I 6 giorni e le 7 notti di Carlo Maria D’Alessandro (di M. Molisani)

In conferenza stampa il sindaco conferma il ritiro delle dimissioni. Ma non spiega perché le aveva date. E soprattutto perché le ha ritirate. Nulla è cambiato in una settimana.

Mario Molisani

L'ombra nei palazzi del potere

Il ritiro……delle dimissioni

Ricordate il film sei giorni sette notti (Six Days Seven Nights) il film romantico del 1998 diretto da Ivan Reitman, interpretato da Harrison Ford ed Anne Heche?
Tanto è durata la storia d’amore tra Carlo Siete su Scherzi a Parte D’Alessandro e le sue dimissioni da Sindaco di Cassino. (leggi qui «Forse ho esagerato»: un selfie e Carlo Maria ritira le dimissioni da sindaco)

Stamattina Carlone ha ufficializzato il ritiro, quello delle dimissioni. Ha riportato il pallone al campetto, dopo esserselo ripreso con prepotenza. Come succedeva ai bei tempi: quando il padrone della sfera di cuoio poteva sentenziare l’inizio e la fine di una partita tra fanciulli.

L’ha rimesso al centro del campo. Si può riprendere il gioco da dove ci si era fermati.

Carlo Siete su Scherzi a Parte D’Alessandro mostra determinazione durante la conferenza stampa convocata per il gran ritiro delle dimissioni. Ma se lo si guarda bene ha lo sguardo spento, affranto, vorrebbe essere da qualsiasi parte tranne che nella sala della giunta del palazzo Comunale.

Accanto a lui Dino il Divino Secondino, Beniamino Il serafico Papa, gli assessori Chiara mani tra i capelli Iadecola, Emanuele Piazza Pulita Dell’Omo, Aurora Me so svegliata adesso Rijtano, Rossellissima Tacco 12 Chiusaroli e il saltellante Benedetto Social et Labora Leone.

I tempi cupi sembrano passati ora si può riniziare a postare su facebook senza sosta.

 

Occhio che scappa…

Ci sono anche Carmine Braveheart Di Mambro, Alessio una parola è troppa e due sono poche Ranaldi e Antonio Pennellone Valente che si aggira pensieroso e assente nei pressi della stanza.

Sembra che siano tutti li per controllare che CMD’A non scappi dalla finestra più che dare un sostegno morale.

Intanto Carlone parla a voce bassa dice che si va avanti con il progetto di Centrodestra “ma con degli obiettivi da conseguire per la fine della legislatura”.

Fa la lista dei desiderata: Teatro, Historiale, Palazzetto dello Sport, rigenerazione urbana, una nuova scuola. Insomma tutto quello che in questi primi due anni non è stato fatto o stato chiuso.

Siamo difronte all’ennesima Mandrakata del commander in chief Mario De Filippi Abbruzzese, che oggi riporta tutti nel terreno a lui più congeniale, dove non ha eguali: la campagna elettorale.

 

La Lega adesso è un problema

Alla fine anche  Carlo Siete su Scherzi a Parte D’Alessandro ammette l’evidenza. Dopo aver sempre negato frizioni e tensioni con gli “amici” della Lega fino alle sue dimissioni ora, a domanda specifica, CMD’A ammette che c’è un problema: “perchè non hanno indicato l’assessore è perché in consiglio comunale voteranno a seconda dei provvedimenti”. Ma guarda un pò.

La logica dell’illogico

Ci sarebbe da aspettarsi che qualcuno, senza dare nell’occhio, in fondo alla stanza, sia collegato costantemente al telefono con il reverendissimo professor Nando Ferrauti, temuto psichiatra che dirige il dipartimento di Salute Mentale dell’intera Asl di Frosinone.

Non ci sarebbe nulla di strano. Perché queste dimissioni hanno qualcosa di vagamente surreale. Che sfugge alla logica dei mortali. Qualcosa che deve essere talmente elevato da risultare incomprensibile a tutti i presenti alla conferenza stampa.

Perché in questa settimana nulla è cambiato. I problemi da risolvere sono rimasti uguali, la solidità dell’amministrazione è sempre la stessa, nessuno è arrivato a cementarla o stabilizzarla. Nulla di nuovo, nulla di diverso.

