Chiaro, chiarissimo: complicato

Foto: Imagoeconomica / Benvegnu' Guaitoli

Senza Ricevuta di Ritorno. La ‘Raccomandata’ del direttore su un fatto del giorno. Troppo complesse. Così le nostre norme rischiano di rendere tutto troppo complicato. E tenere lontani gli investitori

C’è un’inchiesta della magistratura di Roma che in questi giorni è stata conclusa ed ora passerà al vaglio di un giudice. Dovrà stabilire se c’è abbastanza materia per un processo o non. È l’inchiesta sui cosiddetti “codici specchio” cioè i codici con cui vengono classificati i rifiuti. Sono urbani , la spazzaura dei cassonetti. Ma secondo l’interpretazione dell’accusa potrebbero essere comunque pericolosi: ad esempio se uno butta il toner esaurito della stampante del figlio, quello è classificato pericoloso

Il sospetto, in asciuttissima sintesi, è che in provincia di Frosinone cambiassero dei codici, facendo risultare tutto non pericoloso.

Senza troppi giri di parole: logica vuole che su quell’inchiesta verrà aperto un processo. Perché la mole di carte è tanta che toccherà ad in Tribunale esaminarla. È questa la funzione del Giudice dell’Udienza Preliminare: dire se ci sono elementi sui quali discutere in dibattimento o non. E con quella mole di carte ci sarà da discutere in Aula per anni.

(Foto Paris / Imagoeconomica)

È un’inchiesta che ha paralizzato per alcuni giorni il ciclo dei rifiuti in provincia di Frosinone. Poi, quando da Roma si sono accorti che qui rischiavamo di finire sepolti dall’immondizia, hanno sbloccato il ciclo. E tutto è continuato come prima.

Esattamente come prima. Cioè prima che arrivassero i carabinieri forestali, la procura di Roma e l’antimafia. Nella procedura non è cambiato nulla.

Il motivo lo si scopre con il seguito delle indagini: in Europa si segue la stessa procedura. Ma la Legge come va interpretata? Tra i consulenti, vari professori universitari hanno risposto non lo so. Al punto che è stato necessario chiedere alla Corte Europea di Giustizia. Ha detto che andava bene così.

Però in Italia ci siamo dimenticati di inserire un paio di codicilli. E giustamente il procuratore che ha aperto l’inchiesta, dice: per me la Legge è quella che avete scritto, non quella che mi dice l’Europa che avremmo dovuto scrivere.

Il paradosso

C’è un capitolo che tocca la vecchia gestione Saf: viene accusata di avere trattato in modo poco efficiente i rifiuti. Arricchendosi. Perché avrebbe fatto pagare inutilmente lo smaltimento. Per l’accusa chi si è arricchito?La vecchia gestione Saf. Alle spalle di chi? Dei Comuni. Il che è alquanto paradossale: i Comuni avrebbero pagato di più alla Saf. Che è una società pubblica di proprietà dei Comuni.

Però, dal punto di vista del codice è ineccepibile il rilievo del magistrato: perché Comuni e Comuni uniti nella Saf sono due soggetti diversi.

Servirà un processo. Che sicuramente arriverà in appello. Per approdare in Cassazione. E poi alle Sezioni Unite. E lì si scioglierà il nodo.

A prescindere da ragioni e torti: come speriamo che un investitore straniero venga a mettere i suoi soldi in un’impresa in Italia? Se non c’è un minimo di chiarezza?

Senza Ricevuta di Ritorno.