Ciacciarelli e Abbruzzese di fronte al Carroccio nell’anno del grande esodo da Forza Italia

Il consigliere regionale avrebbe tutto l’interesse ad aderire alla Lega, anche per la conferma della candidatura alle regionali. Mentre l’ex leader degli azzurri sa di non avere spazi nel partito di Salvini. Dove le gerarchie sono chiare e consolidate.

La settimana di Natale del 2019 è stata tra le più dolorose per Silvio Berlusconi sotto il profilo politico. Sono stati sette giorni nei quali tanti hanno fatto a gara per non salutarlo e andare via. Non è un caso se nel giorno della Vigilia si sono concentrate una serie di defezioni d’altissimo profilo: dalla devotissima Micaela Biancofiore fino alla regionale Laura Cartaginese che ha scelto proprio il 24 dicembre per pubblicare la sua foto con Matteo Salvini nonostante la richiesta della tessera risalisse a diversi giorni prima. Sul territorio il tema è quello della scelta fatta dal presidente della Commissione Bilancio Pasquale Ciacciarelli e quali conseguenze comporterà nel suo rapporto storico con il leader Mario Abbruzzese.

Perché si a Ciacciarelli

Pasquale Ciacciarelli Foto: © Imagoeconomica Paolo Cerroni

I livelli ed i percorsi sono differenti. Pasquale Ciacciarelli entrerà nella Lega: perché obiettivamente ha tutto l’interesse politico di aderire, passa da lì la prospettiva futura di una candidatura alle Regionali per confermare il seggio ottenuto il 4 marzo 2018. Ma anche alla Lega conviene spalancare le porte a Pasquale Ciacciarelli. Per capirlo bisogna rileggere le dichiarazioni fatte da Matteo Salvini nei giorni scorsi quando ha annunciato la riforma dello Statuto leghista.

Il veto sugli ex berlusconiani è saltato. I ponti levatoi che un anno fa erano stati alzati nel timore di una contaminazione ora sono stati abbassati. Il motivo lo ha spiegato Il Capitano strigliando i suoi quadri dirigenti quando ha fatto l’interventi finale sullo Statuto. Nella sostanza ha detto “Non potete basare tutto su di me, la Lega deve radicarsi sui territori“. La provincia di Frosinone è un esempio che calza alla perfezione: la Lega non ha eletto un solo sindaco finora, non ha eletto un consigliere provinciale; Nicola Ottaviani al Comune di Frosinone ed i due presìdi a Palazzo Iacobucci sono ‘oriundi‘ cioè gente eletta sotto altre insegne. L’innesto di figure come Ciacciarelli e l’organizzazione costruita per anni da Abbruzzese sarà fondamentale.

Il tema del radicamento preoccupa molto Matteo Salvini. Sa benissimo che nella prossima sfida con il Pd di Nicola Zingaretti si giocherà molto su quel terreno.

Perché no ad Abbruzzese

Mario Abbruzzese

A Mario Abbruzzese invece no, non conviene aderire alla Lega. Il motivo lo ha spiegato lui stesso con la sua intervista a Faccia a Faccia diVenerdì. Con lucidità ha analizzato che i suoi spazi nel Partito di Matteo Salvini appaiono obiettivamente chiusi. Non c’è bisogno di un frontman che vada a prendere i voti alle politiche: c’è però la disperata esigenza di un grande organizzatore esperto nelle operazioni sul territorio. (leggi qui Ciacciarelli alla Lega, il caso Ottaviani, la caduta di Cassino: le verità di Mario) .

Non resta che aspettare l’ufficializzazione dell’operazione: Ciacciarelli nella Lega e Abbruzzese in panchina.

Le sfumature possono essere molteplici. E partono proprio dalla panchina sulla quale deciderà di accomodarsi l’ex presidente del Consiglio Regionale del Lazio. Con certezza non sarà una panca nel giardino della Villa Comunale di Cassino. Ma sarà una panca del carroccio o una panca di Cambiamo, il movimento fondato da Giovanni Toti ed al quale Ciacciarelli e Abbruzzese hanno aderito?

Non esistono dubbi interpretativi sulla risposta: Abbruzzese non può non uscire da Cambiamo nel caso di adesione di Ciacciarelli alla Lega. Altrimenti significherebbe che tra i due si è innescata una situazione ostile e di contrapposizione. Al momento non è così.

L’esperimento Cambiamo

Foto © AIF Di Cerbo

Certamente nel centrodestra nazionale alcuni esperimenti, come quello di Cambiamo di Giovanni Toti, sembrano avere il fiato corto. Specialmente se rapportati anche al grande esodo da Forza Italia. Basterebbe ricordare che nel gruppo regionale degli “azzurri” l’unico ad essere rimasto è Pino Simeone e Giuseppe Cangemi.

A Cambiamo va riconosciuto il merito di avere rotto l’argine. Non è diventata la scialuppa sulla quale traghettare i fuoriusciti azzurri verso la Lega con i ponti levatoi all’epoca ancora alzati. Ma non per sua incapacità Bensì perché l’orizzonte politico è mutato ad una velocità imprevedibile.

Nel centrodestra il nuovo schema vede il predominio assoluto della Lega e l’avanzata di Fratelli d’Italia. Mentre Forza Italia prova a resistere, soprattutto grazie a Silvio Berlusconi. Obiettivamente nel centrodestra non esistono spazi per iniziative come quella di Toti o della Carfagna. Non adesso in ogni caso.

La folla sulla Carroccio

Se Pasquale Ciacciarelli passerà alla Lega, il sodalizio politico storico con Mario Abbruzzese potrebbe rompersi. Come si ruppe anni fa quello tra lo stesso Mario Abbruzzese e Alfredo Pallone. È un’eventualità del tutto teorica al momento: i due sono stati a cena con i quadri nei giorni immediatamente a ridosso del Natale. Alla Vigilia hanno fatto colazione insieme e poi preso l’asperitivo sotto i Portici di Cassino. Condividono tuttora l’ufficio.

L’onorevole Francesca Gerardi

Quali spazi ci sono sul Carroccio? Le dimensioni assunte in questi due anni hanno ampliato la base a anche i posti a sedere. Oggi sotto le insegne della Lega ci sono due parlamentari che viaggiano su livelli più alti: Claudio Durigon viene considerato unanimemente il candidato alla presidenza della Regione Lazio, Francesco Zicchieri la prossima volta potrebbe candidarsi in provincia di Latina con una posizione blindata. Sul territorio ci sono l’onorevole Francesca Gerardi, coordinatrice provinciale del Partito, il senatore Gianfranco Rufa (eletto in quel di Viterbo). Potrebbe aggiungersi a gennaio Fabio Forte, ex sindaco di Arpino, se il “verdetto” finale della Giunta delle elezioni lo ammetterà alla Camera dei deputati.

C’è il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani, che alle politiche ci sarà.
Il lato scoperto è proprio quello delle candidature alle Regionali. Non perché manchino pretendenti, ma perché sicuramente Ciacciarelli è già strutturato. Ma dovrà fare in fretta.

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