Censis, Cassino perde tre posizioni tra le università

Il Censis ha elaborato la graduatoria delle università italiane. Cassino perde tre posizioni. Per i lavori fatti dalle concorrenti. Ma sono numeri pre Covid. La pandemia ha rivoluzionato le scelte. Ecco come

Perde tre posizioni. Scivola dal terzo al sesto posto: prima dell’università di Basilicata, della Tuscia, del Sannio, del Molise; a pari merito con l’ateneo di Insubria. Prima dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale ci sono gli atenei di Camerino, Reggio Calabria, Foggia, Teramo. E per 0,2 punti anche l’università Insubria. È la classifica elaborata dal Censis: che non tiene conto tanto della qualità negli insegnamenti ma di tutta un’altra serie di fattori.

I fattori di Cassino

L’AULA MAGNA

L’istituto di ricerca socio-economica che da mezzo secolo osserva il Paese ha tenuto conto innanzitutto dei servizi offerti dalle università (ad esempio le mense e gli alloggi per i fuori sede); poi delle borse di studio che erogano agli iscritti e delle strutture nelle quali tengono le lezioni e si studia (aule, biblioteche, laboratori). Poi ‘pesano’ la qualità delle comunicazioni con gli iscritti ed i servizi digitali messi a disposizione. Un valore importante lo hanno anche la loro proiezione internazionale e la facilità con cui un laureato riesce a trovare occupazione dopo avere conseguito il titolo: è il metro di quanto le imprese giudichino efficace la preparazione.

L’Unicas è nella fascia fino a diecimila studenti iscritti. Totalizza 70 punti nella graduatoria dei servizi (Camerino è al primo posto con 86). Raccoglie altri 84 punti (92 Camerino) per le borse di studio ed 83 punti per le infrastrutture (99 Camerino). Ha 91 punti per le Comunicazioni: sono la media di altri dieci parametri specifici, cinque riguardano la comunicazione social e gli altri il web; in un anno la Comunicazione Unicas ha guadagnato 2 punti grazie soprattutto alla campagna di coinvolgimento degli studenti attraverso i social, in cantiere c’è il restyling del sito per aggiornarlo ai nuovi canoni di comunicazione. Ci sono poi 80 punti per la proiezione internazionale, ai quali si aggiungono altri 77 punti per l’occupabilità.

La media complessiva fa 80,8 punti, contro gli 81 di Insubria (-0,2) gli 82 di Teramo (-1,5), gli 83,7 di Foggia, 83,8 di Reggio Calabria. Camerino è in vetta con 93,5 punti

Chi sale e chi scende

Giovanni Betta

Nel confronto con la graduatoria dello scorso anno c’è da registrate l’exploit dell’università Mediterranea di Reggio Calabria: ha guadagnato 20 punti grazie alle sue nuove strutture scalando ben 4 posizioni in un solo anno e lasciandosi Cassino alle spalle.

Anche l’Università di Teramo ha scalato una posizione.

Le tre perse da Cassino non sono per suoi demeriti ma per i meriti acquisiti dalle concorrenti attraverso i lavori effettuati. Hanno migliorato soprattutto le strutture, cosa che invece Cassino ha fatto in larga parte già da anni.

Cosa significa

UNA DELLE SEDI DELL’UNICAS

La classifica non tiene conto degli aspetti doidattici che sono quelli sui quali gli studenti si orientano al momento della scelta. Infatti un ateneo che fornisce buoni insegnamenti assegna una laurea più ‘pesanterispetto agli altri. Non dal punto di vista legale ma dal punto di vista delle competenze, delle abilità e trasversalità: vengono ritenute sempre più importanti dalle aziende nel selezionare un neo laureato da assumere.

L’elemento chiave da tenere in considerazione è un altro: i dati sui quali è stata sviluppata la classifica risalgono al periodo pre Covid. Ora il mondo è cambiato.

La conseguenza della pandemia sul mondo universitario è che molti daranno più importanza alla vicinanza dell’ateneo, altri punteranno invece sulle attrezzature digitali per affrontare le lezioni e gli esami in caso di un nuovo lockdown. Altri daranno un rilievo particolare alle politiche delle tasse applicate da ogni singolo ateneo.

Per Massimiliano Valerii, direttore generale del Censis  «Si prevede un crollo delle immatricolazioni. È un timore realistico ed è un rischio da scongiurare perché i giovani sono già le vittime dirette di questa nuova crisi».

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