«Candidato Pd e Forza Italia soci in affari prima delle elezioni»

C’era un interesse a legare il candidato sindaco iscritto al Pd e la prima linea del fronte che sosteneva il candidato sindaco di centrodestra. C’era un interesse a legare il segretario politico che spaccò la sezione Pd e l’uomo poi diventato la seconda carica di Cassino per Forza Italia.

L’interesse è una società che li vedeva tutti insieme già dal 2014: Stefano Mosillo (Segretario del Pd di Cassino nel periodo pre elettorale), suo figlio Francesco Mosillo (candidato sindaco iscritto al Pd e sul quale il centrosinistra si è spaccato), Dino Secondino (presidente del Consiglio Comunale di Cassino per Forza Italia), suo fratello Lucio Secondino. Tutti e quattro dallo scorso mese di maggio sono coinvolti in un’indagine insieme all’ex sindaco Bruno Scittarelli (Pdl e poi elettore di Mosillo alle Comunali). L’ipotesi della Procura è l’associazione per delinquere finalizzata alla malversazione in danno dello Stato. I magistrati stanno verificando se abbiano gestito in maniera corretta i fondi ricevuti (come imprenditori) per l’accoglienza di profughi africani. (Leggi qui il precedente). Una società in salute: passata da un fatturato di 329mila euro nel 2013 a 633mila euro nel 2014 per arrivare ad un milione e 582mila euro nel 2015.

Ma l’inchiesta in questo caso non c’entra. Rimane nel chiuso della Procura della Repubblica di Cassino. E’ politico il problema sollevato questa sera. Lo ha fatto nel corso di una conferenza il gruppo di minoranza che fa riferimento all’ex sindaco Giuseppe Golini Petrarcone. Con lui ci sono l’ex assessore alle Finanze Enzo Salera, i consiglieri Alessandro D’Ambrosio, Sabrina Grossi, Edilio Terranova. Ed il segretario cittadino del Psi Gino Ranaldi. In sala c’è il neo referente cittadino di Area Popolare Michele Nardone.

«Il dato politico che emerge dalle visure fatte presso la Camera di Commercio è chiaro:  elementi del Pd e di Forza Italia avevano interessi in comune prima della campagna elettorale» ha detto Enzo Salera.

«Il dato che emerge è gravissimo e deve essere coinvolto il Partito Democratico. Sia quello cittadino che quello provinciale ma pure il nazionale. Perché a Cassino è accaduto che ci sono stati soci in affari, di destra e sinistra, che si sono coalizzati ingannando i cittadini. Insieme ci hanno fatto perdere le elezioni» ha detto Petrarcone.

«È stato fatto un accordo per farci perdere le elezioni. E quell’accordo è continuato, sempre più alla luce del sole – ha detto Alessandro D’Ambrosio – anche dopo il voto. In consiglio comunale, tutte le caselle che appartengono all’opposizione sono state affidate al gruppo Pd che fa riferimento a Mosillo. Ora capiamo perché in Consiglio ci siamo trovati isolati all’opposizione. L’altra parte di opposizione che avrebbe dovuto stare insieme a noi invece votava sempre per la maggioranza. Gli accordi sono stati palesi anche sulla Commissione Garanzia che spetta sempre all’opposizione. Infatti è andata al gruppo di Mosillo. Che in pratica è aggregato alla maggioranza».

«Avevamo avvertito il Partito Democratico che era inopportuno arrivare alla candidatura di Francesco Mosillo. Proprio perchè c’erano interessi con il centrodestra» ha ricordato il gruppo puntando il dito sui vertici provinciali Pd. Ai quali è arrivato un messaggio anche dal Psi. «Noi stiamo con questo Pd che sta orgogliosamente in opposizione. – ha detto il segretario Gino Ranaldi – Non stiamo con il gruppo che ha fatto eleggere alla Provincia un esponente di centrodestra che risponde al nome di Massimiliano Mignanelli».

Accuse rivolte in particolare al segretario provinciale Simone Costanzo: «E’ stato capace di non darci il simbolo durante le elezioni, non far tenere il congresso cittadino, non farci costituire il gruppo consiliare Pd».

Amarezza per una sconfitta non ancora digerita? Alla presentazione della candidatura di Petrarcone c’era tutto il Pd provinciale. Quinndi?

«Mi hanno sostenuto fino a quando erano convinti che avrei perso. Poi appena hanno capito che avrei vinto è iniziata la spaccatura».

Dall’aula c’è chi aggiunge “E’ la stessa cosa che sta accadendo a Frosinone: hanno candidato Fabrizio Cristofari e poi lo hanno abbandonato a se stesso».

Aggiunge Petrarcone: «Francesco De Angelis mi consegnò il risultato di un sondaggio da lui commissionato su Cassino. Io ero di gran lunga il favorito. Questa cosa lo ha messo di fronte ad un pericolo: una nostra vittoria avrebbe determinato un ostacolo al loro percorso verso le elezioni politiche. Perchè avrebbero dovuto confrontarsi con Cassino. Ora hanno la strada libera: infatti i candidati Pd alla Camera sono Francesco De Angelis e Sara Battisti. Adesso abbiamo le idee più chiare».

Petrarcone chiude ripetendo per l’ennesima volta che una cosa è l’inchiesta ed altro è l’opportunità politica. «E proprio per questo chiedo le dimissioni di Secondino da presidente del Consiglio comunale. E di Francesco Mosillo dalla vice presidenza del Cosilam. E chiedo anche al sindaco Carlo Maria D’Alessandro di dimettersi, altrimenti oltre ad essere un sindaco abusivo sarà anche un sindaco inopportuno».

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