Con Zingaretti segretario il Pd torna a… essere Pd

La vittoria del Governatore del Lazio apre una prospettiva nuova al principale partito di opposizione. Specialmente sui temi del lavoro e dell’integrazione. Il ruolo decisivo di Massimiliano Smeriglio. Primo test alle Europee.

Torna il centrosinistra senza trattino, anzi torna soprattutto la sinistra. La vittoria travolgente di Nicola Zingaretti alle primarie del Pd si è basata su concetti come partecipazione, solidarietà, inclusione, intese, condivisione. (leggi qui Zingaretti è segretario: il 90,6% in provincia tra sfide e sgambetti)

Al di là dell’abbuffata di numeri, percentuali e paragoni con il passato, il neo segretario ha fatto affermare il suo storico cavallo di battaglia: la capacità di argomentare senza strillare, senza offendere gli avversari, declinando continuamente il “noi” invece che “l’io”.

Ne sono passati di anni da quando Nanni Moretti invitava Massimo D’Alema a dire qualcosa di sinistra. Nella lunga stagione di Matteo Renzi, che pure ha fatto segnare successi importanti oltre che sconfitte brucianti, di sinistra si è parlato poco. Certamente il Jobs Act ha segnato una frattura enorme con il popolo della sinistra, con i sindacati, con i lavoratori. Adesso quel filo si può riannodare, con Nicola Zingaretti alla guida di quello che resta il principale Partito della sinistra italiana e dell’opposizione al governo gialloverde.

Nicola Zingaretti riporta nel dibattito il tema della coerenza: ha immediatamente confermato che non ha alcuna intenzione di dimettersi dalla presidenza della Regione Lazio. La sua forza è stata quella, sin da un anno fa, quando vinse in controtendenza nello stesso giorno del tramonto del renzismo.

I rapporti con Matteo Renzi saranno il nodo più complicato da sciogliere per il neo segretario, che in realtà ha già messo in conto il fatto che l’ex rottamatore possa scegliere altre strade, anche se i sondaggi non sono incoraggianti sotto questo punto di vista.

Una citazione particolare merita Massimiliano Smeriglio, l’ideologo di Piazza Grande. Smeriglio proviene da una tradizione di sinistra e basta. Senza il centro. Ha incarnato quella voglia di tornare a rivolgersi alla gente normale, senza imbarazzi nel cavalcare temi come l’integrazione, il “prima le persone”, perfino la necessità di fare propri alcuni temi lasciati ai Cinque Stelle. A cominciare dal reddito di cittadinanza.

Le Europee saranno il primo banco di prova per Zingaretti. Le dimensioni della vittoria gli danno la possibilità di valutare l’orizzonte indicato da Carlo Calenda.

Una coalizione ampia sta nelle cose, ma a questo punto a traino Pd. Nell’ambito di un confine di sinistra naturalmente.

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