«Buffone» «E tu prezzolato»: a Cassino va in scena il rinvio del congresso Pd

Lo scambio di battute è stato molto intenso. E’ avvenuto all’interno del bar Civico 29 a Cassino. Tutto è successo mercoledì sera, con analisi politiche del tipo «Sei un buffone». Alle quali è stato replicato «Sappiamo benissimo da chi prendi ordini».

A discettare sulla situazione politica in città sono stati il consigliere regionale Marino Fardelli ed il membro dell’Assemblea Nazionale Pd Salvatore Fontana.

Al centro dell’accusa di essere un prezzolato al soldo di un’influente figura politica (da un lato) e di avere l’indole di far ridere e divertire gli altri (dall’altro lato) c’era una lettera.

La lettera che alla fine è arrivata. E’ quella che Alessioporcu.it aveva anticipato. E che l’onorevole Marino Fardelli aveva provato a smentire. Invece la lettera esiste. Il postino l’ha recapitata al presidente provinciale del Partito Democratico Domenico Alfieri. Cioè il destinatario che avevamo indicato. (leggi qui ‘La grande manovra per impedire a Mosillo di eleggere il segretario’)

Il contenuto, fino nei dettagli, è quello che avevamo previsto. E pure lo scopo politico. Buttare la palla in calcio d’angolo, evitare adesso la conta interna nel Partito a Cassino. Perché ora gli equilibri sono saltati.

La lettera dice che «Considerati impegni personali, istituzionali e d’Aula a più livelli tra quanti in indirizzo, l’arrivo del periodo estivo in cui si rende difficoltoso procedere alla convocazione degli iscritti del Pd, considerate inoltre le date dal 14 al 17 settembre per lo svolgimento di un momento di discussione e riflessione all’interno del PD con l’ipotesi di organizzazione di una “Festa democratica” (cosi come si svolge in diversi centri della Provincia di Frosinone e non solo), mi rimetto alla disponibilità di quanti in indirizzo per individuare previa decisione del Commissario Straordinario del Pd di Cassino, una data utile al fine dello svolgimento del congresso cittadino per uscire finalmente dalla fase di commissariamento straordinario».

La data c’era. Era stata fissata a luglio. Ma delle migliaia di tesserati al circolo Pd di Cassino si sarebbe rischiato di vederne proprio pochi. Così si è preferito evitare quel Congresso che tutti da mesi reclamavano per fare chiarezza, stabilire chi fosse maggioranza nel Circolo e chi minoranza. Individuare chi doveva tracciare la rotta politica e chi tentare di bilanciarla. Arrivare ad una fusione delle due anime Pd presenti oggi in consiglio comunale: quella che fa riferimento a Marino Fardelli e Giuseppe Golini Petrarcone con quella che si riconosce nelle posizioni politiche di Francesco Mosillo e Sarah Grieco. Superando in questo modo la spaccatura che alle scorse elezioni Comunali ha visto il Pd in campo con due candidati. Per la gioia di Mario Abbruzzese e Carlo Maria D’Alessandro oggi felicemente regnanti.

Invece, nulla. Ora che la data c’è, tutti vogliono evitare la conta. Perché Marino Fardelli non ha più i numeri per eleggere da solo il Segretario Politico. E perché Francesco Mosillo invece li ha ma non supera l’asticella del 50%. E quindi, se volesse andare all’atto di forza, sa benissimo che eleggerebbe un Segretario ed un presidente da una posizione che non gli garantirebbe il reale controllo del Circolo.

Con quella lettera, Marino Fardelli cerca di evitare la conta. Tenendo aperta la porta ad un’accordo politico che arrivi ad una Segreteria Politica ed una Presidenza unitarie e condivise. Spianando la strada ad una riunificazione reale ed efficace anche in Consiglio.

Francesco Mosillo lo sa benissimo. E la cosa gli sta bene. Perché non è lui a chiedere il rinvio (dal momento che ha la maggioranza). Ed una riconciliazione gli è fondamentale per il suo disegno politico: pizzare una persona di suo riferimento alle prossime elezioni regionali, contribuire in modo determinante ed indicare il prossimo candidato sindaco di Cassino.

La prova sta nel fatto che Francesco Mosillo non si opporrà alla richiesta fatta da Marino Fardelli in quella lettera a Domenico Alfieri.   Non la appoggerà. Nulla scriverà in merito. Ma nemmeno si metterà di traverso pretendendo una conta che oggi gli consentirebbe di eleggere ma ritrovandosi però a capo di un Circolo diviso tanto quanto lo era al momento di scegliere tra lui e Petrarcone un anno fa.

Meglio rinviare allora. Tanto più se lo chiede Fardelli.

Allora perché Salvatore Fontana strepita? E perché arriva al punto di dire le cose pronunciate al Civico 29? O di scrivere (e poi cancellare) su Facebook «questi signori continuano a prendere ordini dai loro padroni politici. Non fare il congresso per “impegni personali” alquanto pretestuosi di un iscritto è un fatto gravissimo. Oltre al suo voto cosa deve fare l’onorevole fardelli? Quindi nn facciamo il congresso nel caso i cui manchi qualche altro iscritto eccellente? Stiamo diventando ridicoli grazie anche e soprattutto per questi atteggiamenti».

Fontana sa che rischia di essere opposizione interna. Essere tagliato fuori dalle future scelte politiche dopo avere contribuito a buona parte del percorso politico di Fardelli e Petrarcone.

Se si dovesse votare la settimana prossima, l’unico possibilità di Fardelli per non andare sotto sarebbe quella di appoggiarsi ai voti di Io Democratico. Rinviando a settembre o oltre, i voti dell’area Fontana non sarebbero più strategici. E sarebbe proprio l’ala Emiliano a dover contrattare il proprio posto al sole se non vuole essere opposizione interna.

Ecco perché Fontana e Fardelli hanno fatto quell’approfondita analisi politica al Civico 29.

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