Chiara ed i Fratelli (d’Italia): «Centrodestra da ricostruire. M5S: arroganti e vuoti. Pd assente. Lega equilibrista»

Foto: © Imagoeconomica, Daniele Stefanini

Chiara Colosimo, la pasionaria di Fratelli d'Italia. Per molti è l'erede di Giorgia Meloni. il Centrodestra? "Quello a 3 punte non esiste più". Il M5S? "Tranne un paio di brave colleghe è un pianto". I naufraghi azzurri Iannarilli e Antoniozzi? "Magari ne arrivassero altri"

Francesco Boezi
Francesco Boezi

L'uomo mantenga ciò che da bambino ha promesso

Chiara Colosimo, consigliere regionale del Lazio per Fratelli d’Italia, è rimasta quella che una volta si sarebbe chiamata “militante politica“. Quando la vocazione svolgeva un ruolo determinante nelle scelte esistenziali delle persone. 

Oggi, quella di “militante“, è una categoria in disuso, per non dire estinta: sono tempi intrisi di web marketing e di distorsioni proprie del “tutti possono fare tutto“. In giro non ci sono più Sezioni aperte, tranne qualche rara eccezione: la chiamano “Democrazia 2.0“. Non che la Colosimo non stia al passo, ma non è una da “villaggio globale“, nel senso grillino del termine. 

È invece abituata alla colla dei manifesti e lo ha sempre rivendicato. La storia di Giorgia Meloni è conosciuta. Quella del consigliere Chiara Colosimo è molto simile. Di lei si è parlato, e tanto, durante le vicende che hanno contribuito a far cadere l’amministrazione regionale guidata da Renata Polverini.

Dalle sue parti amano dire, citando Tolkien, che “tale è il corso degli eventi che muovono le ruote del mondo, che sono spesso le piccole mani ad agire per necessità, mentre gli occhi dei grandi sono rivolti altrove”. È un po’ quello che le è successo quando, nel 2012, è stata scelta per guidare il Pdl alla Pisana: Chiara Colosimo aveva 26 anni, ma non se n’è accorto nessuno. Del resto la scuola politica che ha frequentato è quella che è.

Poi le cose a Roma si sono un po’ complicate. Nella Capitale sono arrivati i consensi dei salviniani e Fratelli d’Italia ha dovuto fare i conti con una variabile che, forse, nessuno aveva previsto.

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Consigliere Chiara Colosimo, la crescita di Fratelli d’Italia è sotto gli occhi di tutti. Ma sembra che la traiettoria del vostro Partito sia destinata a un’evoluzione. Le ipotesi in campo sono almeno tre: un’alleanza strategica con la Lega di Matteo Salvini, anche sul piano nazionale e non solo su quello locale, in funzione di possibili elezioni parlamentari anticipate; la creazione di un movimento conservator – liberale con la compartecipazione di Giovanni Toti, il che non escluderebbe la prima eventualità; la riproposizione del centrodestra a “tre punte”, mantenendo dentro Forza Italia. Come andrà a finire? 

Da tempo ormai sono convinta che il centrodestra come normalmente inteso non esista più, per errore di alcuni, ma anche perché sono cambiati i meccanismi. Anche se i grillini dovessero venire pesantemente ridimensionati come mi auguro, noi abbiamo il dovere di  disegnare un polo per il futuro, non una riproposizione di ciò che è stato. Mi auguro che tutte le forze positive rispondano all’appello di Giorgia Meloni ed immaginino con Fratelli d’Italia il percorso che porti ad un movimento sovranista-conservatore che governi nell’interesse dell’Italia e degli italiani”. 

Siete preoccupati dall’ascesa della Lega su Roma? Il Lazio è sempre stato una vostra roccaforte, ma i “nordici”, per così dire, si stanno strutturando con il fine di divenire maggioritari… Magari vi chiederanno di esprimere tanto una candidatura per il sindaco di Roma quanto quella per la presidenza della Pisana. 

“Sinceramente no, abbiamo retto a diverse ondate mediatiche e continueremo a farlo, anzi secondo me nei prossimi mesi cresceremo in città e in regione. Prima ancora che per gli eletti che si avvicinano a noi, è la gente a cercare e sostenere un movimento che ad una grande leader unisce un importante radicamento territoriale. E Fratelli d’Italia, bando alla falsa modestia, ha la classe dirigente più preparata, a detta anche degli avversari, per esprimere candidature apicali. Per cui agli amici nordisti, consiglio di tenerci d’occhio”. 