La domanda che sorgerebbe spontanea sarebbe: ma allora perché è rientrato? Sarebbe la più logica se non ce ne fosse un’altra rimasta aperta e più pressante: ma allora perché si è dimesso?

Nessuno lo sa, nessuno lo ha capito, nessuno sta cercando nemmeno di sondare le profondità della mente umana. Ma un collegamento con Ferrauti ed il suo lettino a Frosinone è sempre buona cosa tenerlo aperto.

 

Una settimana da Io

Conviene farlo soprattutto se si riavvolge il nastro e si ricorda come erano maturate le dimissioni. (leggi qui Lite e dimissioni: «Carlo offendi la mia intelligenza» ecco perché D’Alessandro ha mollato)

Urla, insulti, accuse…. Poi il suono delle sirene delle ambulanze, Benedetto Social et poi Labora Leone che sale le scale della casa comunale di corsa, trafelato seguito da un tanto esile quanto forte Carmine Braveheart Di Mambro. Porte che sbattono, defibrillatori portati dentro stanze chiuse. Panico, «correte, il sindaco ha un infarto», la consigliera Francesca Tulipano Nero Calvani ha avuto un malore.

La tragedia prende vita così in un caldo mercoledì di mezza stagione. In realtà è uno sbalzo di pressione per lui, una crisi di panico per lei.

Dimissioni…dimissioni…parte un sibilo che diventa sempre più forte fino ad essere strillato: Carlo ha mollato. Cala il silenzio, le tenebre proteggono Carlo Magno…..da solo D’Alessandro.

Sul cancello di casa monta di guardia una sentinella asburgica, l’unica che sa cosa sta facendo, la moglie. Che – vuole la leggenda – ha anche sequestrato i telefoni al marito: sindaco o non sindaco, fascia o senza fascia, in casa comandano loro e non c’è Tar al quale appellarsi.

M.A. padre padrone prova ad arrivare al dialogo, il guardiano filtra tutto, niente entra o esce da casa senza permesso.

 

I bimbi sperduti

I bimbi dell’asilo di piazza De Gasperi sono confusi, arrabbiati, dopo tante minacce papà ha spento la televisione senza permettere loro di vedere come finiva il film.

Per molti qualcuno fa il “feroce con il colon degli altri“, per non usare la versione molto più volgare. E i musi lunghi sono apparsi in ogni dove.

Il consigliere di Forza Italia Francesco Badile Evangelista non ci pensa e abbandona la nave, che affondi o no, l’epidemia di col(L)era é  partita. (leggi qui Evangelista si dimette: per fare l’assessore appena il sindaco rientra)

 

Un weekend di ritiro, poi domenica la messa e l’illuminazione mariana. (leggi qui La triste parabola già scritta su Carlo Maria D’Alessandro).

Lunedì Carlo Magno….da solo D’Alessandro si ripresenta in Comune. Da tragedia la storia si trasforma in commedia, l’epilogo sembra essere dietro l’angolo. Martedì una riunione e prima di cena le dimissioni sono rientrate. E dalla commedia si passa al teatro dell’assurdo.

Carlo esce dal Comune a braccetto con l’assessore Emanuele Piazza Pulita dell’Omo, intorno a lui gli loompa loompa sorridenti e già pronti a tuffarsi nel fiume degli zuccheri amministrativi.

Il meno felice pare proprio Lui, l’obbediente e responsabile CMD’A. Si va avanti.

E siccome all’assurdo non c’è mai fine nella sua maggioranza riprende il suo posto proprio lei, Francesca Tulipano Nero Calvani.

I cassinati hanno assistito all’ennesima puntata di questa telenovela. Quello che avviene tra i corridoi e le stanze del Comune, ma anche fuori con gli stessi protagonisti, sembra essere il testo di una canzone neomelodica di Gigi D’Alessio.

 

Come il Benevento

E mentre va di scena quel che resta della coscienza di Carlo ci ho ripensato D’Alessandro, M.A. in altri luoghi affaccendato riceve emoticon: la sua squadra è di nuovo insieme, coesa come il Benevento nel campionato di serie A 2017/2018.

Ancora una volta le sue “mancate” intromissioni hanno sortito l’effetto desiderato.

 

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