Cosa c’è dietro alla fusione che ha eletto Sacchetti

Le strategie e gli obiettivi dietro all'operazione che ha condotto all'elezione dei nuovi vertici del consorzio Lazio Nord. Il significato per tutto il Lazio. Le proiezioni per Frosinone e Latina

Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

L’aspetto è pratico, il retroterra è politico. Cose c’è dietro all’operazione che nei giorni scorsi ha condotto all’elezione dei nuovi vertici del Consorzio di Bonifica Litorale Nord? Non è stata solo un’operazione tecnica, limitata alla fusione degli enti di Bonifica, attuando così per la prima volta la normativa regionale che ha razionalizzato e semplificato il sistema grazie al quale le nostre strade e le nostre case non finiscono sott’acqua quando si scatena il maltempo.

Missione Greta

L’irrigazione

Il Consorzio di Bonifica Litorale Nord nasce dalla fusione dei consorzi del Tevere – Agro Romano (Roma), Pratica di Mare (Ardea) e Maremma Etrusca (Tarquinia). Una fusione stabilita dalle linee dettate durante la prima consiliatura Zingaretti: abolizione dei carrozzoni accumulatisi per anni sotto forma di società in house, cancellazione di alcune centinaia d’incarichi tra presidenze e consigli d’amministrazione, trasformazione delle Comunità Montane, unificazione dei consorzi industriali. Stesso principio applicato ai Consorzi di Bonifica: la legge di riordino della Regione Lazio, prevede il passaggio dai 10 Consorzi esistenti a 4 in tutto il Lazio.

Dietro all’aspetto tecnico c’è quello politico. Perché i Consorzi di Bonifica sono una gigantesca macchina aggregativa. Che si è ritrovata catapultata dalla sera alla mattina sulla nuova linea del fronte: l’emergenza ambientale. La Terra sta collassando: gli agricoltori se ne sono accorti prima di Greta. E la Bonifica è passata dall’essere l’ente che regolava l’apertura e chiusura dei rubinetti per irrigare ad essere l’ente che deve garantire l’acqua per tutti, affinché tutti abbiano da mangiare attraverso coltivazioni ed allevamenti.

Rischio e risultato

I lavori della Bonifica

Il rischio rappresentato dall’operazione di fusione era quello di ritrovarsi tra le mani degli enti incaci di dialogare e realizzare i progetti con cui salvare il Lazio dalla siccità, a causa delle storiche divisioni e rivalità tra i componenti dei Consorzi. L’operazione Consorzio di Bonifica Litorale Nord è stato il banco di prova.

Il risultato operativo è che per la prima volta nelle tre cariche più importanti ci sono i tre presidenti delle organizzazioni agricole della Capitale. Una scelta strategica per il mondo dei Consorzi di Bonifica del Lazio. Insieme. Hanno votato all’unanimità e per acclamazione con alzata di mano anche i componenti del comitato esecutivo. Dove sono andati l’amministratore delegato della Maccarese Spa Claudio Destro e Alessandro Serafin, presidente della Centrale Ortofrutticola di Tarquinia. Un segnale forte perché rappresenta una sinergia concreta tra territori e organizzazioni.

È il classico punto e accapo con lettera grossa. Un punto ad un passato fatto di schermaglie, strategie, polemiche e tattiche. Un punto di svolta imposto dalla presidenza di Anbi nazionale che vuole ottenere consorzi efficaci e produttivi in tutta l’Italia abbattendo la doppia velocità registrata: alcuni sono all’avanguardia e realizzano progetti avveniristici, altri trascorrono il loro tempo a discutere.

Il compito di realizzare la missione è stato affidato al direttore nazionale delle bonifiche Massimo Gargano. Che nel Lazio ha chiamato nei mesi scorsi come direttore generale Andrea Renna: diplomatico, esperto, abile nelle relazioni. Lo ha messo sul filo di un rasoio incaricandolo di arrivare dall’altra parte. Possibilmente intero. Consapevole che in caso di fallimento sarebbe saltato un intero piano di modernizzazione.

