I cloni di Ottaviani e la nostalgia canaglia tra Pallone e Tajani

Alcuni hanno pensato di trovarsi in una delle gag di Maurizio Crozza: Nicola Ottaviani che si passava la “campanella” da solo in Prefettura. Ma per chi suona la “campanella”? Forse per Fabrizio Cristofari. Forse per i Cinque Stelle.

Nicola Ottaviani era al tempo stesso Matteo Renzi ed Enrico Letta, oppure Bossi, Marini e Salvini imitati da Crozza.

Altri invece hanno già capito come andrà: è iniziata l’era della clonazione al Comune di Frosinone.

Siccome Nicola Ottaviani vuole candidarsi alla presidenza della Regione Lazio (leggi qui) c’è già un altro “Nicola”. Perfettamente identico all’originale, soltanto che non riesce a nascondere di aver ringraziato Michele Marini per la vittoria al primo turno.

Ottaviani sta già lavorando al secondo clone, quello che invece diventerà deputato e forse sottosegretario con delega a “moltiplicare” Solidiamo.

Il terzo clone sarà quello per il vicesindaco. D’altronde Nicola Ottaviani non si fida di nessuno.
Durante la cerimonia alla presenza del Prefetto Emilia Zarrilli e del presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, la scena è stata dominata da Nicola Ottaviani fino a quando tutti i presenti, dandosi di gomito (alcuni sorridendo, altri sbiancando), si sono concentrati sul fitto colloquio tra lo stesso Antonio Tajani e Alfredo Pallone.

I due hanno condiviso una vita politica esaltante, quella di Silvio Berlusconi dominatore per venti anni della scena. Poi la frattura, con Pallone che decise di seguire Alfano dopo aver capito la “passata” in Forza Italia sia per il governo nazionale che per le europee del 2014.

Per anni Tajani a Fiuggi è stato ospite d’onore di Pallone. I due si sono “ritrovati” subito, come quei grandi giocatori che ci mettono un attimo a trovare la posizione in campo.

Cosa si saranno detti davvero? Pare che Alfredo Pallone abbia rivendicato il merito di aver introdotto lui nel 2012 le primarie libere a Frosinone. Da lì è iniziato tutto. Pallone adesso sta martellando il Pd provinciale senza tregua. Potrebbe rivelarsi decisivo in una fase del genere, in una provincia ormai simbolica come quella di Frosinone.

Chissà, Tajani potrebbe parlarne a Berlusconi.

La nostalgia è canaglia.

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