Congresso, il tessitore De Angelis ora tende la mano

Il leader di Pensare Democratico scende in campo per disinnescare gli animi. Ed arrivare ad un congresso unitario senza lacerazioni. Al reggente Alfieri dice: "È l'ora di una nuova generazione”. Ed offre una via d'uscita onorevole.

Il grande tessitore è tornato in campo. Per disinnescare, stemperare, smussare. Ed arrivare al suo traguardo di sempre: un Congresso unitario che elegga senza conte né lacerazioni il nuovo Segretario Provinciale del Partito Democratico. Francesco De Angelis è tornato a tessere le relazioni. Inviando nuovi segnali alla ridotta nella quale è asserragliato il reggente Domenico Alfieri. (leggi qui La risposta agli elettori Pd non può arrivare da una trincea).

Foto © Imagoeconomica, Paolo Cerroni

La tattica è quella di sempre: trattativa ad oltranza, distensione. E chiarezza. Nelle ore corse Francesco De Angelis ha mandato a dire che lui non intende contarsi e conferma ciò che dice da mesi: non metterà un candidato con la bandiera della sua componente Pensare Democratico nonostante sia quella maggioritaria. Ma con altrettanta chiarezza ha mandato a dire che l’attuale reggente deve sgomberare il campo e lasciare la piazza ad altri.

La frase è chiara: «Tutti dobbiamo lavorare per mettere in campo una nuova classe dirigente, abbiamo bisogno della passione e dell’entusiasmo dei giovani. Dobbiamo farlo insieme, evitando rotture e contrapposizioni».

E se qualcuno volesse insistere nell’arroccarsi, continuando a non convocare la Direzione che era stata fissata per il 10 gennaio, Francesco De Angelis ricorda con pacatezza che è stata annunciata una svolta epocale per il Pd. Che archivierà il vecchio Partito e ne metterà in campo uno totalmente rinnovato. (leggi qui Zingaretti annuncia la svolta del Pd: in soffitta il vecchio Partito). Il leader dice: “la parola d’ordine è una sola: cambiamento. La spinta deve essere quella data dal segretario nazionale Nicola Zingaretti. Il Partito ha bisogno di un profilo culturale e sociale nuovo per rappresentare una credibile e forte alternativa alle destre. È veramente necessario cambiare tutto”.

Il segretario provinciale Pd Domenico Alfieri

Nei giorni scorsi non era piaciuta la decisione di rinviare la Direzione Provinciale che doveva dare il via all’iter per la convocazione del Congresso. Al punto che era stata ipotizzata la raccolta delle firme per procedere all’autoconvocazione. (leggi qui Pd, la situazione sfugge: “Fateci fare il Congresso”). Il Reggente Domenico Alfieri aveva reagito parlando con Ciociaria Oggi e dicendo «Quanto avviene in questi giorni sicuramente non fa ben sperare nel tanto acclamato “nuovo corso” di alcuni. (…) Per altri sicuramente conta più la sete di potere e la smania di arrivare o mantenere posizioni acquisite passando sopra tutto e tutti».

Altrettanto chiaro il messaggio tra le righe inviato a Francesco De Angelis e Pensare Democratico.

Il leader sa che è questo il momento di trattare. E quindi si inizia abbassando i toni, raffreddando la temperatura, rinfilare nel fodero le lame lasciate vedere poco prima. Ha stoppato e fatto rimettere nel cassetto la raccolta di firme per l’autoconvocazione. “Costruiamo insieme una classe dirigente nuova, apriamo e apriamoci ai giovani. Per quello che mi riguarda è il momento di mettere in campo e di sperimentare una nuova classe dirigente. Noi vogliamo contribuire. Per il resto, dico che francamente non mi risultano iniziative di raccolta di firme per autoconvocare la direzione provinciale. E in ogni caso non sarebbe questa la strada, non abbiamo bisogno di certi passaggi”.

Bastone e carota. Ribadisce che deve esserci il cambiamento. E indica una via d’uscita onorevole. Le prossime ore diranno se si arriverà ad un congresso unitario. Come piacerebbe a Zingaretti.

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