I Cinque Stelle, le Regionali del Lazio e l’ultima frontiera di Zingaretti

“Che tenerezza Di Maio — ha attaccato matteo Orfini su Twitter — costretto a commentare le nostre primarie con il fastidio di chi sa che un tale bagno di democrazia non lo farà mai». Il presidente nazionale del Partito Democratico ha “sparato” a palle incatenate nei confronti di uno dei leader del Movimento Cinque Stelle.

 

La replica di Luigi Di Maio, dagli schermi di La 7, non si è fatta attendere. Ha detto: “Ricordo a Orfini che l’ultimo bagno di democrazia che ha fatto è stato quello del referendum che lo ha mandato a casa. Le uniche elezioni che vincono sono quelle che organizzano a casa loro”.

 

Non ci sono dubbi: per i Cinque Stelle l’avversario è il Partito Democratico. E viceversa. Lo si è capito anche per quanto riguarda le elezioni comunali di Frosinone. Christian Bellincampi, candidato sindaco del Movimento Cinque Stelle, si è detto certo “di arrivare al ballottaggio contro Nicola Ottaviani”. Bypassando quindi Fabrizio Cristofari, candidato sindaco del centrosinistra.

 

Ma c’è un altro scenario che si sta prospettando nel silenzio generale ed è quello per le elezioni regionali nel Lazio. Ormai vicinissime.

 

Nicola Zingaretti si ricandiderà e lo farà guidando una coalizione di centrosinistra: con il Psi, il Pci, il Prc, Sinistra Italia, il Movimento Democratici e Progressisti di D’Alema. Con Alternativa Popolare di Angelino Alfano non cercherà un accordo ad ogni costo.

 

I Cinque Stelle vogliono ripetere su base regionale l’exploit delle comunali di Roma e da qualche mese la sindaca Virginia Raggi è blindata e le polemiche sono passate in secondo piano.
Il centrodestra potrebbe mettere in campo Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia. C’è una particolarità: alle regionali si vota a turno unico, senza ballottaggio. Chi prende più voti vince. Per Nicola Zingaretti non sarà facile: il Governatore però sa che far parte dell’area di Andrea Orlando, non lo metterà al sicuro da possibili messaggi “Nicola stai sereno” di renziano pensiero.

 

Il Pd però si gioca tutto nel Lazio. Diversi anni fa Massimo D’Alema si dimise da presidente del consiglio dopo la vittoria di Francesco Storace alla Pisana.

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