Comunali 2018: sette conferme, sette cambiano governo, Anagni al ballottaggio

I risultati delle elezioni comunali. Sette conferme in provincia di Frosinone. Sette amministrazioni cambiano colore. Ad Anagni si va al ballottaggio. Crolla il M5S, sparisce dai municipi di Roma. Ininfluente in provincia.

Il governo non è roba per il Movimento 5 Stelle, il suo ruolo è solo quello di megafono della protesta. Il verdetto delle elezioni Comunali del 10 giugno è un chiaro segnale d’allarme per lo stato maggiore grillino. Ma anche per la Lega. Sui territori, l’ondata gialloverde non c’è stata. In provincia di Frosinone sette amministrazioni uscenti sono state confermate, sette hanno cambiato colore politico. Una andrà al ballottaggio.

 

Nel Lazio  ieri sono stati 49 i Comuni chiamati alle urne. Più due Municipi di Roma: il piatto più gustoso sotto il profilo politico. Perché rappresentava un vero e proprio test di metà mandato per la sindaca Virginia Raggi e la sua amministrazione. Il III e l’VIII Municipio di Roma erano roba sua, ci aveva vinto a mani basse. Ma erano collassati quasi subito.

Una sconfitta per il Movimento 5 Stelle che non è una vittoria per gli altri Partiti: gli elettori grillini delusi anche da questa esperienza, semplicemente non sono andati alle urne; non sono tornati né al centrosinistra né al centrodestra. Nei due municipi ha vinto l’astensione: è andato a votare appena il 27%.

Negli altri Comuni chiamati al voto, il MoVimento non è mai stato in partita. Nemmeno lì dove solo a marzo aveva sfondato. Queste elezioni hanno confermato che una cosa è l’opinione nazionale, cosa diversa è la preferenza alla persona che conosci. E che Pd con Forza Italia, eliminando la preferenza, hanno intrecciato il cappio al quale si sono appese lo scorso 4 marzo.

 

I municipi

Amedeo Ciaccheri, candidato del centrosinistra con la Coalizione Nuovo Municipio, è il nuovo presidente dell’VIII Municipio di Roma. Con l’89% delle sezioni scrutinate, infatti, Ciaccheri si attesta al 54,13%, superando la maggioranza assoluta dei voti validi che gli garantisce l’elezione al primo turno, senza bisogno di ballottaggio.

Più che doppiato lo sfidante di centrodestra Simone Foglio, che si e’ attestato 25,3%.

Il M5S che la volta scorsa aveva stravinto eleggendo il mini sindaco, stavolta è sparito dai radar: Enrico Lupardini non e’ andato oltre il 13,08%.

Nel III Municipio  In III invece sarà ballottaggio tra il candidato presidente del centrosinistra Giovanni Caudo e lo sfidante di centrodestra Francesco Maria Bova. Il Movimento 5 Stelle è a riosso del ‘non pervenuto’.

Caudo ha ottenuto oltre il 41% dei voti, Bova il 34%. Anche qui il M5S aveva vinto appena un paio di anni fa sull’onda di Virginia Raggi: ora Roberta Capoccioni si ferma al 19,49%.

 

Provincia di Frosinone

Quindici i Comuni chiamati alle urne in provincia di Frosinone. I due con oltre 15mila abitanti sono Anagni e Ferentino.

A Ferentino non c’è stata storia. In tutte le sezioni, dall’inizio il sindaco e presidente della Provincia Antonio Pompeo è stato in vantaggio.

Sarà un ballottaggio a stabilire il nome del nuovo sindaco di Anagni: tra Daniele Natalia (centrodestra) e Daniele Tasca (civiche e Casapound). È l’obiettivo che il team di Tasca si era assegnato, è l’incubo che il team di Natalia non voleva vedersi materializzare.

Perché il ballottaggio è una partita del tutto diversa, nella quale si riparte dallo zero a zero. E dove i voti del primo turno non contano. Gli ambasciatori di Tasca nel cuore della notte hanno mandato messaggi ai loro emissari sugli altri fronti: proprio a quelli ai quali avevano dato appuntamento per l’undici giugno, rifiutando gli accordi al primo turno. Volevano essere certi di arrivare al traguardo prima di aprire il tavolo delle trattative. Perché non farlo prima? Perché ora possono trattare da una posizione di forza, dettata dai numeri.

Non vale lo stesso per Natalia? Il traguardo dichiarato era la vittoria al primo turno.

 

Sotto i 15mila

Ad Amaseno il sindaco uscente Antonio Como (Pd) in nottata ha festeggiato sfilando a capo di un corteo di trattori lungo le strade della cittadina. È stato confermato per il secondo mandato grazie a 1.341 voti, il 5% in più di quelli ottenuti da Ernesto Gerardi (1.188). Oltre mille voti in più di quelli ottenuti dal candidato del M5S Giuseppe Guarcini (314).

Confermato anche il sindaco uscente di Aquino Libero Mazzaroppi (Area Centrosinistra) con circa trecento voti di vantaggio sullo sfidante Fausto Tomassi, nonostante i sei consiglieri della sua maggioranza che durante il mandato gli hanno voltato le spalle.

