Maggioranza con gli uomini contati, ma alla fine a Frosinone si spacca l’opposizione

Il consiglio comunale di Frosinone. Passa la contestata questione Enal. È tregua armata tra Piacentini e Tagliaferri dopo le promesse di botte ed esplorazioni fisiche. Maggioranza con gli uomini contati. Ma l'opposizione non ne ha approfittato

«Con queste opposizioni possiamo anche prenderci a sediate, ma resteremo al governo del capoluogo per i prossimi venti anni». La battuta arriva al termine della seduta del consiglio comunale di Frosinone di ieri sera, dopo che la maggioranza di centrodestra aveva approvato le delibere all’ordine del giorno.

Soprattutto dopo il via libera a quella sul completamento e sulla gestione del complesso della piscina ex Enal. Quella che aveva fatto registrare un autentico far west nella riunione di preconsiglio, con il vicesindaco Fabio Tagliaferri e il presidente del consiglio comunale Adriano Piacentini che si erano scontrati con insulti e promesse non proprio garbate. (leggi qui Far west nel centrodestra, lite furibonda tra Fabio Tagliaferri e Piacentini. E…)

Alla fine quella delibera è stata approvata con 20 voti favorevoli e con l’opposizione divisa in tre tronconi: sì da parte del gruppo del Partito Democratico, no dal Movimento Cinque Stelle ma pure da Stefano Pizzutelli (Frosinone in Comune) e Vittorio Vitali (Mdp), astensione da parte del Partito Socialista Italiano.

 

Tregua armata

La seduta, come ormai è prassi da tre anni a questa parte, si è svolta in seconda convocazione, quando non c’è bisogno della metà più uno dei consiglieri presenti in aula. Un segno chiaro che Nicola Ottaviani si fida fino ad un certo punto della maggioranza.

Infatti, 20 voti (compresi quelli del Pd) stanno a significare che in prima convocazione la maggioranza non avrebbe avuto i numeri.

Dopo lo scontro c’è stata una tregua armata, soprattutto tra Adriano Piacentini e Fabio Tagliaferri. Lo scontro in preconsiglio era nato sul fatto che Piacentini contestava l’apertura di Tagliaferri alle opposizioni sulla pratica. Perché a suo dire la maggioranza deve essere autonoma.

La resa dei conti fra i due però è solo rinviata e Nicola Ottaviani è il primo a saperlo.

 

Lo strappo evidente

Non sono mancate polemiche sul punto però. Marco Mastronardi (Cinque Stelle) e Vittorio Vitali (Leu) hanno detto che 18 anni per arrivare ad una soluzione del genere sono indubbiamente troppi.

Nel suo intervento Mastronardi ha detto che si aspettava che nella delibera relativa alla piscina ex Enal fossero indicate le responsabilità di un ritardo di 17 anni. Poi ha lanciato l’idea di una commissione di indagine. Provocando il malumore e la reazione del capogruppo del Pd Angelo Pizzutelli, il quale ha fatto parte delle Amministrazioni passate e per il quale la vicenda è stata gestita come doveva essere.

Però lo strappo tra Pd e Cinque Stelle è stato evidente.

 

I debiti fuori bilancio

Danilo Magliocchetti, capogruppo comunale ma anche provinciale di Forza Italia, è intervenuto spiegando che un’Amministrazione comunale deve dare risposte ai cittadini e risolvere i problemi (“come stiamo facendo”). Ha sostenuto che non deve sollecitare inchieste e percorsi estranei ad un ente di gestione della cosa pubblica.

Relativamente ai debiti fuori bilancio, Magliocchetti ha aggiunto “che si tratta di un problema che riguarderà anche le prossime Amministrazioni, perché inevitabilmente continuano ad uscire fuori a distanza di anni”.

Questo perché Stefano Pizzutelli, leader di Frosinone in Comune, nel suo intervento sui debiti fuori bilancio, aveva sollecitato un controllo sulle responsabilità dei dirigenti per il continuo emergere di debiti fuori bilancio. Anzi, Stefano Pizzutelli aveva detto che, nel caso dovessero emergere delle responsabilità di qualche dirigente, si dovrebbe intervenire.

Ha usato la frase “colpirne uno per educarne cento”, cercando la captatio benevolentiae di Marco Ferrara (Fratelli d’Italia). Il quale però ha risposto “picche”, spiegando che quella frase non è nata in ambienti di destra, ma di sinistra. Un gossip fuori programma del quale si poteva fare a meno.

 

I ritardatari

Molti consiglieri della maggioranza sono arrivati in ritardo, in diversi mancavano, Danilo Magliocchetti più volte è andato a recuperare fisicamente esponenti fuori dall’aula, Adriano Piacentini ha consumato il campanello in fase di votazione.

Ma neppure davanti a tutto questo l’opposizione è riuscita ad approfittarne. Pd e Psi sono lontani anni luce, i Cinque Stelle non interagiscono con gli altri, Frosinone in Comune e Liberi e Uguali…pure.

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