Come cambiano gli equilibri con LiberAnagni

Come cambia il quadro politico con la formazione del nuovo cartello elettorale. Che in parte fa comodo al Pd. Meno al centrodestra. Ecco perché.

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

E adesso? Cosa succederà ad Anagni nel centrosinistra lacerato dalla creazione del gruppo LiberAnagni annunciata (e noi l’avevamo detto) poche ore fa? Quali saranno gli equilibri ed i riposizionamenti da qui alle comunali del 2023? (Leggi qui Il gas diventa strategico, la coalizione si sfalda).

Intendiamoci: che nel mondo progressista della città dei papi ci fosse un’ala considerata più radicale e poco disposta ad entrare nel Campo Largo, legata ad uno schieramento che va dal Pd al vice presidente della Provincia Alessandro Cardinali (ex Fratelli d’Italia) era evidente a tanti. E pure da parecchio tempo.

In questo senso, la creazione di LiberAnagni è, paradossalmente, un atto di chiarezza. Un gesto, cioè, che serve a stabilire nettamente il quadro delle forze in campo.

Chi sta con chi

Daniele Natalia

Dunque, ad oggi, in città ci sono:

  • lo schieramento del Campo Largo (un po’ ristretto, in effetti) che vede il Pd, le forze conservatrici che arrivano fino a Cardinali, ed una serie di liste politiche e civiche;
  • uno schieramento più radicale, legato soprattutto a tematiche ambientaliste, che vede come referenti politici Sinistra Italiana e Possibile;
  • un centrodestra istituzionale, ovvero la coalizione del sindaco Natalia e di tutti i suoi alleati. Alcuni dei quali magari più insofferenti e vogliosi di guadagnare spazio, come Fdi; ma, nel complesso, tutti compatti e schierati con il primo cittadino.

Da qui si parte; ma per arrivare dove? Per rispondere a questa domanda, bisogna anzitutto capire quale sarà la strada percorsa da LiberAnagni. Alcune indiscrezioni parlano della presenza , nella neo coalizione, di qualche esponente civico che, nonostante le dichiarazioni roboanti della prima ora, sarebbe disposto a cercare ancora un accordo con il centro sinistra che fa capo al Pd, nella consapvoelzza che comunque le elezioni si vincono con i numeri, oltre che ovviamente con le idee.

Rimarrebbe dunque, in questa prospettiva, la parte più identitaria della coalizione (quella che fa capo a Possibile ed a Sinistra Italiana), ad andare da sola. 

Non dispiace al Pd

Franco Fiorito

Un esito probabilmente previsto, ed in qualche modo voluto, anche dai vertici provinciali del Pd. Che da tempo credono che il rapporto con quelle forze porterebbe più problemi che soluzioni. Quindi, contrariamente a chi parla oggi di fine del Campo Largo, la prospettiva più realistica è quella di una sua permanenza, in una formazione più smilza ma più compatta. M con l’ingresso di figure come i due esponenti di Forza Italia Guglielmo Rosatella e Pierino Naretti.

Una prospettiva positiva per il centrodestra? Fino ad un certo punto. Lì infatti resta sempre l’incognita Franco Fiorito. Che, dicono in tanti negli ultimi giorni, starebbe accarezzando l’idea di scendere in campo direttamente. Ipotesi che, dicono sempre i ben informati, sarebbe stata accolta molto male da Natalia. Che avrebbe fatto capire senza mezzi termini di volergli mettere, nel caso, tutti i bastoni possibili tra le ruote.

E si può anche capire perché; diventerebbe un avversario ingombrante. Tanto da spaccare un fronte che ha invece un disperato bisogno di essere compatto.

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