Il coraggio di spiegare la manovra al popolo ciociaro

I Cinque Stelle preparano l’offensiva per risalire nei sondaggi. Possibile videomessaggio congiunto Di Maio- Di Battista. Quindi la marginalizzazione del Parlamento. Ma anche la spiegazione delle misure economiche nei vari territori. Da parte dei parlamentari. Senza l’ombrello virtuale?

L’inizio della fase due ha una data: 15 gennaio. Da quel giorno il Movimento Cinque Stelle dovrebbe iniziare l’iter per cambiare la Costituzione: riduzione del numero dei parlamentari, referendum propositivi senza quorum, abolizione del vincolo di mandato. Insomma, un Parlamento sempre meno influente, sempre più marginale.

D’altronde Davide Casaleggio aveva profetizzato scenari apocalittici. Perfino una società senza Parlamento. Magari si potrebbe estendere anche l’abolizione di tutti gli enti intermedi e di controllo. Così basta collegarsi via computer da casa per declinare le varie forme della democrazia.

Intanto si attende il ritorno di Alessandro Di Battista. Ma non in contrapposizione con Luigi Di Maio.  Insieme. Si vocifera che i due, Di Maio e Di Battista, potrebbero registrare e diffondere un video insieme per fine anno. Una sorta di contraltare al discorso del Capo dello Stato. Solo che negli anni scorsi era Beppe Grillo ad occuparsi di questo. Adesso dovrebbero essere loro. Magari riusciranno nell’impresa di far rimpiangere Grillo. Chissà.

La realtà è che i Cinque Stelle sono in difficoltà: i sondaggi scendono e le Europee si avvicinano. Cercano operazioni di rilancio e il tandem Di Maio – Di Battista viene pensato in questa ottica. Poi potrebbe esserci un’altra mossa, quella di una campagna elettorale permanente sui territori. Con i parlamentari impegnati a spiegare la manovra economica.

Sarà l’occasione per tornare a vedere nelle piazze i deputati Luca Frusone, Ilaria Fontana ed Enrica Segneri. Ai quali la loro stessa base contesta di essere spariti. Di avere cancellato i contatti con l’elettorato. D’Averli del tutto ignorati al momento di ascoltare quali erano le richieste del territorio da portare a Montecitorio.

Nessuno di loro si è visto fuori ai cancelli dello stabilimento Fca Cassino Plant per chiedere agli operai di cosa avevano bisogno. Non risulta che abbiano chiesto un incontro conoscitivo con la direzione dello stabilimento, per sapere se Cassino aveva progetti che necessitavano di un appoggio parlamentare.

Hanno fatto l’esatto contrario di ciò che fecero Francesco De Angelis, Mario Abbruzzese e Francesco Scalia: su questo punto i deputati Luca Frusone, Ilaria Fontana ed Enrica Segneri sono stati coerenti. A differenza loro però Scalia, De Angelis e Abbruzzese ottennero le legge che finanziava l’indotto Fiat e la costruzione del polo logistico. Interventi grazie ai quali lo stabilimento Cassino Plant è rimasto aperto anziché finire assorbito da Pomigliano.

Oggi invece, con la loro azione, il mini Stelvio non si produrrà a Cassino ma a Pomigliano. Il sistema di ecobonus / ecotassa ha portato Fiat Chrysler Automobiles a congelare 5 miliardi di investimenti. Compresi quelli che dovevano portare a Fca Cassino un nuovo modello e l’avvio dell’elettrificazione di Giulia e Stelvio.

Se la nuova fase porterà i parlamentari a confrontarsi con il territorio, finalmente sarà possibile scoprire i benefici contenuti nel maxiemendamento votato al buio al Senato.

Confrontarsi con la categorie produttive, con i sindacati, con i pensionati, con i giornalisti. Sarebbe un segnale di novità e di coraggio politico. Anche perché finora, a nove mesi dalle elezioni del 4 marzo, sul territorio i parlamentari si sono visti poco.

Non solo quelli dei Cinque Stelle per la verità. Anche i loro colleghi della Lega. Meglio il mondo virtuale. Meglio le chat. Si evita il confronto diretto. Questa è la democrazia 4.0.

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