Ciociaria, ultima chiamata ad un centrodestra smarrito

Non c’è alternativa ad un vertice vero e urgente tra Claudio Durigon (Lega), Massimo Ruspandini (Fratelli d’Italia) e Claudio Fazzone (Forza Italia). Nei Comuni ognuno procede per conto proprio e queste divisioni rischiano di compromettere le future politiche e regionali. Ma il tempo sta finendo.

Claudio Durigon, parlamentare e coordinatore regionale della Lega. Massimo Ruspandini, senatore e leader di Fratelli d’Italia in provincia di Frosinone. Claudio Fazzone, senatore e coordinatore regionale di Forza Italia. Riusciranno mai a sedersi attorno allo stesso tavolo per affrontare sul serio la situazione del centrodestra in Ciociaria? Rispettando tutte le prescrizioni ai tempi del Coronavirus naturalmente. Siamo all’ultima chiamata.

Dalla risposta a questa domanda si capiranno tante cose. In primavera si voterà in ventuno comuni ciociari, tra i quali Sora e Alatri. Realtà grandi, significative, importanti, perfino strategiche. Il centrodestra si è smarrito, inutile negarlo. A Ceccano ha vinto Ruspandini, a Pontecorvo ha trionfato Rotondo, a Frosinone Ottaviani fa il bello e cattivo tempo, ad Anagni Natalia impera. Ma è cosa diversa dall’essere coalizione.

Ultima chiamata per il dialogo

Nicola Ottaviani, Massimo Ruspandini, Claudio Fazzone

I responsabili locali dei Partiti non si parlano fra loro. E anche all’interno degli stessi Partiti non mancano i “distinguo”. Si va verso l’approvazione di una nuova legge elettorale che tenga conto di 345 seggi in meno. E i collegi disegnati nel ddl del consiglio dei ministri ha accorpato le province di Frosinone e Latina: nel proporzionale, al Senato e nel collegio di Terracina, che ha fagocitato Cassino.

Il centrodestra provinciale rischia lo sfaldamento, i rapporti tra Lega e Fratelli d’Italia sono ai minimi termini. Come dimostra la vicenda di Sora. A Frosinone non si capisce sul serio come verrà scelto il candidato sindaco del dopo Ottaviani. (Leggi qui Fazzone: Il centrodestra troverà la sintesi).

Forse mai come in questo momento un tavolo dei big servirebbe per analizzare la situazione e decidere il da farsi. Altrimenti si rischiano delle sconfitte difficilmente gestibili. Oppure rese dei conti senza vincitori né vinti. A livello provinciale i Partiti non riescono a rimettere insieme i cocci. In questo modo si rischia anche di soccombere nei confronti dei livelli pontini della coalizione. Più organizzati, più forti. Sia Claudio Durigon che Claudio Fazzone sono della provincia di Latina, ma sanno bene che la Ciociaria sarà strategica in ogni contesto. Dalle politiche alle regionali. Però prima ci sono le comunali.

Un chiarimento non è più rinviabile.

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