Comunità Montana, Quadrini non pilotò le gare: assolto

Nessuna gara pilotata verso ditte amiche. Lo ha stabilito il Tribunale di Cassino. Che ha assolto l'ex presidente della Comunità Montana di Arce, Gianluca Quadrini. Poteva sfruttare la prescrizione: ha sollecitato il giudizio. Il fatto non sussiste. Gli avevano tolto presidenza e ingresso nella Lega

Gli hanno tolto la guida della Comunità Montana perché era stato accusato d’avere forzato la mano ai suoi dirigenti, di averli costretti a fare in modo che alcune gare venissero affidate a ditte sue amiche. Per lo stesso motivo hanno tentato d’impedirgli di salire sul carroccio della Lega ed il giorno in cui doveva essere annunciata la sua adesione al Partito è saltato tutto. Non era vero niente. I giudici del tribunale di Cassino hanno assolto con formula piena l’ex presidente della XV Comunità Montana di Arce Gianluca Quadrini, capogruppo all’Amministrazione Provinciale per Forza Italia prima e ora per la Lega.

Prescrizione? No grazie

Francesca Gerardi e Gianluca Quadrini

Il fatto concreto. Una serie di lavori per la manutenzione di opere nei Comuni della Comunità Montana era stata affidata a ditte che avevano svolto lavori nella casa privata del presidente. Gianluca Quadrini ha provato a spiegare: non erano a casa sua ma del padre; durante quei lavori il papà è venuto a mancare e lui ha ereditato l’abitazione con il cantiere ancora aperto. I magistrati hanno deciso che era il caso di approfondire. Hanno disposto il processo.

È stato un Calvario. Sfruttato da chi aveva tutto l’interesse di fare le scarpe al presidente: la Comunità Montana veniva considerata il suo fortino politico, dal quale era riuscito a centrare l’elezione in Provincia; il primo degli eletti nella fascia dei piccoli Comuni.

In attesa che un Tribunale valutasse, su Quadrini si è abbattuto il fuoco dell’artiglieria avversaria. Un dossier ha segnalato a Nicola Zingaretti l’inopportunità della sua proroga alla guida della Comunità Montana; è stato uno dei due soli casi in tutto il Lazio in cui il commissario uscente non è rimasto al timone dell’ente. Poi un altra voce ha sussurrato ai vertici della Lega che Quadrini di lì a poco sarebbe stato condannato e che non era opportuno farlo entrare in famiglia.

Tra pandemia e lockdown il tempo è passato. A Gianluca Quadrini sarebbe bastato aspettare: tra sette mesi mesi si sarebbe prescritto tutto. Lui ha rifiutato.

L’assoluzione

Gianluca Quadrini. Foto © AG. IchnusaPapers

Pur di avere una sentenza ha fatto dire alla Pubblica Accusa che era pronto a prendere per buone le deposizioni raccolte contro di lui durante le indagini; ha rinunciato a far convocare quei testimoni e farli interrogare in Aula.

Contro di lui anche l’attuale governance della Comunità Montana: che ne ha sollecitato la condanna. Invece il difensore Lara Capitanio, dello Studio Pesaturo ha messo in evidenza un elemento. E cioè che non esiste alcuna Delibera relativa a lavori affidati dal presidente Quadrini; esistono invece Determine di affidamento ma quelli non sono atti di Quadrini bensì sono atti collegiali adottati da più persone. E tutte sono venute in udienza a dire che non sono state in alcun modo sollecitate da Quadrini o altri ad affidare quei lavori.

Hanno ribadito che le ditte avevano tutti i requisiti di serietà e qualità. Ed al momento dell’affidamento non c’erano incompatibilità.

Il tribunale ha assolto l’ex presidente Gianluca Quadriniperché il fatto non sussite”.

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