Il premier Conte boccheggia nella trappola di Renzi e Di Maio

L’ultimatum “chi non si adegua è fuori dal Governo” è un segnale di estrema debolezza. Non ha un partito e non è mai stato eletto, per restare in sella ha bisogno di Nicola Zingaretti, Luigi Di Maio e Matteo Renzi. Stavolta Beppe Grillo non può salvarlo.

Chi non si adegua è fuori dal Governo”: forse il premier Giuseppe Conte confida nell’arrivo in maggioranza di alcuni “responsabili” provenienti dalle file di Forza Italia. O forse è sicuro che ancora una volta sarà Beppe Grillo a blindarlo. A meno di due mesi dal suo nuovo insediamento a Palazzo Chigi, Conte appare in una difficoltà enorme. Peggio di quando era stretto tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

Il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte

Cosa si aspettava il premier? Insomma, è l’unico politico italiano che ha guidato due maggioranze di segno politico opposto. Ha costretto il capo dei Cinque Stelle Luigi Di Maio a ingoiare il “rospone” dei ripetuti diktat di Grillo. Poi è arrivato Matteo Renzi, senza il quale la crisi non sarebbe mai finita in quel modo.

È proprio questo il punto che Giuseppe Conte fatica ad ammettere: senza Renzi si sarebbe andati alle urne, senza Renzi lui sarebbe tornato al ruolo di professore universitario, senza Renzi il Partito Democratico mai avrebbe scelto di varcare il fiume. Giuseppe Conte non ha un esercito, non ha un Partito, è semplicemente sostenuto da un asse formidabile: l’Ue, Mattarella, i mercati, Beppe Grillo, Confindustria e chi più ne ha più ne metta. Ma non ci sono i voti, non è mai stato eletto, non guida i Cinque Stelle, che pure gli hanno riservato un’accoglienza da star.

Luigi Di Maio

L’ultimatum alla maggioranza è un segno di debolezza enorme. Certamente adesso Luigi Di Maio e Matteo Renzi faranno finta di essersi spaventati e per qualche giorno torneranno nei ranghi. Apparentemente.

Ma tra una settimana ci saranno le elezioni in Umbria. Se il centrodestra trazione leghista dovesse vincere, come appare probabile, allora i contraccolpi per il governo giallorosso saranno forti e immediati. E se Giuseppe Conte vorrà davvero restare a Palazzo Chigi avrà bisogno di Nicola Zingaretti ma pure di Luigi Di Maio e soprattutto di Matteo Renzi. Starà sereno veramente?

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