Coccoluto spegne il mixer: va via il dj che creò l’underground

Si è spento nella sua casa di Cassino uno dei più grandi dj italiani di sempre. Suonò al mitico Sound Factory Bar di New York. I primi passi al SevenUp ed al Histeria. I suoi dischi. La sua storia in un libro ed un docufilm. Se n'è andato all'alba: come i migliori dj dopo lo spettacolo.

Come il fruscio vuoto della puntina del giradischi che gira sull’ultimo solco di vinile: fine della musica. Sarebbe piaciuto a Claudio Coccoluto, il dj italiano che ha fatto ballare il mondo, stella internazionale del dubbing, resident nel mitico SevenUp di Gianola ridotto in macerie da una bomba che mise fine alle discussioni tra i Bardellino e la Magliana che si contendevano quel tempio, fondatore dell’insuperabile Goa di Roma unico club in Italia ad entrare nelle classifiche dei migliori al mondo; il primo europeo ad avere l’onore di mixare Sound Factory Bar di New York.

Claudio Coccoluto

Il signore del mixer e delle consolle ha appeso le cuffiette al chiodo questa mattina alle 4.30: è uscito di scena all’alba, come i migliori dj al termine dello spettacolo. Come ha fatto migliaia di volte nella sua lunghissima carriera tra discoteche e club di tutto il pianeta. Ma questa volta per sempre.

Si è spento nella sua casa di Cassino: con lui c’erano la moglie Paola e ai figli Gianmaria e Gaia. Aveva 59 anni.

Monumento mondiale

La musica era nel suo destino. Perché nascere nel 1963 ed avere un padre che ha un negozio di elettrodomestici sul Lungomare Caboto a Gaeta, se sei un predestinato è il posto giusto per imparare ad usare i piatti, far scivolare il disco in vinile sul panno grigio in feltro creando gli scratch: roba che oggi fai con un pulsante e invece all’epoca dovevi avere orecchio, essere preciso, seguire il ritmo e prendere al volo il successivo padellone (il disco grande come un 33 giri ma che girava a 45 e conteneva un solo brano lungo anche dieci minuti). E continuare così la selezione. Niente computer: quelli esistevano nei film di fantascienza come Shado e si chiamavano ancora cervelli elettronici.

Claudio inizia ad imparare nel negozio del padre Erasmo. Prende confidenza con l’ambiente. E nel ’78 inizia a mixare dentro gli studi di Radio Andromeda una delle prime radio libere di Gaeta.

Claudio Coccoluto

È bravo il ragazzo, dannatamente bravo. In poco tempo diventa un mito per i ragazzi della sua generazione. Il Destino gli mette davanti un’altra occasione: a Gianola in quegli anni prende vita una delle discoteche più In in Italia: se non vai al SevenUp non sei nessuno. Per i ragazzi andare una notte in quella discoteca è come fare un viaggio all’altro capo del mondo e poi tornare all’alba a casa. Claudio Coccoluto ce l’ha a due passi ma entrare lì a fare il dj significa che sei uno arrivato, di fama. Lui ci riesce. E in poco tempo diventa dj resident, la gente va lì per sentire lui che mixa e ballare su quelle compilation che nascono al momento, sulla base del suo orecchio e della sua capacità di legare i brani. La pubblicità di quegli anni è un tutt’uno tra le due celebrità: “SevenUp: music, light and show. Dj resident: Claudio Coccoluto”.

Il papà dell’underground

Ma il Golfo è troppo piccolo per la bravura di Claudio Coccoluto. Ci vuole poco perché a Roma se ne accorgano. E infatti dopo un po’ arriva la chiamata dall’Histeria altro tempio della notta di quegli anni, insieme al Veleno a al Altro Mondo. Lo chiama quel mito vivente di Marco Trani per mixare insieme a lui e sostituire Corrado Rizza che già si avvia a diventare una stella di fama nazionale.

Claudio Coccoluto negli anni Novanta

Claudio non si accontenta di mixare, non gli basta fondere i suoni degli altri: inizia a cercare, portare in anteprima la grande musica, un genere che qui non si era sentito mai: è lui a creare la musica “underground. I tempi sono maturi per il passo successivo: entra in sala di incisione e comincia a produrre musica sua. Dal 1990 al 2008 realizza sei compilation: la prima è The Artists di Belo Horizonte nata a Cassino con il suo amico di sempre Savino Martinez. Quel disco sarà il trampolino definitivo per il mondo della discografia.

Seguiranno Do It Whitout Thinkin, per AfromarslightMind Melody 3.0. Fino ad imusicselection5.

Proprio quell’ultimo disco, inciso nel 2008, è la sua apoteosi: il monumento alla sua maturità musicale: quattordici 14 tracce mixate in un’unica sequenza di vinili ed effetti mixati a mano libera. Come si faceva al SevenUp, come si faceva all’Histeria, come si faceva al G.O.A. altra sua creazione messa in piedi insieme al socio Giancarlo Giancarlino Battafarano. In breve tempo quella struttura diventa un centro di avanguardia musicale e d’ispirazione per il mondo della notte.

Ciò che rende unico Claudio Coccoluto – sostengono gli esperti – è la fantastica combinazione di straordinaria eleganza, capacità tecniche eccezionali e di una cultura musicale, unità all’istante che gli consente di trovare spesso soluzioni imprevedibili nei suoi dj set o nei suoi brani

La Radio, il libro, la tv

Claudio Coccoluto

Ormai è una star. Di dimensione mondiale. Arriva l’invito a fare delle serate al Sound Factory Bar di New York: è uno dei templi mondiali della musica insieme al Buddha Bar sempre nella Grande Mela.

Arriva il momento di tornare alla radio. Non più Radio Andromeda di Gaeta, le radio liberte non esistono più, il sistema si è evoluto fino ad avere delle aziende radiofoniche. Ed è una delle più grandi in italia a chiedetgli di lavorare per loro con un programma: nasce così C.O.C.C.O su Radio Deejay. Nel suo spazio c’è musica dal vivo, dj set, si mixa in diretta come si faceva una volta. ma sopratutto c’è il dialogo con il pubblico.

Finisce in un libro di Einaudi: Io, Dj lì si racconta, parla della sua carriera, dai primi passi, raccontando tutto quello che accadeva in quell’epoca nel mondo della musica ed in quello della notte.

E poi il docufilm: Vinilici. Perché il vinile ama la musica dove il regista Fulvio Iannucci scava in quegli anni straordinari e racconta l’evoluzione di un mondo e del mondo che gli sta intorno: il mondo della notte be della musica che pompa fino all’alba.

Claudio è uno che quel mondo lo ha attraversato ma non si è fatto contaminare. Sa di essere un esempio e lo sfrutta a fin di bene: Matrix su Canale 5 lo chiama spesso per farlo intervenire sulla droga che circola nel mondo della notte.

Cassino aveva già avviato un progetto per celebrarlo: un murales da realizzare all’interno del progetto delle “Eccellenze” con l’associazione Ammuri liberi.

Il triste addio

È Giancarlino a dare la notizia. Lo fa con un post su facebook: «Se ne va il maestro più grande e l’amico di sempre. Ha dato cultura alla musica nei club come dj e artista fuori dal coro. Sempre pronto a metterci la faccia con i media sia per gli aspetti gioiosi sia per i problemi del nostro settore. Con lui se ne va una parte di me».

E ora silenzio, solo il fruscio della puntina che scorre sull’ultimo solco, dopo una vita a 45 giri.