Comunali, campagna elettorale con il freno a mano

L’eccesiva cautela dei big, i Partiti che si nascondono o si sganciano, perfino a Sora e ad Alatri. Le comunali del 23 e 4 ottobre saranno molto importanti per gli equilibri futuri. Ma probabilmente la paura di perdere prevale sulla voglia di sbilanciarsi. In questo modo però il territorio conta sempre di meno.

Non è una campagna elettorale scoppiettante in provincia di Frosinone. Neppure a Sora, dove invece nella fase precedente ci sono stati fuori artificiali  e ribaltoni quotidiani. Nemmeno ad Alatri, dove si gioca una partita complicata e delicata al tempo stesso.

Negli altri 22 Comuni, con meno di 15.000 abitanti, sono predominanti le liste civiche. Non che non ci siano esponenti dei Partiti, ma gli stessi potranno facilmente “sganciarsi” dalla sconfitta e salire sul carro dei vincitori. A Sora e ad Alatri è diverso, perché in ogni caso si conteranno i vincitori e gli sconfitti. Ma evidentemente tutti sono molto cauti.

Le variabili del laboratorio e del disgiunto

Foto: Livio Anticoli / Imagoeconomica

Il Partito Democratico per “pareggiare” ha bisogno di vincere ad Alatri, con Fabio Di Fabio candidato sindaco. È la roccaforte del consigliere regionale Mauro Buschini e del segretario provinciale Luca Fantini. Poi se a Sora dovesse vincere Luca Di Stefano (sostenuto dai Dem), allora si potrebbe parlare di trionfo. Mentre in caso di doppio buco nell’acqua sarebbe impossibile evitare la parola “disastro”.

A proposito di Luca Di Stefano: l’ossatura della sua coalizione resta civica, ma dopo il Pd è arrivato il sostegno anche di Articolo 1-Leu. Sora potrebbe trasformarsi nel laboratorio di un nuovo centrosinistra a trazione civica? Vedremo. A dirlo saranno i voti.

Poi c’è il centrodestra, formalmente unito sia a Sora che ad Alatri. Ma bisognerà vedere cosa succederà sul campo. Se e quanto voto disgiunto ci sarà. E in quale direzione andrà. Certamente quanto accaduto a Sora può lasciare il segno. Nei rapporti tra Lega e Fratelli d’Italia, all’interno del Carroccio.

Mentre ad Alatri Antonello Iannarilli (che guida la lista dei Fratelli d’Italia) potrebbe dare un contributo importante alla causa di Maurizio Cianfrocca.

Meglio a fari spenti

Foto: Imagoeconomica, Paolo Lo Debole

Insomma, non mancano gli spunti politici. Pur tuttavia è stato messo il silenziatore. La campagna elettorale si fa a fari spenti. Sicuramente incide il particolare momento: la pandemia non è finita, le risorse a disposizione non sono quelle di un tempo. Ma c’è anche una fisionomia diversa dei partiti.

Negli anni passati i vari leader erano molto presenti alle comunali: Antonello Iannarilli, Alfredo Pallone, Mario Abbruzzese (Forza Italia), Alessandro Foglietta, Franco Fiorito (Alleanza Nazionale), Anna Teresa Formisano, Angelo D’Ovidio (Ccd-Udc), Francesco De Angelis, Francesco Scalia (Pd), Gian Franco Schietroma (Psi). Quella fase si è chiusa per tanti motivi, ma la conseguenza è che il territorio non è più centrale come lo era prima. E questo alla fine influisce anche sulle candidature che contano, spesso sganciate dai contesti.

Vero che le liste civiche hanno un peso mai avuto in precedenza. Ma questo è successo anche perché i partiti si sono nascosto. O sganciati.

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