Pd, la situazione sfugge: “Fateci fare il Congresso”

I Circoli del Nord della provincia di Frosinone pronti a reclamare la convocazione del Congresso provinciale Pd. Che il segretario uscente Domenico Alfieri ancora non avvia. Il seme gettato da Cerquozzi ad Anagni. L'esempio raccolto da Serrone e Piglio. E forse Acuto. Il modello fantini.

Franco Ducato
Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

La situazione rischia di sfuggire di mano. Il Segretario provinciale del Partito Democratico Domenico Alfieri non ha ancora fissato la data della Direzione che dovrà dare il via alle procedure per convocare il Congresso Provinciale. Quello che eleggerà il suo successore. Saltata la data del 10 gennaio che era stata stabilita insieme a tutti i big del Partito “perché mi è uscito un impegno inderogabile”, ad oggi non c’è alcuna data alternativa. Soprattutto, nemmeno se ne parla. Come se l’uscente non volesse avviare l’iter per eleggere il nuovo Segretario. (leggi qui Salta la Direzione Pd: l’iter per il Congresso non parte).

Il segretario provinciale Pd Domenico Alfieri

C’è il rischio che la situazione sfugga per due motivi. La prima è che il congresso si deve tenere, per Statuto. La seconda è che dai circoli iniziano a sollecitare perché a loro volta vogliono eleggere i propri Segretari. E la novità ta nel fatto che iniziano a sollecitare la ‘svolta zingarettiana‘. Cioè lo stesso passo di lato compiuto all’inizio dell’inverno da Francesco De Angelis annunciando che la sua componente non avrebbe schierato né liste né candidati nonostante fosse largamente maggioritaria. Tutto per favorire un dibattito vero, capace di allargare la base, mettendo da parte gli schemi del passato.

Fateci fare il Congresso

I primi segnali di fermento stanno arrivando dai Circoli del Nord della provincia di Frosinone. È l’area dalla quale sono partiti lo scorso anno i primi esempi di radicale cambiamento della linea. Li aveva portati, nello stupore generale, il Commissario nominato per il Circolo di Anagni Francesca Cerquozzi.

Considerata la sua vicinanza ideologica con Francesco De Angelis, Mauro Buschini e Pensare Democratico, tutti si aspettavano che avrebbe fatto ricorso ad un approccio nel solco della linea consolidata. In pratica: incollato i cocci, rimesso insieme il vaso, individuando un mastice nella spartizione dei poteri tra le componenti interne.

L’elezione del Segretario di Anagni Egidio Proietti

Invece no. Il commissario Cerquozzi alla fine del suo commissariamento ha tirato fuori dal cilindro una soluzione che ha spiazzato tutti. Correnti, rendite di posizione, pesi e contrappesi soliti. Mettendo in campo Egidio Proietti ha dato – da un lato – solidità alla dirigenza cittadina. Dall’altro lato ha anche spalancato le porte ad una nuova generazione che proveniva dall’amministrazione ma non dalla dirigenza di Partito. (leggi qui Il Pd cambia generazione ad Anagni: Proietti è segretario).

Serrone, Piglio e Acuto

Stessa storia è avvenuta in piccolo a Serrone, con l’elezione di Antonella Sperati.

Proprio questi modelli virtuosi stanno innescando guarda caso nell’area Nord, l’effetto Fantini. È l’effetto generato dalla sola ipotesi che possa scendere in campo per la Segreteria Provinciale l’attuale Segretario Regionale dei Giovani Democratici del Lazio Luca Fantini: scoperto da Mauro Buschini, cresciuto alla scuola di Francesco De Angelis, capace di schierarsi contro entrambi al Congresso nazionale in cui votarono per Matteo Renzi mentre lui si schierò con Andrea Orlando e Nicola Zingaretti. Che oggi è il segretario nazionale e lo stima.

Una riunione avvenuta nelle ore scorse dice che ci sono tutte le condizioni per una mossa eccitante nel circolo di Piglio. E, in misura minore, in quello di Acuto.

Francesco Sordo

Qui, il commissario Francesco Sordo ha già aperto la fase congressuale e intende tirare dritto. E si sta creando lo stesso scenario registrato su scala provinciale: due figure storiche della sinistra come Achille Bellucci e Nazzareno Pilozzi, sulla scia del passo di lato compiuto da Francesco De Angelis, sono pronti a non presentare candidature di bandiera. Mossa che sta lasciando spazio ad un cambiamento vero. Che vedrebbe alla Segreteria cittadina del Partito ancora un avvocato, giovane, motivato: Massimiliano Necci.

La situazione sfugge

La mossa eccitante è una lettera aperta con cui si chiede ufficialmente l’avvio dell’iter congressuale in provincia.

Una lettera nella quale mettere in chiaro che è ora di finirla con gli avversari interni e di capire invece che bisogna prepararsi per bene allo scontro “finale” con le forze sovraniste. E per questo chiede una riorganizzazione dal basso. Una chiamata alle armi che non provenga dai “colonnelli” ma dal popolo.

Il Congresso del Pd

La battuta d’arresto dell’iter per il Congresso rivelata da AlessioPorcu.it non è piaciuta. Per questo i Circoli stanno decidendo di scendere in campo. Pronti a dare il colpo di reni di cui sono convinti che il Pd abbia bisogno. Per recuperare spazi politici a vantaggio di un territorio dove né i partiti sovranisti ne il M5S stanno dando prova di avere classi dirigenti all’altezza delle sfide.

L’impressione è che questa volta si faccia sul serio. Gli spazi sacrificati sull’altare dei soliti pesi e contrappesi di corrente stavolta non verranno lasciati liberi. Tanto più se c’è una nuova generazione di dirigenti che è pronta a dare battaglia sul campo.

E sta volta non dalle retrovie.