Colazingari, da coscienza critica e transfugo a consigliere del sindaco

Un mese fa pensava di rompere. Sulla sua bacheca aveva scritto di essere "confinato da quasi inutile spettatore, ad un locale amministrare sciatto e dai minimi risultati concreti”. Ora è consigliere delegato del sindaco Coletta

Andrea Apruzzese

Inter sidera versor

Da presidente del Consiglio nella scorsa consiliatura, a coscienza critica della maggioranza di programma di Latina, con sentori di abbandono del gruppo politico in cui era stato eletto nella consiliatura attuale, fino a giungere, ora, a consigliere delegato del sindaco Damiano Coletta.

La parabola di Massimiliano Colazingari negli ultimi sette anni, ma soprattutto nelle ultime settimane, si può sintetizzare così.

Senza paradossi

Può sembrare un paradosso, ma forse non lo è più di tanto. Il primo cittadino, Damiano Coletta, ha nominato con proprio decreto Massimiliano Colazingari consigliere delegato, con delega ai Rapporti agli Affari Istituzionali nonché esame e studio dello Statuto e dell’attività regolamentare.

Coletta ha così concluso l’arco delle nomine dei consiglieri delegati. L’infornata ci fu il 6 maggio, quando il primo cittadino affidò a Gianluca Bono (M5S) il mandato Politiche per la tutela e il benessere degli animali; a Valeria Campagna (capogruppo di Lbc) le Politiche per implementazione degli spazi culturali, aggregativi e sociali; per Floriana Coletta (Lbc) le Politiche per la partecipazione, la coesione sociale e la gestione condivisa dei beni comuni;

Tommaso Malandruccolo (Pd) ha quelle per i Borghi; ad Annalisa Muzio (Fare Latina), le Politiche per la promozione sportiva e turistica del territorio; a Gianmarco Proietti (Lbc, ex assessore al Bilancio della scorsa consiliatura) sono andate le Politiche per l’innovazione; a Nazzareno Ranaldi (Per Latina 2032) la delega al Centenario della città – Latina 2032; infine, a Leonardo Majocchi (Pd) le Politiche di vivibilità urbana e socialità notturna.

Ora, quasi un mese dopo, arriva quella di Colazingari.

I dolori del giovane Colazingari

Lui, che certo avrà vissuto il dolore per non essere stato candidato in Lbc, ma in Per Latina 2032, nelle ultime elezioni del 2021; il disagio, di non essere stato preso in considerazione per un posto in giunta; il supplizio, di non avere visto riconosciuto il delicato ruolo di presidente del Consiglio comunale per cinque anni, nonché autore di revisioni di statuti e regolamenti. Ma, soprattutto, in ultimo, il tedio di vedere un’azione amministrativa a suo dire troppo lenta nell’avvio di questa seconda consiliatura Coletta.

Non lo nascose, anche ufficialmente sul suo profilo Facebook, un mese fa, quando parlava di «avviarsi a compiere, con il giusto e dovuto spirito critico oggettivo e con coerenza, scelte politiche diverse, piuttosto che assistere, confinato da quasi inutile spettatore, ad un locale amministrare sciatto e dai minimi risultati concreti». Più chiaro di così…

Ormai sembrava vicino una sua uscita dal gruppo, per un ingresso nel misto. Ora, invece, la novità, al termine di confronti interni che hanno condotto lui, ma soprattutto la sua lunga esperienza alla guida del Consiglio, ad essere consulente del sindaco. Consulente, ma anche e sempre coscienza critica della maggioranza.

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