Democrat, è una questione di equilibri. E di spazi

Le Primarie regionali del Pd hanno chiarito che gli interlocutori di Nicola Zingaretti sono Francesco De Angelis e Mauro Buschini. Antonio Pompeo ora sta valutando la strategia. È l'erede della componente renziana che fu di Francesco Scalia. La decisione dipenderà dagli spazi e dagli equilibri

Il dato delle primarie regionali nel Lazio può diventare un laboratorio nazionale all’insegna del tutti insieme? In realtà no. Perché è ormai chiaro che i referenti di Nicola Zingaretti sono soltanto Francesco De Angelis e Mauro Buschini. Perciò Antonio Pompeo potrebbe guardare altrove

Il risultato delle primarie regionali del Pd in provincia di Frosinone può rappresentare un laboratorio in vista della scalata di Nicola Zingaretti alla segreteria nazionale?

In teoria sì. Perché se Francesco De Angelis, Mauro Buschini, Antonio Pompeo, Domenico Alfieri, Simone Costanzo e Nazzareno Pilozzi stanno dalla stessa parte, la potenza di fuoco è micidiale. Se poi si considera che per Zingaretti si aggiungerà anche Sara Battisti (che alle regionali ha appoggiato Claudio Mancini), allora si intuisce che non ci sarebbe partita.

In realtà però le cose stanno diversamente. Soprattutto perché mai come in questo momento emerge in maniera chiarissima che i punti di riferimento sul territorio per il presidente della Regione Lazio sono due: Francesco De Angelis e Mauro Buschini. Analizzando la situazione dal punto di vista del presidente della Provincia e sindaco di Ferentino Antonio Pompeo, perché convergere tutti dalla stessa parte?

E’ un esempio, importante e significativo però. Peraltro Pompeo è attualmente il referente “naturale” dell’area che è stata con Matteo Renzi, quella guidata in passato da Francesco Scalia.

Non si è ancora espresso sugli scenari nazionali, però potrebbe decidere di appoggiare Marco Minniti. Si tratta di un’ipotesi, magari strategica. Per ritagliarsi spazi che altrove sono già occupati da altri.

Perché in ogni caso in futuro bisognerà scegliere i candidati al Parlamento, alla Regione, alle europee. Dappertutto.

Solo che bisognerà capire se ci sarà un equilibrio tra le varie correnti o se invece prevarrà la logica dell’asso pigliatutto. Pure su questo si snoderanno alleanze ed equilibri.