Consiglio regionale, tutti i numeri di una seduta fiume

CInque sezioni di lavoro, undici atti di indirizzo e quattro risoluzioni per rendere il Lazio ancora più Europeo. E per toccare tematiche urenti: dalla green economy all'energia, fino a sanità e sicurezza del territorio.

Piero Cima-Sognai
Piero Cima-Sognai

Ne elegantia abutere

Quattro risoluzioni, cinque sezioni di lavoro e undici atti di indirizzo. Il Consiglio Regionale del Lazio esce da una seduta fiume con in tasca una nuova sinergia con l’Europa. Ma anche con specifiche decisioni in materia di governo territoriale.

Fra queste spiccano la messa in sicurezza del territorio e la ricostruzione delle aree terremotate. Ma anche la manutenzione delle infrastrutture idriche e della rete viaria. Con esse bonifiche dall’inquinamento e realizzazione di infrastrutture digitali.

Il Lazio d’Europa

David Sassoli nella sede del Parlamento Ue

Le quattro risoluzioni sulle politiche europee del Lazio sono state approvate dall’Aula dopo che l’assessore al Bilancio Alessandra Sartore ha illustrato la relazione della Giunta al Consiglio. È la relazione sulla partecipazione della Regione alle Politiche dell’Unione europea.

Il dibattito ed il confronto in Aula è partito da lì. Al termine sono stati approvate le risoluzioni. Il primo dei quattro atti di indirizzo approvati impegna il presidente della Regione e la Giunta a porre in essere una serie di adempimenti ed attività. Tra essi soprattutto l’adeguamento dell’ordinamento regionale agli obblighi derivanti dall’appartenenza alla Ue.

In pratica: se il Lazio è un’assemblea che approva leggi regionali e fa parte dell’Ue, il suo ordinamento deve armonizzarsi con le disposizioni Europee. Su temi chiave. Ad esempio l’informazione al Consiglio sugli atti dell’Unione e sulle eventuali procedure di infrazione: se l’Ue contesta al Lazio di avere tardato ad applicare una norma in materia di Ambiente o discariche il Consiglio deve esserne informato con tempestività; perché da quell’infrazione potrebbe derivare un taglio dei finanziamenti se non ci si mette in regola.

Ancora, il monitoraggio della legislazione statale di recepimento dell’Unione europea. Inoltre la prosecuzione degli impegni già assunti nell’ambito dei programmi operativi regionali 2014-2020.

Impegni europei e monitoraggio

Foto © Carlo Carino / Imagoeconomica

Il secondo atto di indirizzo riguarda l’impegno ad aumentare il personale impiegato nell’ufficio Europa a Bruxelles. E nelle sedi regionali con incombenze sui fondi europei.

Non solo: la Regione è impegnata ad incentivare la partecipazione della Regione e del Consiglio alle iniziative dell’Unione.

Poi l’impegno per Presidente e Giunta a dare priorità, nell’ambito degli obiettivi europei, a una serie di temi. La messa in sicurezza del territorio e la ricostruzione delle aree terremotate. Poi la manutenzione delle infrastrutture idriche e della rete viaria. Le bonifiche dall’inquinamento e la realizzazione di infrastrutture digitali.

L’ultimo atto riguarda invece l’impegno a garantire l’accesso alla banda larga in tutta la regione Lazio.

Cinque step per guardare l’Europa

La Pisana punta ad ottimizzare lo sviluppo rurale. Via Europa

La dettagliata relazione di Alessandra Sartore in apertura è stata articolata in cinque sezioni.

La prima riguarda le attività svolte dalla Regione in ambito nazionale ed europeo. La seconda lo stato di conformità dell’ordinamento regionale sugli obblighi derivanti dal diritto dell’Unione. La terza lo stato di avanzamento di programmi e progetti di collaborazione finanziati dai fondi europei. La quarta lo stato di avanzamento dei programmi finanziati dall’Ue a gestione diretta. La quinta orientamenti e priorità della Giunta per il 2020.

Sviluppo rurale, dall’83 al 100%

Con riferimento ai fondi l’assessore ha toccato il tema del programma di sviluppo rurale nel 2019. È uno dei pilastri delle politiche europee: il sostegno all’agricoltura viene ritenuto strategico: siamo sempre di più, gli europei devono essere sfamati e l’Agricoltura genera una parte fondamentale delle risorse. Tutelando, allo stesso tempo, il suolo e le fonti idriche.

Dalla relazione Sartore è emerso che c’è stato un incremento della capacità di impegno della Regione Lazio fino all’83%. Spendiamo più fondi Europei, ne mandiamo indietro sempre meno e nel 2020 si prevede di impegnare la totalità delle risorse.

Positivo l’andamento del programma operativo regionale del Fondo sociale europeo. L’assessore ha rilevato la partecipazione della Regione a numerosi progetti europei internazionali. Il Lazio è attivo anche nell’ambito del Comitato delle Regioni.

