Come vanno contate le ‘sardine’ di Frosinone

Il movimento delle Sardine attraversa anche Frosinone. Come si contano quelli che erano in piazza Garibaldi? Tanti o pochi. Il vero segnale, al di là dei numeri, è la loro presenza. In una città che non brilla per la sua capacità di mobilitazione

Da Milano a Taranto, da Frosinone ad Avellino e Benevento: le ‘Sardine‘ hanno invaso altre piazze d’Italia. Mandando un nuovo segnale alla politica: a quella di destra contro la quale si sono radunate, a quella di sinistra che non le rappresenta più e dalla quale in molti di loro si sono allontanati.

In 25mila a Piazza Duomo a Milano con gli ombrelli, un migliaio a Taranto, altrettante ad Avellino: sono tanti o pochi quelli che nella stessa mattinata hanno riempito piazza Garibaldi a Frosinone? Lo slargo nella zona storica del capoluogo non è infinito come la Tien An Men di Pechino eppure ci sono entrati tutti. Chi ha voluto vedere un mezzo flop ha gli elementi per dirlo.

Le ‘sardine’ in piazza Garibaldi a Frosinone

Ma anche chi ha voluto vedere un grande successo ha tutti gli elementi per poterlo sostenere. Perché Frosinone non è città dalle adunate oceaniche, non è il capoluogo delle grandi manifestazioni e nemmeno da quelle piccole. Per questo le 400 o 500 persone che si sono radunate in mattinata sono un trionfo. E lo sarebbero state anche se fossero state 250 o cento soltanto.

Perché hanno consentito di dire che anche Frosinone c’è e non si Lega. E lo hanno detto nella città in cui amministra l‘unico sindaco della Lega nell’intera provincia; nel collegio in cui è stato eletto deputato un candidato della Lega paracadutato qui da Terracina, preferito agli altri candidati avversari ma del posto. Nel territorio in cui il Carroccio ha espresso due deputati ed un senatore: due per qualche settimana, quando Kristalia Papaevangeliu ha raggiunto a Palazzo Madama Gianfranco Rufa, completando il trionfo di Salvini che aveva eletto Francesco Zicchieri e Francesca Gerardi a Montecitorio.

Senza confini

Senza bandiere e senza confini politici. Fra le Sardine di Frosinone c’era di tutto. Dal filosofo Biagio Cacciola che in gioventù guidava il fronte universitario della destra sociale, all’ex parlamentare Ue Francesco De Angelis che in quegli stessi anni stava nel fronte opposto. O il non più giovanissimo Francesco Notarcola con lo stesso spirito e vitalità da ragazzino degli anni Sessanta in cui consolidava la Cgil in provincia di Frosinone. Per un giorno, il consigliere comunale civico Stefano Pizzutelli ha lasciato la bandiera gialloazzurra del Frosinone per portare la sua testimonianza al movimento. Senza bandiere anche l’ultra renziana Valentina Calcagni di Italia Viva. Le bandiere le ha ammainate da tempo Luigi Vacana, vice presidente della Provincia uscito dal Pd ormai da così tanto tempo che nessuno si ricorda ne sia stato vice presidente provinciale.

Francesco Notarcola mentre parla alle ‘sardine’ in piazza Garibaldi a Frosinone

Se qualcuno si aspettava un progetto politico ha sbagliato piazza. Le Sardine non sono un Partito: sono un Popolo che si è stancato dei Partiti che poco alla volta si sono allontanati da loro e dal Paese reale.

Per ricordarglielo, hanno letto in piazza i primi articoli della Costituzione e pagine di antifascismo, legalità, uguaglianza, diritti. In altri tempi sarebbe stata tutta roba di Sinistra.

Cosa significano le sardine di piazza Garibaldi a Frosinone? Lo ha detto in serata Nicola Zingaretti. “Dalle piazze Italiane una boccata d’ossigeno per la democrazia. Di un movimento fatto di persone libere e autonome che con passione non cedono alla retorica del populismo. Grazie a loro in Italia si stanno vivendo bellissime giornate“.

Sotto la pioggia a Milano

La pioggia non ha spaventato le Sardine, che hanno affollato piazza Duomo per la manifestazione milanese. “Le Sardine nell’acqua sono nel loro elemento“, hanno sottolineato gli organizzatori. Che hanno ribadito l’invito a non esporre bandiere di Partito. Un unico tema: ‘Milano non si lega‘, ‘Siamo tutti antifascisti‘, ‘Chi non salta un fascista è‘.

Nella grande distesa di ombrelli sono spuntati gli stessi disegni visti a Frosinone per riprodurre i pesci diventati il simbolo di questo movimento di opposizione. Il coro di ‘Bella ciao‘, intonato da tutta la piazza, è si alternato alle frasi contro Matteo Salvini e ad altri slogan come ‘Ora e sempre resistenza‘ e ‘Siamo tutti antifascisti‘.

I mille di Avellino

Le sardine in piazza Garibaldi a Frosinone – Foto Piergiorgio Scaccia

Le Sardine d’Irpinia sono scese in piazza e si sono unite alle altre di tutta Italia. Oltre mille persone a piazza Garibaldi, nel centro di Avellino, per dire no alle politiche d’odio, al razzismo, ma anche contro la vecchia politica irpina e la camorra, fenomeno ritornato alla ribalta con le ultime inchieste della Dda di Napoli, come ricorda uno dei portavoce, Claudio Petrozzelli.

Non è mancata Bella Ciao cantata dalla piazza, a cui ha fatto seguito l’inno di Mameli cantato a squarciagola perché “è troppo bello per lasciarlo a loro, riappropriamocene“, ha gridato Mariachiara Nazzaro.

A Benevento sono state all’incirca 300 le Sardine sannite che si sono date appuntamento questo pomeriggio in piazza Federico Torre. Sulle note di ‘Bella Ciao‘ ragazzi, bambini e anziani hanno voluto dire “no alla retorica dell’odio” che “non può averla vinta su questa piazza“.

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