Ciociaria 2021, io speriamo che mi commissariano

La sanità rivoluzionata per fronteggiare il Covid. Guai a pensare che i problemi siano stati superati: la gestione dell’ordinario sarà più complicata. ll paradosso dei piano dei rifiuti senza... discarica. La fuffa dilagante. E la mancanza delle opposizioni

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Se sedici mesi fa qualcuno avesse detto che un direttore generale della Asl avrebbe dovuto indicare stabilimenti industriali dove svolgere la più grande vaccinazione di massa della storia, nella migliore delle ipotesi sarebbe stato deriso. Questo per dire quanto il Covid abbia cambiato non soltanto la vita quotidiana ma anche le strategie sanitarie, politiche, economiche.

Pierpaolo D’Alessandro e Alessio D’Amato inaugurano l’hub Stellantis

Eppure è così: in poche settimane Pierpaola D’Alessandro, manager dell’Azienda Sanitaria Locale di Frosinone, ha inaugurato gli hub della Prima Sole Components di Torrice e di Stellantis a Piedimonte San Germano. Dal 3 giugno, quando finirà il sistema delle fasce di età, altre aziende saranno operative sul versante della profilassi.

In quindici mesi l’assetto della sanità locale è stato stravolto: dai Covid hospital ai tamponi, dai test sierologici ai vaccini. Tutto questo ha comportato una vera rivoluzione. Oggi però non si può più definire impossibile un cambiamento. Nell’emergenza del Coronavirus (non ancora conclusa), la sanità pubblica ha ritrovato orgoglio, dignità, competenze, voglia di soffrire. Guai a pensare però che i problemi siano stati superati, perché la gestione dell’ordinario sarà paradossalmente molto più complicata di quella del Covid. Però… “si può fare”.

E la collaborazione con il privato, fondamentale per la campagna vaccinale, potrebbe rappresentare un modello da esportare. Ora però sarà necessario recuperare su tutti gli altri versanti: dalla chirurgia alle cure dei tumori. A tutto il resto. Servirebbe più personale, ma non sarà semplice. Per un motivo soprattutto: un medico, un infermiere, un ausiliario hanno competenze che derivano da studio e impegno sul campo. Non si “formano” dall’oggi al domani. E nei decenni passati sulla sanità non si è investito.

Un errore pagato carissimo. Un errore da non ripetere. Ma serviranno politici illuminati. Non pifferai magici. 

l paradosso dei piano dei rifiuti senza… discarica 

Il consiglio provinciale ha approvato le linee del Piano rifiuti trasmesso alla Regione. Ma non c’è l’indicazione delle aree dove poi realizzare una discarica. Il presidente Antonio Pompeo ha detto che servirà almeno un anno al Politecnico di Torino per effettuare lo studio commissionato. Aggiungendo che se in questi anni i rifiuti di Roma non fossero stati trattati in Ciociaria, la discarica di Roccasecca sarebbe stata operativa fino al 2026. (Leggi qui Nuova discarica: Pompeo dice no alla Regione).

E nel frattempo? La Regione potrebbe decidere di nominare un commissario ad acta. Stesso scenario per Roma, anche se la giunta Zingaretti ha approvato una delibera che dà sessanta giorni di tempo alla Capitale per indicare una discarica. La sindaca Virginia Raggi però non si scompone. Qualche giorno fa il Tar ha scongiurato il commissariamento, dicendo sostanzialmente che non è con un’ordinanza che la Regione può chiedere al Comune di Roma un adempimento del genere. (Leggi qui Il Tar: Niente commissariario della Regione per i rifiuti).

L’ente della Pisana, però, non dà la sensazione di volersi affrettare ad esercitare i poteri sostitutivi. Intanto però in tanti prevedono un’emergenza rifiuti nel Lazio in tempi brevi. Probabilmente già a luglio.

Giulio Andreotti amava ripetere che a pensare male si fa peccato, ma spesso si indovina. In realtà la logica di lasciare il cerino in mano all’altro si vede fin troppo bene. Scegliere dei siti da destinare a discarica è altamente impopolare e perfino complicato. Dunque magari (e il magari va sottolineato con l’evidenziatore) se alla fine a scegliere è un commissario, la politica se ne lava le mani. Come Ponzio Pilato. Ma la domanda è: questo basterebbe per evitare di assumersi una responsabilità politica evidente? La risposta è no.

Da anni va avanti questa situazione. Una discarica a servizio del Comune di Roma è indispensabile. Il principio che il ciclo dei rifiuti si esaurisca nell’Ambito di appartenenza dovrebbe essere un imperativo categorico. E resta comunque il fatto che c’è un’emergenza dietro l’angolo. Lo si sapeva. Non è stato un fulmine a ciel sereno. La discarica di Roccasecca ha garantito che questa provincia, e anche quella di Roma, non conoscessero emergenze in questi anni. Ora però, che si fa? Andrebbe trovata una soluzione. Pure rapidamente. Invece vediamo le solite partite a scacchi che non servono a nulla. Se non a gettare fumo negli occhi dei cittadini.

La gestione del Covid ha fatto capire che non è più il tempo degli apprendisti stregoni. Servono competenze e risorse vere. I politici vengono eletti, ai vari livelli, per risolvere i problemi. Non per “giocare” a chi è più abile a scaricare la responsabilità. 

La fuffa dilagante e la mancanza delle opposizioni 

Nei giorni scorsi polemiche al vetriolo per la mancata presenza di tre consiglieri regionali del territorio (Buschini e Battisti del Pd e Ciacciarelli della Lega) quando si è trattato di votare una mozione per la riapertura dell’ospedale di Anagni. (Leggi qui Il trappolone per la Lega firmato dagli amici di FdI).

Per carità, il gioco di squadra potrebbe fare solo bene alla Ciociaria. E l’iniziativa, di Fratelli d’Italia, era lodevole. Ma riaprire un ospedale richiede procedure complesse e complicate, che vanno preparate per tempo. Altrimenti rimane solo l’intento politico di farlo. Che non basta. Mentre in tutti i Comuni della Ciociaria infuriano polemiche su temi che oscillano dai massimi sistemi alla pura fuffa.

Si fatica a trovare delle opposizioni che incalzino sindaci e maggioranze su argomenti concreti e sulla visione delle città e dei paesi. Ovunque. Perché solo in questo modo si costruisce un’alternativa di governo. Un esempio per tutti. Al Comune di Frosinone in nove anni quante volte le opposizioni hanno “mandato sotto” in consiglio comunale il sindaco e la maggioranza? Due volte. E in entrambi i casi perchè esponenti del centrodestra si sono messi di traverso.

Il ragionamento vale pure per altri contesti. Delle opposizioni forti servono anche alle maggioranze. Ma se ne sono perse le tracce. 

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