Colpo di scena: il biodigestore lo propongono quelli che dicevano no

Il convegno dei Medici di famiglia per l’Ambiente inizia a fare chiarezza sul biodigestore. Più piccolo si può prendere in considerazione. Ma il sindaco ora è irremovibile: "La gente ha detto No ed ora è così per tutti”

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

A questo punto, io sono e resto per il No. Sono contrario a qualunque danno possibile per l’Ambiente di Anagni. Non è che se si fa un impianto più piccolo cambio idea solo perché crea meno problemi. L’ambiente va salvaguardato sempre. Con un confronto razionale, senza polemiche sterili”. Tradotto significa: com’è che se il biodigestore lo propongo io non va bene, ma se lo fanno quelli che dicevano di non farlo allora va bene?

Non le ha mandate a dire ieri pomeriggio ad Anagni il sindaco Daniele Natalia. L’occasione era il convegno organizzato dall’associazione Medici di famiglia per l’Ambiente per illustrare il tema de “La biodigestione anaerobica a dimensione di comunità”. In parole povere: realizzare un biodigestore più piccolo al posto di quello proposto dalla società pubblica Saf insieme ad A2A (Comune di Milano e di Brescia).

Finora i Medici per l’Ambiente avevano detto no a Saf-A2A ma anche agli analoghi progetti presentati a Frosinone e Patrica. E infatti al convegno ieri erano presenti anche i sindaci Lucio Fiordaliso e Nicola Ottaviani.

Ho detto No ed è per tutti

La seduta in cui Natalia disse Si

Un convegno che, dopo aver evidenziato, con le parole della dottoressa Teresa Petricca, le correlazioni tra inquinamento e salute,  ha visto l’intervento dell’ingegner Marco Baudino. E stato lui a parlare della possibilità di creare strutture di biodigestione più piccole “e perciò più controllabili quanto agli effetti sul territorio“. 

Come noto, il progetto di Saf-A2A di Anagni, dopo il vespaio sollevato in città, aveva  portato qualche giorno fa il sindaco Daniele Natalia ad un drastico cambio di idea sul tema.

Non è cambiata la sua visione sui biodigestori, non ha abdicato all’idea. Allora perché è tornato sui suoi passi? Il cambio d’idea del primo cittadino è strettamente legato al fatto che il tema ambientale è diventato il pretesto per una battaglia politica. Nel quale sono stati messi da parte i temi dello sviluppo per la città, la produzione di energia partendo dagli avanzi di cucina che oggi la provincia di Frosinone manda a Padova pagando ben 160 euro a tonnellata. Per 85mila tonnellate: un business da quasi 14 milioni di euro senza considerare il valore del bio metano che verrebbe prodotto ad Anagni e poi venduto alla rete nazionale Snam. (eggi qui Biodigestore, i silenzi di Saf e A2A. E Natalia dice No).

E su questo, appunto, Natalia ha voluto dire la sua ieri pomeriggio, aprendo il convegno. “Sono stato oggetto di una vera e propria strumentalizzazione politica– ha detto- ; sul progetto presentato dal gruppo Saf- A2A ho cercato soprattutto di ascoltare chi aveva più esperienza su questo tema. Sono stato accusato di essere quello che voleva autorizzare  l’impianto nella mia città; responsabile, addirittura, delle future morti nel nostro territorio. Ecco perché ho deciso di dire no al biodigestore”.

A questo punto però, ha chiarito il sindaco, se deve essere no, che sia davvero no: “non è che se l’impianto grande causa quattro morti e quello piccolo solo uno, io scelgo il secondo perché  provoca meno danni – ha detto Natalia-; preferisco comunque che i rifiuti vadano fuori dal mio territorio”. Quindi, se è pericoloso non si fa. Non è che se è meno pericoloso allora si fa. Non si fa e basta.

Se ora non è pericoloso, parliamone

Impianto di biodigestione

Il sindaco ha evidenziato una cosa: il convegno dei medici per l’Ambiente ha detto che la biodigestione fatta bene non è né micidiale né pericolosa. E allora a questo punto, secondo Natalia, “ogni progetto deve essere studiato a fondo. Deve esserci un approccio più razionale e meno strumentale. È necessario un reale confronto tra le parti”. 

Confronto che durante il convegno c’è stato. L’ingegner Mario Sarasso ad esempio ha ricordato che “ci vuole un approccio razionale per evitare conflitti”.  Chiedendo sul tema “più discussione e più informazione”.

E forse il punto è proprio questo. Quello dei rifiuti, e della possibilità di farne un punto di partenza per lo sviluppo è un tema troppo importante per renderlo un pretesto di polemica politica. Da una parte e dall’altra.

E fino ad oggi, va dato atto, Saf – A2A sono stati assenti. I Medici per l’Ambiente almeno a spiegare ci hanno provato.

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