Cisl contro la crisi di Governo: “Avvilente e rischiosa per il Lazio”

La Cisl si schiera. Contro l'attuale crisi di Governo. "Ci sono emergenze ben più gravi ed urgenti da affrontare”. I rischi per il Lazio. E le risposte che non arrivano. "Qui si annuncia che i problemi verranno risolti... domani”

La Cisl si schiera. Sia il vertice nazionale che quello del Lazio. Il sindacato dice no: è contrario ad una crisi di Governo, aperta in un momento cruciale per l’economia del Paese. E quindi per la stabilità ed il futuro dei lavoratori.

Il primo a prendere posizione è stato il Segretario Generale Nazionale Luigi Sbarra; a stretto giro ha ribadito la posizione Enrico Coppotelli Segretario Generale Cisl del Lazio. La preoccupazione è per le conseguenze sulle imprese presenti nella regione.

La crisi tocca anche noi

Foto: Pashminu Mansukhani / Pixabay

Non ci sono ambiguità nella posizione della Cisl. Che giudica la crisi “incommentabile, avvilente. La crisi peggiore nel momento più difficile per lavoratori, pensionati, famiglie, imprese”.

Le ricadute nel Lazio sono legate al fatto che già in condizioni normali non arrivano risposte su temi che la Cisl ritiene siano “cardine per costruire una prospettiva di ripartenza”.

Il nervo scoperto nel Lazio è quello della Sanità. In piedi c’è uno schema di stabilizzazione che riguarda i 3.500 precari e “mancherebbero comunque sempre 7.000 addetti nelle Asl del Lazio. Immaginiamo un attimo cosa significherebbe iniettare 7.000 nuove risorse di personale nel Servizio Sanitario Regionale. Pensiamo solo al miglioramento della qualità delle cure per i cittadini, ma anche all’occupazione e all’effetto moltiplicatore sui consumi, sul gettito tributario, sulla serenità di poter programmare il futuro. In una parola: alla ripartenza”.

Occasioni a rischio

Enrico Coppotelli

Enrico Coppotelli poi mette l’accento sugli investimenti fatti attraverso il Pnrr. Quei fondi servoino per creare infrastrutture con le quali modernizzare il Lazio. Che per il Segretario Generale Regionale Cisl sono “opportunità irripetibili”.

C’è un dato che da molti è stato sottovalutato: l’Agenda Digitale. È in grado di cambiare il ruolo della Pubblica Amministrazione. Un esempio? I certificati fatti direttamente da casa, senza dover più andare in municipio, evitando file e perdite di tempo. Un percorso che – ricorda Coppotelli – “consente alle amministrazioni di richiedere i fondi dedicati alla transizione digitale. Soprattutto per efficientare i servizi e migliorare la qualità del lavoro”.

Con la crisi di Governo e l’uscita eventuale di Mario Draghi dalla scena, verrebbe messo in discussione anche il tetto al prezzo del gas. Rappresenterebbe una catastrofe per le aziende dei settori Cemento, Acciaio, Vetro, Ceramica in tutto il Lazio. Non solo: “un recente e approfondito studio della Camera di Commercio di Viterbo e Rieti ha fatto emergere come, a fronte di un Pil cresciuto nel 2021, si è arrivati ad una ricaduta a causa dei costi dell’energia e delle materie prime e dell’incertezza dei mercati”. Cioè: siamo andati meglio ma i costi sono cresciuti così tanto da mangiarsi tutto il guadagno in più.

Tanto su energia e tanto sulla bonifica della Valle del Sacco per Coppotelli “non servono iniziative singole, occorre un’azione sinergica con il Ministero. Ma si preferisce la crisi di Governo…”.

Donne e specializzati

FOTO: ALBERTO LO BIANCO / IMAGOECONOMICA

C’è anche un altro maotivo per il quale la Cisl teme una crisi al buio ed in particolare per l’economia del Lazio. I dati sull’occupazione femminile dicono che è 20 punti in meno rispetto a quella maschile; la forbice con l’occupazione giovanile è ancora più ampia.

Siamo in presenza di un disallineamento tra domanda e offerta di lavoro. Nel Lazio ammonta al 26% la quota di lavoratori dal difficile reperimento. Meglio della media nazionale (34%), ma in costante aumento (nel 2019 era al 21%). Il difficile reperimento è dovuto sia alla mancanza dei profili ricercati sia all’inadeguata preparazione dei candidati. I settori che ne risentono maggiormente sono la meccatronica, la metallurgia, l’elettromedicale, l’Ict e le costruzioni.

E in un contesto del genere una crisi di Governo al buio avrebbe effetti devastanti. Anche perché, non nascondiamoci dietro un dito, la campagna elettorale comincerebbe anche nel Lazio. Subito“.

Ci sono i dati di EY-Luiss Business. Confermano come il Lazio sia una regione forte in settori di eccellenza come il farmaceutico, l’Ict, l’aerospaziale, l’artigianato, l’automotive e l’agroalimentare. Quello studio aggiunge che

‘per sfruttare appieno i fondi del Pnrr è fondamentale mettere a fattor comune le risorse a disposizione per lo sviluppo dei distretti laziali. E di conseguenza per l’economia regionale nel suo complesso’.

Per Enrico Coppotelli il rischio è “di continuare solo a gestire la crisi senza programmare lo sviluppo.

Le aree prioritarie

Enrico Coppotelli Foto Leonardo Puccini / Imagoeconomica

Per la Cisl del Lazio le tre aree strategiche prioritarie sono la transizione digitale, la transizione ecologica ed il tema dell’inclusione sociale.

Una crisi di Governo adesso taglierebbe la gambe a ogni ipotesi di innovazione, di rilancio, di adeguamento. Impossibile non essere preoccupati.

Su cosa si basa la preoccupazione. “Sinceramente vediamo troppe poche ed isolate iniziative volte a dare risposte su questi temi. Vero che negli ultimi anni le emergenze si sono rincorse (pandemia, aumento dei costi dell’energia, guerra), ma c’è dell’altro. Per esempio la logica, emersa anche nel Lazio, di annunciare solennemente oggi che i problemi verranno risolti… domani”.

La crisi di governo di questi giorni può rappresentare il colpo di grazia alle speranze di risalita anche della nostra Regione dove si profila una estate torrida sul piano sociale ed un autunno con grandi incognite sul piano economico ed occupazionale“, conclude Coppotelli.

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