E i consiglieri provinciali non possono attendere gennaio

 Una variabile destinata a pesare sulle elezioni per il presidente è quella della composizione delle liste in vista della competizione del prossimo anno. Soprattutto gli uscenti vogliono garanzie subito. E se non le avranno nel loro campo, allora potrebbero diventare un’arma letale. Oltre che trasversale

Cosa c’è dietro alla manovra che ha spinto Forza Italia a convocare per martedì il Coordinamento in cui decidere, ora e subito, i candidati da schierare per le elezioni provinciali di gennaio, subito dopo quelle del 31 ottobre che eleggeranno il presidente? (leggi qui Bilancio, nessuno vota contro il presidente Pompeo)

I consiglieri provinciali uscenti saranno tutti ricandidati a gennaio, quando toccherà a loro? La risposta sbagliata è: c’è tempo per decidere. Quella giusta invece è: occorre decidere ora, subito. Per evitare il disimpegno in vista del 31 ottobre, quando ci sarà la sfida a due per la presidenza dell’ente di piazza Gramsci.

 

Tra Antonio Pompeo (centrosinistra) e Tommaso Ciccone (centrodestra). In Forza Italia, per esempio, Danilo Magliocchetti, Rossella Chiusaroli e Anselmo Rotondo, saranno ancora della partita? E Gianluca Quadrini, uscito prima dagli “azzurri” e poi da Noi con l’Italia, concorrerà ancora in un partito del centrodestra?

Perché se la risposta è no, allora potrebbe trovare ospitalità in una delle liste civiche che Massimiliano Mignanelli e Luigi Vacana stanno allestendo per sostenere Pompeo. Poi c’è la questione della Lega: Angelo Costantini, da poco consigliere, dovrebbe far parte della lista.

 

Per quanto riguarda il Pd i consiglieri provinciali in carica sono tutti dei pezzi da novanta: Massimiliano Quadrini, Germano Caperna, Domenico Alfieri, Antonio Di Nota, Antonio Cinelli. Se non saranno loro a fare un passo indietro, difficile non ricandidarli.

Ma c’è anche il problema opposto, cioè quello di coinvolgere altri. Anche in tal caso però l’arcipelago civico che Pompeo sta preparando potrebbe fare da stanza di compensazione per chi non dovesse rientrare nella lista del Partito Democratico.

Dunque, non si può aspettare gennaio per definire le liste.

Altrimenti le elezioni per la presidenza risentirebbero di contraccolpi. Nessuna tregua quindi.

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