Secondo mandato anche per il sindaco di Arpino Renato Rea. L’avvocato del foro di cassino e volto televisivo fino a 5 anni fa quando conduceva la trasmissione Punto Sport a Teleuniverso ha ottenuto 2.117 voti. È il 13% in più dei voti ottenuti da Gianluca Quadrini, presidente della Comunità Montana di Arce già battuto 5 anni fa (1.479 voti). Mai in partita l’ex sindaco Fabio Forte (565 voti) che ha raccolto un misero 11%. La candidata del M5S Antonella Zarrelli si ferma ad una sola cifra percentuale: il nove e poco più.

 

Signori, si cambia

Cambia verso l’amministrazione comunale di Atina. Il sindaco Silvio Mancini non si è voluto presentare per un secondo mandato. Parte della sua amministrazione si è riunita intorno al nome di Fabio Caira. Che invece è stato battuto da Adolfo Valente: dirigente di banca, impegnato nel sociale, a capo di uno schieramento che in passato non ha mai amministrato. Ha ottenuto 1.525 voti (53,86%) contro i 1.306 (46,13%) dell’avversario.

L’uscita di scena del sindaco ha cambiato verso anche all’amministrazione comunale di Boville Ernica. Il nuovo sindaco è Enzo Perciballi con 1.766 voti. Ingegnere, 55 anni, è stato vicesindaco, ma nel corso dell’ultimo mandato è stato consigliere di opposizione. Ha preso ben 542 voti in più del suo sfidante Memmo Di Cosimo (1.124 voti) anche lui nel passato vice sindaco e ora consigliere comunale uscente. Solo terzo posto per il dottor Renato Genovesi (967 voti, 16,96%) medico di famiglia e già assessore ai tempi dell’amministrazione Mastrantoni: nelle sue file era candidato il sindaco uscente Giampiero Fabrizi, giunto al limite dei due mandati.

A Filettino il nuovo sindaco è Gianni Taurisano. Con 206 voti ha battuto il sindaco uscente Paolo De Meis (191) nelle cui file era candidato l’ex vice presidente della provincia di Frosinone Andrea Amata di Atina. Che per trenta voti non è stato eletto consigliere comunale ed ora esce anche dal palazzo della Provincia.

Il nuovo sindaco di Fiuggi è Alioska Baccarini, candidato dal centrodestra (2.323 voti, 40,7%). Un’elezione che conferma la regola secondo la quale le amministrazioni uscenti, se arrivano al voto a seguito di una crisi, vengono punite dall’elettorato. Così è stato per l’ex assessore Martina Innocenzi (centrosinistra, 2.238 voti, 39,2%) e per il suo ex sindaco Fabrizio Martini (1.045 voti – 18,3%), protagonisti di una spaccatura verticale che ha portato poi la città alle urne.

 

Conferme e rivincite

Nessuna preoccupazione per Ornella Carnevale a Pico: non aveva avversari. ma doveva portare al voto almeno la metà degli aventi diritto e fare in modo che almeno la metà di loro la votassero. Alle urne c’è andato più del 60% e tutti hanno votato la sindaca per un secondo mandato.

A Pignataro Interamna il nuovo sindaco è Benedetto Murro (853 voti) che ha battuto il suo predecessore Benedetto Evangelista (783 voti). Ci aveva già provato, senza riuscirci, nella scorsa tornata: poi c’era stata la crisi di governo, lo scioglimento dell’amministrazione ed il ritorno al voto. Con la rivincita per Murro. Lo spoglio è iniziato con ritardo perché all’appello mancavano 5 schede tra quelle nelle urne e quelle che risultavano consegnate agli elettori. Il che ha richiesto un nuovo conteggio, spostando all’una della notte l’avvio dello spoglio vero e proprio.

Cambia l’amministrazione comunale di Serrone. Il sindaco è Giancarlo Proietto (1.086 voti). Ha battuto l’uscente Natale Nucheli (1.014 voti).

 

Bastano 4 voti

Sono stati quattro i voti che hanno consentito al dottor Maurizio Assalti di vincere le elezioni comunali a Torrice e diventare sindaco della città al posto della uscente Alessia Savo, giunta al limite dei due mandati consecutivi. Sostenuto dall’amministrazione uscente ha ottenuto 1.587 voti. Appena 4 in più di quelli ottenuti da Alfonso Santangeli (1.583) che era stato battuto già 5 anni fa nella sfida contro la Savo. Con o senza simbolo del M5S non fa breccia Davide Savone (132 voti): ci aveva provato 5 anni fa, con il Movimento 5 Stelle; questa volta ci riprovava ma senza il simbolo del movimento, guidando una civica.

Luigi Rossi torna nella stanza del sindaco di Villa Latina (434 voti). Ci era uscito un anno fa con la crisi di governo che lo aveva sfiduciato. Si è riproposto agli elettori ed ha ottenuto il nuovo mandato sconfiggendo Luciano Persichini (401 voti).

Nuovo mandato da sindaco per Antonio Iannarelli che vince le elezioni comunali a Villa Santa Lucia con 1.192 voti, doppiando quasi la sfidante Tina Vitale (640 voti).

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