Provincia, la seduta finisce a pizza e fichi

Il Consiglio Provinciale di Frosinone approva il Bilancio. Al termine di una seduta con toni glamour e divagazioni fetish del presidente. La cravatta rosa di Magliocchetti. Il tatuaggio sul piede di Chiusaroli. Quadrini assente: ha assunto una presidenza a Roma. E tutto finisce a pizza e fichi perché...

Camilla de Tourtrissac

Tagliacucitrice con gusto

Finisce a pizza e fichi il consiglio provinciale di Frosinone. Nel vero senso della parola.

Una seduta iniziata con un colpo d’occhio diverso dal solito. Si è notato subito, a mano a mano che i consiglieri provinciali entravano alla spicciolata nell’Aula, convocati per ratificare l’approvazione del Bilancio votata lunedì dai sindaci (leggi qui Provincia, sì al Bilancio: prova di forza di Pompeo, il mistero di Abbruzzese).

 

Cosa c’era di insolito? L’intero gruppo del Pd sembrava appena uscito da una sartoria.

Il consigliere Antonio di Nota da Colle San Magno sfoggiava un vestito dal taglio classico, con cravatta di seta a tono. Degno di un cocktail in prefettura. «Antò, ma che ti vai a sposà? O c’hai una cerimonia dopo il Consiglio?» gli domanda qualcuno.

E lui, di rimando: «Ma nò… E… chella… mogliema, mi dice sempre ca sò gliù chiù scincat’. mannaggia a ua e quann mettete le foto ngopp a Feisbucc. Però, sò ditt’ a tutti che oggi bisognava vestirsi bene».

Vero o no, sta di fatto che Di Nota esibisce l’abito delle grandi occasioni. Lucia Cipolla, inflessibile capo segreteria del presidente Antonio Pompeo e presente nel palazzo dai tempi in cui regnava Francesco Scalia, ricorda che quel vestito era stato indissato solo in occasione di una solenne processione. Nella quale Antonio Di Nota era con la fascia azzurra presidenziale, accanto all’allora comandante della Polizia Provinciale Massimo Belli in divisa di gala.

 

L’ordine di scuderia impartito dall’ex sindaco di Colle San Magno è stato preso alla lettera. Al punto che il consigliere Massimiliano Quadrini di Isola del Liri per la prima volta dopo la cerimonia d’insediamento è in aula con una giacca scura. Ma senza cravatta. È sufficiente però a conferirgli un insolito aplomb.

 

Il sindaco di Paliano Domenico Alfieri è in giacca a quadri blu. Ha una insolita peluria sotto al naso: o ha dimenticato di radersi del tutto o sta cercando di farsi crescere i baffi.

Il vello di colore chiaro sparisce quasi nell’abbronzatura caraibica del sindaco. Ma vive dentro una cabina ad ultravioletti? domanda qualcuno. Giurano che non si vedesse in Provincia qualcuno abbronzato così da quando Gianluca Quadrini aveva iniziato a circondarsi di collaboratrici giovani, efficienti e sempre in tiro.

 

Giornata no per il consigliere Germano Caperna, arrivato da Veroli in jeans e maniche di camicia. L’unico.

 

E che non sia la sua giornata lo si comprende anche durante il dibattito: l’unico scontro della giornata si accende tra lui ed il capogruppo di Forza Italia Danilo Magliocchetti. Accade quando il capogruppo annuncia il voto contrario perché il Bilancio non fornisce risposte a gravi ritardi come quello che sta creando difficoltà all’Istituto Agrario di Frosinone, da tempo in attesa di manutenzione.

Caperna non ci sta, chiede la parola e respinge al mittente le accuse: «Quei problemi risalgono a quando la delega alla manutenzione l’avevate voi di Forza Italia».

Non l’avesse mai detto. Tra i due di accende uno scontro frontale. Che stona del tutto con i colori delicati indossati dal capogruppo Danilo Magliocchetti: la cravatta rosa sembra che voglia parlare da quando la raffinata giornalista Giulia Abbruzzese le ha dedicato ben tre pagine sul periodico glamour Chic. Cade a pennello sul calzone nero, sfiorando appena la cinta in pelle. La camicia a righe blu su una giacca con pochette esalta quel tono così gentile. Non si trova una piega sul tessuto nemmeno a volerla cercare con impegno: ancora una volta la signora Magliocchetti avrà accompagnato il marito fino alle scale di Palazzo Iacobucci, armata di ferro a vapore.

 

Caperna e Magliocchetti urlano. E il presidente d’aula Luigi Vacana non li riprende: ha lo sguardo inebetito verso il pavimento.

Fissa il piede della consigliera provinciale Rossella Chiusaroli. In rigoroso Tacco 12 d’ordinanza,  sfoggia una calzatura con decolletè che lascia intravedere tutto il tatuaggio che copre l’intero dorso del piede destro: un crocefisso stilizzato nero, esaltato dallo smalto rosso passione che decora le unghie, in tinta con laccato del fiocco sulla scarpa.

Vacana riesce a staccare gli occhi da quel piede e più volte è stato necessario scuoterlo. Al punto che al momento della ‘chiama’ dice: «Procediamo con il voto per alzata di pie… scusate, di mano».

Ripresosi, il presidente d’aula rivolge gli auguri ed il benvenuto al neo consigliere  Angelo Costantini: vice sindaco di Morolo entrato al posto del decaduto Andrea Amata.

Vacana lo accoglie diecndo «Lei ha i cromosmi buoni, perché viene dalla terra che ha dato i natali al maestro scultore Enesto Biondi». Il neo consigiere, molto poco adulato dalla genìa della sua mappa cromosomica, annuncia che aderisce al Gruppo Consiliare della Lega.

 

Manca qualcuno? Si, non c’è l’eroico presidente Gianluca Quadrini, capogruppo di se stesso quale rappresentante di Noi con l’Italia.

Non c’è perché ha assunto un altra presidenza a Roma. Lo ha annunciato trionfale alle 6.30 del mattino con un sms  a Luigi Vacana, svegliandolo di soprassalto. Gli ha fatto sapere che è impegnato a nella Capitale a presiedere una commissione d’esame di maturità. E per questo non poteva essere presente alla seduta sul Bilancio.

Come disse De Filippo,  ‘gli esami, come le presidenze, non finiscono mai’.

 

È la prima seduta nella quale Massimiliano Mignanelli svolge le funzioni di vice presidente. Lo sottolinea dicendo al presidente Antonio Pompeo: ‘Presidè nun te stà a preoccupà, se tiè che ffà vai, che qaà c’ penzamm’ i e Vacana’».

 

Si passa al voto. Il Bilancio viene approvato. Il segretario Fabio Marino Battista annota e verbalizza. Gli fanno notare che èl’unico senza giacca. E nemmeno la camicia. Ha una polo nera. «Ma io posso permettermelo, sono il segretario generale più bello d’Italia. E mò voglio vedere se Alessioporcu.it riporta pure questo».

 

La seduta finisce a pizza e fichi. Nella stanza del presidente Luigi Vacana. Nel vero senso della parola: i fichi li ha portati un collaboratore, la pizza l’hanno mandata  comprare. E siccome non c’è Gianluca Quadrini saranno sufficienti a sfamare tutti.

Dopotutto, meglio finire a pizza e fichi che a tarallucci e vino.

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