Il gioco delle Commissioni, ecco chi ha vinto e chi ha perso

In Regione è andato in scena il gioco delle Commissioni. Ha vinto Zingaretti: ha dato a tutti l'illusione di avere portato a casa un pezzo di potere. Al M5S tutto il comparto Ambiente: ora Raggi non potrà più accusare la Pisana.

Tutto come previsto. Senza cecchini, senza imboscate. Soprattutto senza franchi tiratori pronti a buttare giù uno dei presidenti designati a guidare le Commissioni Consiliari della Regione Lazio. E mettere in crisi così il delicato gioco di equilibri costruito da Nicola Zingaretti. (leggi qui Tarda la firma di Leodori: cosa sta accadendo nelle Commissioni). Nel pomeriggio le Presidenze sono state votate senza sorprese.

 

Mauro il pompiere

A controllare che lungo il percorso politico non ci fossero cecchini, il Governatore ha mandato sia il presidente d’Aula Daniele Leodori che il capogruppo Dem Mauro Buschini. I motivi per ritrovarsi in un’imboscata c’erano, sia da centrosinistra che da centrodestra (leggi qui Scontro per le Commissioni, Bonaccorsi lascia la presidenza Pd Lazio e Buschini…)

C’è il lungo viavai di Buschini dietro al lavoro di ricucitura che ha assicurato l’assenza di trappole. È stato lui a smussare gli angoli tra i 18 consiglieri Dem,  quelli i grillini e quelli di Forza Italia. Ad un certo punto, riferiscono le cronache, si sarebbe infilato tra le linee azzurre e pur di evitare cecchinaggi s’è messo a discutere anche con Pasquale Ciacciarelli facendo la spola con Giuseppe Cangemi per assicurarsi che la via del voto fosse sicura, nonostante i due siano ai ferri corti.

Poi si è arrampicato fino all’ufficio di Sergio Pirozzi, ha dribblato il caposegreteria Niki Dragonetti (che a dispetto del nome comunista ha l’anima più a destra del suo consigliere regionale).  Ed ha ricucito lo strappo con lo Scarpone: due consiglieri Pd dei quattro presenti nella XII Commissione hanno votato Pirozzi. L’abbraccio tra i due è stato emblematico, Dragonetti ha avuto uno scatto di gelosia.

Ci sono le impronte digitali di Mauro Buschini dietro ai 3 voti Pd che sono andati a Pino Simeone di Forza Italia per essere sicuri che andasse a lui la Commissione Sanità.

Tanto per ricambiare la cortesia, due di centrodestra hanno votato presidente della Commissione Bilancio il Dem Vincenzi.

Il presidente Daniele Leodori s’è ritrovato di fronte ad una seduta sprint. Le votazioni sono terminate con 1 ora 40 minuti di anticipo sulla tabella di marcia prevista.

 

Sulla bilancia

Ancora una volta, l’anatra zoppa uscita dalle urne, una volta allenata da Nicola Zingaretti si dimostra capace di uno spint degno d’un Usain Bolt.

Merito delle larghissime intese intessute da Nicola Zingaretti. Che hanno lasciato fuori solo chi non ha voluto avere un ruolo. Come i Fratelli d’Italia: gli unici a votare la mozione di sfiducia al Governatore nonostante sapessero di non avere i numeri, gli unici in tutta l’Aula a non avere una Presidenza. Fuori – per dirla tutta – anche il candidato governatore del Centrodestra Stefano Parisi che continua a sostenere la necessità di tornare alle urne. Il resto del Centrodestra sentitamente gode e li ringrazia. Per non avere messo mano alle Commissioni ed averle lasciate a loro.

Al netto dei numeri, il vero colpo lo mette a segno Forza Italia che si è portata a casa la commissione Sanità: è il settore nel quale operano molti dei suoi storici sostenitori, dal gruppo che fa riferimento agli Angelucci fino al gruppo Ciarrapico.

L’altro colpaccio è quello messo a segno da Massimiliano Maselli (area Fitto) che si porta a casa la commissione Attività Produttive.

Può andare a dormire tranquillo Mario Abbruzzese: ha dimostrato che in Regione ancora è capace di muovere qualche leva.

 

Chi lo dice a Virginia?

Scorpacciata a Cinque Stelle. I grillini si accomodano al banchetto cucinato da Governatore e si prendono tutto il comparto ambiente e affini: Urbanistica e Rifiuti, Ambiente e Agricoltura. E ora chi glielo dice a Virginia Raggi che la colpa della monnezza non può più essere della Regione?

