Congresso del Pd, le condizioni di Pompeo

L’area di Base Riformista vuole contare di più. L’ipotesi della vicesegreteria. Sottolineata la scelta di essere rimasti. Le basi della trattativa interna.

Corrado Trento
Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

La prospettiva è quella del congresso unitario, ma ad una condizione: contare di più rispetto ad oggi. È questo l’orientamento emerso al termine della riunione di Base Riformista, la componente del Pd che sul piano locale fa riferimento al presidente della Provincia Antonio Pompeo. Il vertice si è tenuto giovedì sera presso il ristorante Bassetto di Ferentino.

Antonio Pompeo

Molti i presenti, tra i quali l’ex segretario dei Dem Simone Costanzo. C’era anche Alessandra Sardellitti, consigliere provinciale e comunale del Pd. Il tema è quello dell’agibilità politica, che poi vuol dire avere spazi di gestione del Partito.

Dicevamo della prospettiva unitaria. Al momento in campo, per la segreteria provinciale, c’è un solo nome: Luca Fantini, leader regionale dei Giovani Democratici.

La componente di Pompeo potrebbe decidere di non presentare un proprio candidato. Ma è evidente che il tutto dovrà passare attraverso un confronto interno. Perché se da un lato Francesco De Angelis ha annunciato che Pensare Democratico non indicherà né un candidato né una lista, è evidente che Mauro Buschini e Sara Battisti sostengono la designazione di Fantini. Base Riformista potrebbe rivendicare la vicesegreteria più che la presidenza.

Sul piano strettamente politico in diversi hanno sottolineato l’importanza di una corrente che all’inizio è stata definita “diversamente renziana”. Il fatto di non aver aderito a Italia Viva è un valore aggiunto. Doppio.

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