La linea dei totali

I nuovi vertici del consorzio

Il risultato finale è la votazione dell’altro giorno che andrà a governare un ente con competenza su 2.411 chilometri di canali, 18 impianti irrigui, 26.465 ettari irrigati; 23 impianti idrovori, 112 dipendenti, 718.363 ettari di perimetro consortile con 254.451 ettari di perimetro di Bonifica e 52.159 consorziati. Il neo presidente, eletto all’unanimità con voto palese è Niccolò Sacchetti presidente della Coldiretti di Roma. I due vice, eletti sempre all’unanimità e voto palese, come il comitato esecutivo, sono Vincenzino Rota e Riccardo Milozzi, rispettivamente presidenti della Confagricoltura e della Cia di Roma.

Unità raggiunta, adesso tocca a loro tirare fuori dai cassetti i progetti esecutivi ed avviare la modernizzazione della nostra rete di approvvigionamento per i campi.

Un lavoro nel quale potranno contare ancora su Andrea Renna neo direttore generale (già direttore di Tevere Agro Romano e Pratica di Mare), alla sua prima esperienza nel campo dei consorzi di bonifica; sul direttore tecnico Sergio Pisarri e su quello amministrativo Paola Cavalletto.

La mission di Renna. era di far terminare il commissariamento. Il risultato è stato conseguito in quasi un anno e mezzo, realizzando un lungo e tortuoso percorso per il rinnovo. Trovando intese, disponibilità ed ascolto nelle organizzazioni agricole ma anche in Regione. Una liturgia avviata dai primi del mese di agosto scorso. Passo dopo passo. Gli stessi addetti ai lavori la consideravano una mission impossibile, impensabile in quel momento. E invece… anche i commissariamenti finiscono: magari fanno dei giri immensi.

La scelta di Sacchetti

Il presidente del nuovo consorzio di Bonifica Lazio Nord

Sacchetti, noto ed apprezzato imprenditore agricolo viterbese, è impegnato nella provincia romana per tutelare il reddito delle imprese agricole capitoline. È stato lui la scelta vincente. La strategia azzeccata. Il detonatore che ha fatto breccia per portamento, esperienza e capacità di ascolto.

Ha sottolineato subito l’importanza e la strategicità di lavorare nella massima sinergia con tutti i componenti del neo consiglio di amministrazione. In un concreto spirito di squadra con tutti gli oltre 100 dipendenti della struttura.

Confermato quindi anche Andrea Renna, che da giugno 2018 era stato nominato a dirigere l’Ente e che è anche direttore di Anbi Lazio , l’associazione regionale di rappresentanza dei consorzi di bonifica.

La sfida

Il neo presidente con Andrea Renna e Massimo Gargano

Più acqua per le imprese agricole per un maggior reddito e per tutelare occupazione e produzioni locali Made in Lazio. Garantite insieme alla massima sicurezza idrogeologica per tutto il territorio. Questa la sfida del terzo millennio affrontando gli scenari non più solo nell’emergenza ma con una nuova fase che metta al primo posto la prevenzione.

In gioco c’è la reputazione di un territorio che vuole somigliare sempre più ai consorzi che funzionano bene che progettano in modo esecutivo che periodicamente guadagnano gradino dopo gradino in termini di efficienza. Con la forza di un personale che nulla ha da invidiare a nessuno come ha chiosato Renna mentre leggeva oltre 55 slide che hanno raccontato i numeri cosa si è fatto ma soprattutto cosa si dovrà fare.

Un programma triennale e quinquennale. Anche su questo si dovrà lavorare. Da subito. Insieme . C’è una alleanza da continuare a scrivere: il patto per il suolo con Enti Pubblici, organizzazioni e non solo. Una consapevolezza in più. Un obiettivo alla portata.

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