In questa fase, Fratelli d’Italia è riuscita ad ‘aprirsi‘ nei confronti di esperienze del tutto diverse. Basti pensare alla candidatura di Alfredo Antoniozzi o all’adesione dell’ex assessore regionale Antonello Iannarilli. Non avete timore di snaturare quello che avete sempre rappresentato?

“A me spaventano gli ignavi, sarà che siamo in modalità Atreju, ma siamo tutti chiamati a fermare l’avanzata del nulla, a me spaventa chi non crede in nulla, non chi ha un percorso diverso dal mio ed oggi si riconosce in quello che diciamo e facciamo. Le identità forti non temono confronto, lo amano e cercano una sintesi per un interesse superiore. Spero che ci siano altri Alfredo Antoniozzi e Antonello Iannarilli, ed insieme a loro tanti ritorni a casa, perchè vorrebbe dire che siamo convincenti!”. 

Zingaretti è partito a cavallo di un’anatra zoppa, cioè senza avere una maggioranza in Aula. Ha resistito a varie ipotesi e istanze di sfiducia. Il Centrodestra in Regione come sta? Lavorate o no alla caduta anticipata dell’amministrazione Zingaretti? 

“La Pisana è terribile, il livello degli interventi e degli interessi che si scontrano è ridicolo, alle volte fa passare la voglia di combattere la buona battaglia. Mi pare che il Pd sia molto preoccupato di gestire le sue dinamiche interne, infatti l’aula è sempre vuota e negli ultimi mesi abbiamo affrontato leggi marginali. Il M5S è quello che conoscete, tranne un paio di brave colleghe è un pianto: arroganti e vuoti. Insomma non mi pare nessuno spinga per cambiare, tranne noi ovviamente!”. 

Lei, in queste settimane sta combattendo una battaglia per l’ospedale Regina Elena. Cosa sta accadendo attorno a quel nosocomio?

“Quel nosocomio è solo l’ultima ennesima fotografia della sanità laziale, un’eccellenza con professionisti di altissimo livello che non vengono messi nelle condizioni di lavorare, per assenza di investimenti e per scelte aziendali veramente discutibili. Nel caso specifico, il nuovo atto aziendale vede preferire nuovi reparti amministrativi tagliando la UOC di chirurgia digestiva e declassando la neurochirurgia. Non mi stancherò di ripetere che non mancano direttori e uffici, ma personale e risposte!”.

Siete già in fase organizzativa per Atreju, che è la vostra kermesse nazionale. La volta scorsa avete portato un personaggio discusso come Steve Bannon, questa volta?

“Quest’anno sfidiamo le stelle! In tutti i sensi! E non deluderemo, siamo ancora sommersi dalle carte delle autorizzazioni, ma l’appuntamento è dal 20 al 22 settembre all’Isola Tiberina, con qualche sorpresa, oltre ai leader nazionali. Diciamo che devi venirci!”. 

A differenza dalla Lega, non avete mai stipulato un “contratto di governo” con il MoVimento 5 Stelle, ma i salviniani, a Roma, sono all’opposizione di Virginia Raggi. Come ci si rapporta con un alleato che persegue una doppia linea?

Si dovrebbe piuttosto chiedere ai Neo Salviniani come vivono questo rapporto, perchè è un bell’equilibrismo governarci a Palazzo Chigi ed opporsi a Piazza del Campidoglio!  Comunque ci comportiamo come Giorgia insegna, votiamo insieme solo quello su cui siamo d’accordo e non smettiamo di credere e chiedere di più per la nostra Capitale”. 

Lei è giovanissima, ma può già vantare due consiliature in Regione Lazio. Ha sempre detto che non interpreta la politica come una professione, ma come un servizio. Eppure, quando vengono ventilati nomi di possibili leader del domani, “Chiara Colosimo” c’è spesso. Quale futuro per quella che è già stata definita “l’erede politica di Giorgia Meloni”?

“Se proprio devo rispondere, posso solo seriamente dire: quando ho iniziato a fare politica avevo 15 anni e non avevo alcuna aspirazione elettiva, oggi conosco l’importanza delle istituzioni e di sedervi, ma spero di continuare ad intendere la politica sempre come in questa domanda descritto. Quindi per il futuro, mi auguro di non deludere mai la me adolescente e tutte le persone che in questi anni hanno creduto e si sono fidate di me”.