Confindustria, Stirpe resta vice anche con Bonomi e la svolta del Nord

Il presidente del Frosinone Calcio confermato vice presidente degli industriali italiani. Resta alle relazioni Industriali anche nel nuovo board 'nordista' guidato da Carlo Bonomi. Che al Consiglio generale ha annunciato un'agenda 2030-2050 per il Paese

Maurizio Stirpe resta vice presidente nazionale di Confindustria. Il Consiglio Generale nel pomeriggio ha approvato la squadra di presidenza proposta da Carlo Bonomi designato nei giorni scorsi alla guida di viale dell’Astronomia, (leggi qui La falange macedone degli industriali).

Nella nuova squadra ci sono alcuni dei grandi elettori di Bonomi. Ma soprattutto avranno un ruolo i rappresentanti dei vari settori del manifatturiero. È una doppia risposta: a chi finora ha contestato l’assenza nella stanza dei bottoni proprio dei rappresentanti di chi fabbrica le cose, a vantaggio di chi fa finanza; a chi voleva sapere quale sarà la linea operativa del nuovo presidente. La risposta è chiara: sarà il manifatturiero a riavviare il processo industriale del Paese dopo i due mesi di blocco dovuti alla Pandemia. L’Italia riparte dalle sue radici, dal lavoro, dalla produzione.

Stirpe al Lavoro

Maurizio Stirpe Foto: © Imagoeconomica, Rocco Pettini

In quel board avrà ancora una volta un posto Maurizio Stirpe, presidente del Frosinone Calcio ma soprattutto industriale che è stato in prima linea anche nei giorni più difficili del confronto con il governo. (leggi qui Stirpe: «La ripresa? Ci vuole un governo con il coraggio di decidere»).

Ruvido, affilato, diretto: Stirpe manterrà la vice presidenza manterrà anche la delega al Lavoro ed alle Relazioni Industriali, cioè al confronto con i sindacati. Segno che il suo modo asciutto e concreto, per nulla curiale, è stato apprezzato nelle relazioni con un interlocutore che preferisce un no o un si subito ad un forse con il quale buttare in tribuna il pallone.

Con lui ci saranno quattro lombardi. Innanzitutto il rappresentante dei mantovani Alberto Marenghi (gli industriali di Mantova, dove il peso della past president Emma Marcegaglia è ancora notevole, hanno sostenuto Bonomi): a lui va la delega all’Organizzazione Sviluppo e Marketing Associativo; confermato il varesino Giovanni Brugnoli che è nel parlamentino uscente di Confindustria e che ora si occuperà di Capitale Umano; il terzo nome è quello di Francesco De Santis l’uomo di Italfarmaco, che si occuperà di Ricerca e Sviluppo. E poi l’amministratore delegato di Telecom Luigi Gubitosi, già Dg Rai e commissario di Alitalia: toccherà a lui dettare l’agenda Digitale degli industriali italiani.

Cambiare il confronto

Carlo Bonomi e Vincenzo Boccia

La candidatura e poi la netta affermazione di Carlo Bonomi nella corsa alla guida di Confindustria è stata interpretata come la volontà del Lombardo – Veneto – Emiliano produttivo di cambiare l’approccio del mondo industriale con quello della politica. Come a dire: meno diplomazia e più pragmatismo. A sostenere questa linea, dal Veneto entrano nel board la rappresentante degli industriali di Padova e Treviso Maria Cristina Piovesana che si occuperà di Ambiente e Sostenibilità. E la vicentina Barbara Beltrame (dell’omonimo gruppo siderurgico) alla quale è andata la delega all’Internazionalizzazione.

 La quota emiliana è rappresentata dal presidente di Federlegno Emanuele Orsini: gli è stata affidata la delicata delega al Credito, alla Finanza e al Fisco. E dal presidente degli industriali dell’Emilia Romagna Maurizio Marchesini, delegato alle Filiere e alle Medie Imprese.

A rappresentare il Sud c’è Natale Mazzuca, presidente della Confindustria di Calabria: a lui è andata la delega all’Economia del Mare ed al Mezzogiorno

Fanno parte di diritto della squadra Vito Grassi (Napoli), come rappresentante delle associazioni regionali, Alessio Rossi (Giovani Industriali) e Carlo Robiglio (Piccole imprese).

Un piano Italia 2030-2050

Confindustria

CNel suo intervento, tenuto a porte chiuse, Carlo Bonomi ha spiegato al Consiglio Generale di Confindustria che «Le scelte che ci attendono sono da togliere il respiro. Chiedono una dedizione integrale e il meglio delle risorse intellettuali e morali. (…) Per questo dobbiamo metterci rapidamente al lavoro perché entro l’estate sia pronto un grande piano Italia 2030-2050. Un grande libro bianco di medio periodo degli obiettivi dell’industria e della crescita dell’Italia».

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