La crostata non c’è ma l’intesa si: il Pd verso un congresso unitario

Il fitto dialogo durato una ventina di minuti a margine della cena di venerdì al Rugantino. Francesco De Angelis e Francesco Scalia hanno individuato i binari sui quali incanalare il dibattito per il prossimo congresso provinciale. Sarà un Congresso unitario. L'intesa c'è.

Il Partito Democratico va verso un congresso provinciale unitario, figlio di un ampio dibattito interno tra le varie sensibilità della galassia Dem. Ma figlio soprattutto del dialogo a fari spenti avvenuto in un angolo del ristorante Rugantino di Isola del Liri venerdì sera.

I generali del Pd alla cena al Rugantino di Isola del Liri

Alla fine della cena tra amici per festeggiare il compleanno del senatore Francesco Scalia, si sono appartati l’ex segretario della commissione Industria di Palazzo Madama ed il suo storico rivale interno Francesco De Angelis che è leader della componente maggioritaria Pd Pensare Democratico. Uno scambio di battute che ufficialmente non è mai avvenuto: perché Francesco Scalia ha detto in tutte le lingue che ormai lui vive fuori dalla politica e si limita a fare il professore universitario nonché l’avvocato specializzato nel diritto energetico internazionale. E soprattutto perché Francesco De Angelis ha detto da giorni che la sua componente non presenterà nomi al prossimo congresso provinciale: né candidati a Segretario né liste di corrente. (leggi qui Democrat, i big muovono le torri: ma c’è la tregua).

Quella di Francesco De Angelis è una strategia a doppio taglio: da un lato si è ritagliato il ruolo ecumenico del pacificatore interno, disposto a sacrificare il peso delle correnti nonostante la sua valga oltre il 70% mostrato nello scorso Congresso Regionale; dall’altro lato, tirandosi fuori dalla competizione per la Segreteria provinciale evita intelligentemente ogni rischio di spaccatura interna tra chi vuole Luca Fantini e chi preferisce l’uscente Domenico Alfieri. (leggi qui Un segretario operaio: la vera posta in palio del congresso provinciale del Pd).

Francesco Scalia e Francesco De Angelis al tempo dell’unità nel Pd

Il fatto che si sia tirato indietro e che non presenti né candidato né lista non significa che Francesco De Angelis abbia rinunciato al suo ruolo di leader. Tantomeno abbia rinunciato a fare politica. Al contrario: è quando la partita si fa complicata che entrano in campo i fuoriclasse: come De Angelis e Francesco Scalia hanno dimostrato in questi anni, vincendo tutte le elezioni nelle quali hanno fatto squadra.

Nasce così il fitto dialogo tra i due avvenuto venerdì notte. Durato poco meno di un quarto d’ora: sufficiente per individuare la sintonia piena e totale, tracciando un percorso trasparente e lineare, aperto e coinvolgente. Hanno trovato l’accordo: ancora una volta. Nessuna spartizione: solo analisi politica e sintesi pragmatica. Roba che i due Francesco hanno imparato frequentando le rispettive scuole di Partito: cose che la politica moderna ha soppresso. E si vede.

Il Congresso Provinciale del Pd si avvia sui binari posati da Francesco De Angelis e Francesco Scalia. E sarà una pura formalità: la strada è segnata, va solo percorsa.

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