Maggioranza: relazione completa

Sara Battisti e Mauro Buschini

Il dibattito ha portato l’attenzione su un punto in particolare. Stanno per arrivare risorse europee ingenti alla Regione. Questo in conseguenza del reindirizzamento delle risorse scaturito dalla necessità di combattere il Covid.

Molto dipenderà dall’atteggiamento che avranno a livello nazionale i 5 Stelle. Sul Mes l’Italia è in ritardo. I rallentamenti sono legati proprio all’atteggiamento grillino che sembra ignorare quanto le Regioni abbiano bisogno di quei fondi. Un esempio lo ha fornito nelle ore scorse l’Anbi, l’Associazione nazionale dei Consorzi di Bonifica: ha pronti progetti per 4 miliardi e buona parte rientrano nei percorsi Ue. (Leggi qui Italia a due velocità: siccità al Sud, cala il Liri Garigliano).

La maggioranza ha sottolineato come «la relazione dell’assessore sia stata completa. E come si sia enfatizzato il ruolo delle istituzioni europee a sostegno dei popoli».

Da parte dell’opposizione, si è avanzato «qualche dubbio sulle reali capacità di impiego oculato dei fondi europei». Anche la relazione dell’assessore è stata giudicata fin troppo analitica. Poco adatta cioè «a facilitare una reale comprensione dei temi e partecipazione ad essi da parte del Consiglio».

Comune la preoccupazione di uscire da un dibattito «che troppo spesso è ideologico».

Oltre l’Europa

FOTO © OLIVERIO / IMAGOECONOMICA

Il Consiglio ha approvato 11 atti di indirizzo, su temi di vario tipo, e ne ha respinti altri tre. Fra di essi sanità, richiesta dello stato di calamità per la tromba d’aria a Viterbo. Poi scuola, ambiente, attività produttive.

Tre mozioni approvate sono a tema sanitario. Una impegna il Presidente Nicola Zingaretti a farsi carico del 50% dei costi per il rinnovo dei contratti nella sanità privata. Poi per le strutture private accreditate che applicano Contratto nazionale di lavoro sottoscritto dai sindacati maggiormente rappresentativi.

Un altro atto è sull’approvazione del piano sanitario regionale. Su cosa? «Sui finanziamenti per realizzare un ospedale nel territorio di Ladispoli e Cerveteri».

Un’altra ancora è sul finanziamento di 9000 borse di studio per la specialistica medica. Questo per riportare il rapporto tra laureati in medicina e borse di specializzazione a 1/1. Altre due delle mozioni approvate riguardano la tromba d’aria abbattutasi nel comune di Viterbo nei giorni del 30 e 31 agosto. Con esse si chiedono stato di calamità e indennizzi per le aziende danneggiate.

Sanità, calamità e green economy

L’energia green è il futuro

Le interrelazioni tra tematiche ambientali ed economiche sono al centro di altri due atti di indirizzo approvati. Una mozione impegna Presidente e Giunta ad attivarsi per accedere ai finanziamenti del Just Transition Mechanism. Si tratta del piano europeo per sostenere la fuoriuscita dalla dipendenza dai combustibili fossili. Fuoriuscita delle economie dei territori che più ne soffrono, come quello di Civitavecchia.

Un’altra mozione impegna l’istituzione di una cabina di regia interassessorile. Un team che coordini le attività per incrementare la competitività della Regione. Dove? Nel campo della produzione e utilizzo dell’idrogeno.

Una ulteriore mozione è sul sostegno ad organizzare ogni iniziativa per celebrare il centenario della nascita di Nilde Iotti. E promuoverne la conoscenza. Poi su misure per scongiurare l’aggravarsi della crisi per le scuole paritarie. Sia per garantire la libertà di scelta delle famiglie che per scongiurare un effetto domino anche sulle scuole statali. A seguire un tavolo per favorire il ricorso al partenariato pubblico-privato. Lo scopo è puntare ad una più alta efficienza produttiva e gestionale.

Undici atti di indirizzo totali

L’ultimo atto è sui provvedimenti per inserire il comune di Rocca di Papa in una zona franca urbana. Si tratta di aree infra comunali. Areedove si concentrano programmi di defiscalizzazione per le piccole e medie imprese.

Respinte invece dall’Aula tre mozioni. Una sullo sgombero del campo nomadi di Castel Romano. Questo al termine di un dibattito dopo la presentazione di quattro emendamenti, di cui due erano stati anche approvati dall’Aula.

Le altre due mozioni respinte riguardavano sanità e sociale. Cioè a richiesta di annullamento dell’ordinanza che introduce l’obbligo di vaccinazione antinfluenzale per il personale sanitario e gli ultrasessantacinquenni. E poi l’istituzione di contributi per le coppie di futuri coniugi.