Con Salvini o con Renzi? Dove va Forza Italia

Domani all’Ergife Silvio Berlusconi farà chiarezza. Ci sarà una folta e qualificata delegazione della provincia di Frosinone. Il coordinatore provinciale Adriano Piacentini: “Noi stiamo con Tajani, ma chiediamo chiarezza. E in provincia di Frosinone non vedo tutte queste sconfitte”. Ottaviani “recuperato”. Per ora.

Dove va Forza Italia? Si riposiziona nell’alleanza con la Lega di Matteo Salvini cercando di dare vita ad un centrodestra diverso oppure cercherà di fare un Partito nuovo con Matteo Renzi? Una specie di riedizione del patto del Nazareno? Anzi del mai nato Partito della Nazione?

O invece più semplicemente manterrà l’attuale posizione cercando però un rilancio? C’è aria di smobilitazione. Come dimostrano in queste gli episodi che hanno portato all’espulsione del consigliere regionale Laura Cartaginese dal Gruppo di Forza Italia nel Lazio (leggi qui Caos in Forza Italia: espulsa Cartaginese. Ora, reazione a catena). E la rotta di implosione nel gruppo consiliare di Cassino (leggi qui Verso la scissione del gruppo di Forza Italia). E anche le cose dette da Renzi al gruppo di amministratori ciociari incontrati all’aeroporto di Bruxelles (leggi qui Minniti rinuncia alla candidatura: non si fida dei renziani)

Bisognerà attendere l’intervento di Silvio Berlusconi e Antonio Tajani domani all’Ergife a Roma. C’è perfino chi torna con la mente alle elezioni del 1994, quelle che videro la fine dell’ex Democrazia Cristiana. Da quel momento in poi la Dc decise di dividersi. Una parte, quella del Ccd di Pierferdinando Casini, si schierò proprio con Berlusconi. Curioso registrare che oggi Casini è un parlamentare del Pd.

Un’altra parte, la cosiddetta sinistra Dc, qualche anno dopo avrebbe dato vita da protagonista all’Ulivo di Romano Prodi, pure lui democristiano della prima ora.

C’è chi pensa che oggi Berlusconi potrebbe fare la stessa cosa: una parte con Renzi, un’altra lasciata libera di andare con Salvini.

In realtà chi conosce bene il Cavaliere “scommette” che il protagonista sarà ancora lui. In maniera autonoma.

All’Ergife ci sarà pure una folta delegazione della provincia di Frosinone. Il coordinatore provinciale Adriano Piacentini dice: «Per quello che mi riguarda, noi saremo lì al fianco di Antonio Tajani, sicuri di riprenderci il nostro ruolo, anche con riferimento alle percentuali. Il governo gialloverde Salvini-Di Maio, al di là del vento favorevole dei sondaggi, è in difficoltà e lo si vede dalla marcia indietro che si sta innestando sulla manovra economica. Avessero dato retta al ministro Tria, l’Italia si sarebbe risparmiata mesi di spread alle stelle (avrà un costo) e un isolamento internazionale senza precedenti».

E se gli iscritti venissero messi di fronte ad un bivio? «Per noi il centrodestra rimane la prima opzione. Soltanto che vorremmo chiarezza, perché quando leggiamo che Paolo Romani parla con Renzi e altri interloquiscono su fronti diversi, è chiaro che rimaniamo smarriti».

Il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani sta nuovamente partecipando alle riunioni di Forza Italia. (leggi qui Ottaviani resta in Forza Italia, Piacentini convoca gli stati generali). L’idea di passare ad un Movimento civico di amministratori rimane, ma c’è stato un stop. Forse per capire di quale natura sarà la svolta di Forza Italia. Forse semplicemente per avere davanti un quadro politico più chiaro.

Intanto però Adriano Piacentini lo ha convinto a restare nel partito. Afferma ancora il coordinatore provinciale: «In provincia esprimiamo il sindaco del capoluogo da due mandati e l’Amministrazione di Frosinone rappresenta un modello. Pochi mesi fa abbiamo eletto sindaci di Forza Italia ad Anagni e Fiuggi. Mi riferisco a Daniele Natalia e Alioska Baccarini. I dati vanno analizzati bene. Quanto alla sconfitta alle provinciali, i “franchi tiratori” che hanno votato contro Tommaso Ciccone fanno parte anche di partiti alleati. Anzi, forse soprattutto. Tra i consiglieri comunali di Frosinone, chi ha votato contro Ciccone? Non certo quelli di Forza Italia. Ripeto: noi siamo con Tajani e crediamo nel rilancio del partito. Chiediamo chiarezza a livello nazionale».