quadra. (Leggi qui La bonifica della valle del Sacco? Merito mio. No è il mio).

Ex saponificio: in arrivo la bonifica del sito

L’ex saponificio Annunziata di Ceccano

La Regione Lazio ha ormai approvato il progetto per la caratterizzazione e la messa in sicurezza permanente dell’ex Annunziata, affidata dal 1999 a un curatore fallimentare. Sarà investito un milione di euro e la proprietà potrebbe essere riscattata parzialmente se non interamente. Si tratterà di quantificare l’attuale valore dello storico stabilimento cittadino.

La società fu fondata negli anni Trenta dal venturo Cavalier Antonio Annunziata, di origini sorane e ceccanese di adozione. Per oltre sessant’anni, scandendo il tempo con la sua memorabile sirena, il saponificio ha dato lavoro a migliaia di persone. E poi c’era l’Annunziata Ceccano: la squadra di calcio che arrivò a giocare nella IV Serie: la Serie D degli anni Cinquanta.

Annunziata puntò sui fenomeni ceccanesi e assunse in saponificio molti talenti del Nord per farli giocare con i Rossoblù. Tenne testa in amichevole a squadra blasonate come Lazio, Bologna e Padova. Allo stadio Dante Popolla, intitolato a una vittima ceccanese della Seconda guerra mondiale, fu persino battuto il Sarpsborg: i campioni di Norvegia.

A seguire le lotte sindacali degli anni Sessanta. E purtroppo ci scappò pure il morto: Luigi Mastrogiacomo. Chiusa di fatto da 25 anni, l’ex Annunziata resta lì: lungo le sponde del fiume Sacco, a un passo dal Ponte Berardi, davanti alla stazione ferroviaria. È un pezzo di storia di Ceccano, piombato nel degrado più assoluto. Una volta disinquinata e acquisita dalla Regione, la struttura potrebbe essere gestita dal Comune a favore di un progetto di riqualificazione. IndieGesta ha lanciato la Città del cinema. Altre proposte?

Sandro, da ospite d’onore a presidente di giuria

Il fotografo Sandro Miller con il presidente di IndieGesta Alessandro Ciotoli

Lo avevamo lasciato come ospite d’onore del Festival e lo abbiamo ritrovato come presidente della sua giuria popolare. È Sandro Miller, stratosferico fotografo americano di origini ciociare: sua madre Elena nacque a Ferentino, da giovanissimo girava spesso per il centro e la scorsa estate è scattata la Carrambata. C’è stato il ritorno di Sandro, anche il suo nome d’arte, nella cittadina gigliata.

Ad agosto 2021 tenne una masterclass di fotografia pubblicitaria. Ad accoglierlo nell’auditorium della biblioteca comunale il sindaco Antonio Pompeo, presidente della Provincia di Frosinone. Ha detto al primo cittadino: «D’ora in poi mi dividerò tra le mie due città del cuore: Chicago e Ferentino». Scicago e Ferentino.

Il suo percorso ciociaro era partito ad Arpino e si sarebbe concluso a Ceccano: dalla mostra Malkovich, Malkovich, Malkovich – Omaggio ai Maestri della fotografia al Castello Ladislao – 41 scatti famosi reinventati col volto della star nonché suo fraterno collaboratore John. Malkovich – alla memorabile intervista ai piedi dell’ottocentesco Castel Sindici, nel polmone verde del centro cittadino. Quest’anno a presiedere la giuria: Gabriel Carlevale, Giuseppe Guerrera, Matteo Russo, Cristina Cavicchini, Ioana Jitariuc, Ludovica Vavalà e Daniele Fontana.

Diciassettesimo DieciMinuti: i migliori corti

Work it class!, vincitore nella selezione ufficiale del DFF17

Pol Diggler, vincitore della Official Selection, un regista e multimedia producer. Nelle altre categorie i migliori cortometraggi sono Big del romano Daniele Pini (Extralarge), Roberto di Carmen Córdoba González (Animazione) e A deer falling into the sea di Marco Huertas. Per la serie: c’era una volta un italiano e tre spagnoli.

In Big, voce fuori campo, «Matilde vive insieme a suo nonno in una angusta casa sul mare. Per guadagnare qualche soldo, scandaglia la spiaggia con il metal detector alla ricerca di qualche oggetto di valore. In una fredda mattina d’inverno, Matilde troverà qualcosa capace di cambiarle la vita per sempre». Cosa? Si evita di spoilerare a chi non ha ancora visto i corti.

Vale lo stesso per Roberto e A deer falling into the sea (Un cervo che cade in mare). Nell’uno «sono passati 15 anni e Roberto che ora è un pittore, è ancora innamorato della sua vicina, che però si nasconde perché si vergogna del suo corpo. Roberto allora con l’aiuto della sua arte e con uno stendibiancheria cercherà di aiutarla ad affrontarla i suoi mostri».

L’altro è «un assaggio di Berlino. Una serie di incontri, viaggi in metro, chiacchiere tra amici che portano nel cuore della capitale tedesca. Tutto è accompagnato dalla musica di Al Pagoda che restituisce da un punto di vista sonoro l’unicità di questa città e della sua dimensione a tratti spettrale a tratti apocalittica».

Tutti gli altri migliori del DFF17

Associati di IndieGesta davanti al cineteatro Antares di Ceccano

Questi i migliori nella loro arte: l’attrice italiana Rita Abela per Big e l’attore russo Alexander Petrov per Angel, la sceneggiatura di Votamos dello spagnolo Santiago Requejo Lopez-Mateos, la fotografia della cinese Li Dongjun per Hair Tie, Egg, Homework Books di Runxiao Luo, il montaggio di Sil Van De Woerd e la colonna sonora di Vitaly Zavadskky per l’olandese Mirage. E il Gran Premio della Giuria è andato a Descente del francese Mehdi Fikri.

Angel è «la storia di un giovane artista di strada, che vuole entrare nel mondo del cinema. Una sera dalla finestra della sua stanza vede una donna che sta per suicidarsi dal tetto dell’appartamento di fronte. Si precipita a salvarla, vestito da angelo». In Votamos, «dopo una riunione di condomini, fatta per votare la mozione di riparazione dell’ascensore, nasceranno nuove discussioni quando Alberto dirà a chi ha affittato il proprio appartamento».

La protagonista di Hair Tie, Egg, Homework Books (Elastico per capelli, uovo, quaderni dei compiti) è Lin Yuqi, «studentessa modello di 11 anni che deve parlare della sua famiglia all’incontro serale dei genitori della sua scuola. Avrà dei ripensamenti quando scoprirà che un suo compagno di classe condivide il suo stesso segreto». In Mirage, invece, «un cacciatore è tormentato dall’approssimarsi della morte della moglie e si confronta con le sue emozioni».

In conclusione Descente (Discesa): «Francia, novembre 2015. Dopo gli attacchi terroristici di Parigi, viene proclamato lo stato di emergenza, al fine di facilitare il lavoro delle forze di polizia. Sono le quattro di mattina. Una poliziotta aiuta i suoi colleghi per un ultimo controllo in un condominio, ma le cose non vanno come lei si immaginava».

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