A loro va anche la vigilanza sul pluralismo dell’informazione. Tra gli addetti ai lavori c’è chi fa notare come quella presidenza sia andata a Davide Barillari “che nel 2014 sull’argomento produsse un’avveniristica proposta di legge per la “liberalizzazione” dell’informazione in cui si paventava la “diffusione non-profit delle notizie ‘molecolari’ cioè autoprodotte e fuori dalle logiche di mainstream e di profitto delle aggregazioni radiotelevisive sostenute dalla politica partitica tradizionale”.

 

Battisti in Affari Costitizionali

Le votazioni sono state precedute dalla riunione dei Capigruppo, verso mezzogiorno. Poi alle 15, alla Pisana, c’è stata la seduta di insediamento delle 12 commissioni consiliari permanenti, con l’elezione dell’ufficio di presidenza di ciascuna di esse.

Tutto si è svolto in due tempi. Una prima votazione per designare il presidente ed una seconda per scegliere i vicepresidenti.

Rodolfo Lena (Pd) è stato eletto presidente della I Commissione consiliare permanente del Consiglio regionale del Lazio “Affari costituzionali e statutari, affari istituzionali, partecipazione, risorse umane, enti locali, sicurezza, lotta alla criminalità, antimafia”. Vicepresidenti: Sara Battisti (Pd) e Chiara Colosimo (FdI).

Alessandro Capriccioli (+Europa Radicali) è stato eletto presidente della II Commissione “Affari europei e internazionali, cooperazione tra i popoli”. Nella seconda votazione, i membri della commissione hanno eletto vicepresidenti Silvia Blasi (M5s) ed Enrico Cavallari (Misto).

 

Ciacciarelli alla Cultura

Il presidente della III Commissione, “Vigilanza sul pluralismo dell’informazione”, è Davide Barillari del Movimento 5 stelle. Vicepresidenti sono stati eletti Antonello Aurigemma di Forza Italia ed Emiliano Minnucci del Partito democratico.

Marco Vincenzi (Pd) è presidente della IV Commissione ora denominata “Bilancio, programmazione economico-finanziaria, partecipazioni regionali, federalismo fiscale, demanio e patrimonio”. Vincenzi è stato presidente di questa commissione per circa un semestre anche nel corso della passata legislatura. Alla vicepresidenza eletti Valentina Corrado (M5s) e Angelo Orlando Tripodi (Lega).

Pasquale Ciacciarelli (FI) è stato eletto presidente della V Commissione del Consiglio regionale “Cultura, spettacolo, sport e turismo”. Vicepresidenti: Marta Leonori (Pd) e Gaia Pernarella (M5s).

Fabio Refrigeri (Pd) è il presidente della VI Commissione “Lavori pubblici, infrastrutture, mobilità e trasporti”. Nella seconda votazione, eletti vicepresidenti Gino De Paolis (Lista Zingaretti) e Adriano Palozzi (FI).

 

Marcelli alla Sanità con Simeone

Il presidente della VII Commissione “Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria, welfare” è Giuseppe Simeone (Forza Italia). Vicepresidenti sono stati eletti Loreto Marcelli (M5s) e Paolo Ciani (Centro solidale).

Il consigliere del Movimento 5 Stelle Valerio Novelli è stato eletto presidente dell’VIII Commissione, “Agricoltura e Ambiente”. Vicepresidenti sono stati eletti Laura Cartaginese (FI) e Daniele Ognibene (Leu).

A una donna, Eleonora Mattia (Pd), la presidenza della IX Commissione consiliare permanente “Lavoro, formazione, politiche giovanili, pari opportunità, istruzione, diritto allo studio”. Vicepresidenti: Valentina Grippo (Pd) e Daniele Giannini (Lega).

 

Pirozzi grazie ai Dem

Marco Cacciatore (M5s) è il presidente della X Commissione del Consiglio regionale, “Urbanistica, politiche abitative, rifiuti”. Nella seconda votazione, eletti vicepresidenti Michele Civita (Pd) e Fabrizio Ghera (FdI).

Il presidente dell’XI Commissione “Sviluppo economico e attività produttive, start-up, commercio, artigianato, industria, tutela dei consumatori, ricerca e innovazione” è Massimiliano Maselli (Noi con l’Italia). Vicepresidenti sono Marietta Tidei (Pd) e Francesca De Vito (Movimento 5 stelle).

Infine, Sergio Pirozzi (Lista Pirozzi) è stato eletto presidente della XII commissione “Tutela del territorio, erosione costiera, emergenze, grandi rischi, protezione civile, ricostruzione”. Eletti vicepresidenti Laura Corrotti (FI) ed Enrico Panunzi (Pd).

 

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