Consiglio come una riunione di maggioranza

Il dato politico del Consiglio Comunale di ieri a Cassino. Ormai non c'è più opposizione. Il caos dei Gruppi con l'uscita di Evangelista dalla Lega. Molto folklore poca contrapposizione

Massimo Gentile

Sao ko kelle terre...

Il “nuovo centrodestra”, il caso dei debiti e il giallo di Evangelista. Sono tre i punti che hanno rivestito una rilevanza politica nel corso del Consiglio comunale di Cassino tenuto ieri, l’ultimo prima della pausa estiva.

La premessa è che l’assise è stata convocata per approvare una serie di debiti fuori bilancio, cioè spese urgenti arrivate all’ultimo momento e per questo non previste nel Bilancio; la variazione al piano triennale delle opere pubbliche; alcuni regolamenti.

Benedetto Leone e Francesca Calvani

Il confronto in Aula ha visto ancora una volta una dura contrapposizione tra il sindaco Enzo Salera e il consigliere neo iscritto a FdI, Franco Evangelista. Oramai non è più notizia: fa parte del folklore di giornata. La novità da questo fronte invece è il neo Consigliere Benedetto Leone: è stato lui a prendersi la scena tra le fila dell’opposizione, rilanciando le sue ambizioni di riunire la minoranza e mettersene alla guida. L’esordio non era stato dei migliori, il clima ora non sembra diverso. Ed il gelo con i colleghi è stato ancora una volta evidente. (leggi qui Ruggirai un altro giorno, Leone).

Continua invece l’assenza dal fronte dell’altro “alfiere” dell’opposizione: Salvatore Fontana che per oltre un anno e mezzo ha dato battaglia su tutto, ormai da alcuni mesi non prende più parte ai Consigli. Non dirama più comunicati stampa. E anche ieri è stato assente.

La caciara del Leone

Ma andiamo con ordine, partiamo da Leone. L’assise ha riconosciuto una serie di debiti fuori bilancio.

Tra questi c’era anche un debito che riguardava il progetto “Donne al centro”. Lo aveva voluto l’allora assessore ai Servizi Sociali Benedetto Leone durante il governo di centrodestra guidato dal sindaco Carlo Maria D’Alessandro. La presidenza del Consiglio dei Ministri dopo una serie di accertamenti ha intimato però la restituzione del contributo: perché il progetto fu affidato a terzi e non venne gestito in modo diretto.

Leone ha però presentato una richiesta di riesame al presidente del Collegio dei Revisori dei Conti Armando Tranquilli. In attesa dell’approfondimento istruttorio è stato deciso di sospendere l’esame del fascicolo in Aula. Il sindaco ne ha dato comunicazione e ha ritirato il punto.

Il pubblico in Sala Restagno

Leone, già informato della circostanza, è arrivato in Consiglio con il comunicato stampa già pronto e appena il sindaco ha dato lettura della comunicazione, ha diramato “urbi et orbi” la sua nota. Dove tra le altre cose ha evidenziato: “Abbiamo un sindaco in grado di mistificare la realtà. È stato costretto a ritirare il punto all’ordine del giorno perché a seguito di una mia nota al collegio dei Revisori dei Conti, il Presidente ha chiesto di accedere agli atti e di verificare le carte”.

È la dimostrazione che qualcosa non tornava. Ma abbiamo un sindaco in continua campagna elettorale, tale da ergersi giustiziere. Anziché pensare ad amministrare la città, a superare le divisioni creando un clima di collaborazione e partecipazione, un clima da vera Comunità, Salera invece continua nella sua “caccia” a presunte responsabilità sul passato. Quando quel passato, quello che ha portato il Comune di Cassino al dissesto, lui ne è stato un autorevole protagonista, scrivendo pagine non belle per la nostra Città”.

Ancora fuoco amico

Il sindaco Enzo Salera si è detto tranquillo: ha spiegato di aver semplicemente accolto ciò che chiedeva il presidente del collegio dei revisori. Ancora una volta però Benedetto Leone ha dovuto difendersi dal “fuoco amico” piuttosto che da quello del primo cittadino.

Nessuno dei consiglieri di centrodestra ha fatto squadra con lui, non una parola in sua difesa. Nemmeno da parte di Franco Evangelista e Francesca Calvani che pure hanno condiviso con lui l’esperienza amministrativa con Carlo Maria D’Alessandro sindaco.

Enzo Salera e Barbara Di Rollo

Ad un certo punto, il consigliere Franco Evangelista ha preso la parola e ha annunciato il voto favorevole dell’opposizione su uno dei punti all’ordine del giorno, “a nome di tutto il gruppo”. Quale Gruppo? Il primo a chiederlo è stato il presidente del Consiglio Barbara Di Rollo. Evangelista, con piglio deciso: “Il gruppo del nuovo centrodestra alternativo al centrodestra che ci ha mandato a casa che è formato da me, Michelina Bevilacqua e Francesca Calvani”. Chiara la ‘stoccata’ a Benedetto Leone, quarto ed unico consigliere del centrodestra, escluso dal “gruppo”.

L’ex assesore ha incassato, sa che dovrà lavorare molto per provare a ricostruire il centrodestra e poco dopo ha lasciato l’Aula.

Come una riunione di maggioranza

Dai regolamenti dei Comitati di Quartiere al Garante dell’Infanzia passando per le variazioni al piano delle opere pubbliche, quasi tutti i punti all’ordine del giorno sono passati all’unanimità: questo è il vero dato politico.

Il fatto che, puntuale, si è ripetuto l’acceso scontro tra il sindaco e il consigliere Evangelista, nulla cambia: ha anzi il merito di restituire un po’ di effervescenza a Consigli che altrimenti finirebbero nel giro di un quarto d’ora senza una vera opposizione in grado di mettere alle strette la maggioranza. Ieri, ad un certo punto, in Aula era rimasta solo la consigliera Bevilacqua per quel che riguarda la minoranza, praticamente l’assise è continuata quasi fosse una riunione di maggioranza.

Il caso dei Gruppi

Gino Ranaldi, Barbara Di Rollo, Enzo Salera

E’ stato in quell’attimo che il capogruppo del Pd Gino Ranaldi è andato però a riaccendere i focolai.

Ha sollevato un caso non di secondaria importanza. Riguarda il consigliere Franco Evangelista che il 3 luglio, con una lettera inviata al coordinatore provinciale Nicola Ottaviani, ha annunciato le dimissioni dalla Lega. Poi, nella giornata di ieri, ha preso la tessera di FdI. Il regolamento prevede però che non può costituire, da solo, il gruppo consiliare: i gruppi consiliari di una persona sono ammessi solo a valle delle elezioni, non con un cambio di casacca: in questo caso servono almeno due persone.

Ciò significa che neanche Michelina Bevilacqua potrebbe far più il capogruppo della Lega. Il Carroccio, ufficialmente, non dovrebbe quindi essere più rappresentato in assise formalmente come gruppo consiliare.

Il presidente del Consiglio Barbara Di Rollo fa però sapere di non aver ricevuto nessuna comunicazione ufficiale di dimissioni e cambi di casacca vari, quindi Evangelista resta formalmente capogruppo della Lega ma con in tasca la tessera di FdI.

Sollecitato sul tema, ha liquidato la questione, rispondendo quindi indirettamente anche all’interrogativo posto dal capogruppo del Pd: “La cosa non mi interessa, sarà la Lega a decidere. In due anni possono anche chiamarmi o mandare o scrivere al Comune”. Arrivederci a settembre!

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