CMD’A revoca le dimissioni ma nessuno gliel’ha chiesto (Conte della Selvotta)

I telegrammi del Conte della Selvotta sulla politica Cassinate. Ecco perché i sindaci di Mario Abbruzzese non sono andati a votare contro il Bilancio in Provincia. Il sindaco ritira le dimissioni che non aveva dato. E nessuno glielo ha chiesto.

Domenico Malatesta

Conte della Selvotta

Un ingente sciame di api invase il Foro di Cassino”. ANNO CCVIII a.C. Tito Livio Libro XXVII.

Cassino, 2018 d.C. Uno sciame di api invade l’Aula consiliare.

Montecassino, 2018 d.C. Uno sciame di api invade l’Albaneta.

 

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CMD’A: AVVISO AI NAVIGANTI

Il sindaco di Cassino, Carlo Maria D’Alessandro, ha superato indenne le prove tecniche delle dimissioni che aveva paventato alla sua maggioranza litigiosa. E dopo una lunga riflessione e meditazione all’ombra di un rigoglioso platano del parco Baden Powell risponde alle domande a raffica dei cronisti.

È qui che D’Alessandro sorprende tutti per la sicurezza nelle risposte e per i messaggi che manda ai ribelli dell’Aula che volevano mandarlo a casa anzitempo. Quindi l’avviso: ”Io sono il sindaco e tale rimarrò fino al termine del mandato, 2021. Nessuna dimissione. Comando io e i gruppi devono rispettare il mio ruolo. Tutti devono venire da me se hanno domande da fare. Sono aperto al dialogo per trovare le soluzioni giuste.”

Cosa lo abbia convinto, non è dato sapere. Nessuno è andato a supplicarlo di non dimettersi, nessuno ha compiuto o revocato atti per sollecitare un ripensamento del sindaco, non un gesto e nemmeno un messaggino. Insomma, anche questa volta, CMD’A ha fatto tutto da solo: si è minacciato le dimissioni e si è convinto che fosse arrivato il momento di ritirarle senza averle mai date.

Ora, risponde da politico, con esperienza biennale, alle situazioni del personale trasferito, della rigenerazione urbana, dei palazzinari e a tante altre domande.

Come il caso del consigliere Franco Evangelista. Sempre con risposte politiche lasciando spazio alle interpretazioni. CMD’A è apparso sicuro, rinfrancato e politicamente corretto.

 

IL PRESIDENTE D’AULA IN ANSIA

Sotto un altro platano fanno capannello il presidente d’aula Dino Secondino, il fratello barbuto e un avvocato che controlla a distanza il consigliere comunale nonchè vice presidente del Consorzio dei servizi sociali del cassinate Francesca Calvani. La quale riceve gli elogi, per la sua attività, dal presidente dell’ente di Piedimonte San Germano Edoardo Fabrizio e dal sindaco D’Alessandro.

Felice l’avvocato, nonché suo marito. L’ingegnere Secondino segue a distanza le mosse e le parole di CMD’A. Vorrebbe sapere se può convocare il consiglio comunale per approvare le modifiche alla legge regionale sulla Rigenerazione Urbana. Le risposte non sono incoraggianti. Perciò appare in ansia. E non si fa sentire nemmeno il presidente della Commissione Urbanistica. E la scadenza si avvicina. Né il sindaco e né il presidente d’aula hanno risposte esaustive sul caso contestato.

La Lega avverte. “Non abbiamo chiesto alcuna accelerazione sulla rigenerazione urbana. Anzi ci importa poco o niente. E se non si modifica la Lega non la voterà”. Un altro allarme.

A suscitarne altri è la risposta fornita dal sindaco sul caso che sta infiammando in questi giorni il dibattito sull’Urbanistica. A beneficiare delle variazioni che verranno introdotte con la Rigenerazione Urbana si sostiene che ci sia anche un edificio sulla Casilina Sud che un privato ha  fittato all’Inps per trasferire lì i suoi uffici. Alcuni consiglieri di maggioranza hanno detto no a quei benefici: temono possa esserci un intreccio di parentele in grado di ricondurre all’amministrazione quell’operazione urbanistica privata.

La risposta del sindaco, nonostante il dibattito di questi giorni, è «Non ero a conoscenza di questo trasferimento della sede Inps e né posso intervenire sulle decisioni di un ente pubblico nazionale. La società proprietaria dell’immobile ha chiesto al comune solamente alcune modifiche interne».

 

COSILAM: SFIDA FRA CENTRODESTRA E CENTROSINISTRA

Mario Abbruzzese lascia il parco Baden Powell dopo aver salutato il presidente Edoardo Fabrizio e prima dell’arrivo del sindaco.

All’uscita lo blocca l’antico cronista. “Non aspiro al Cosilam, è una invenzione giornalistica. Comunque è una sfida fra centrodestra e centrosinistra. E noi siamo avanti.”

Si riferisce anche alla Provincia e nega il suo interessamento al consorzio industriale. Una bugia? Però, testimoni dicono di averlo visto seduto nell’ufficio del presidente della Provincia Antonio Pompeo. Per tre giorni di seguito.

I maligni riferiscono: ”A te la Provincia, a me il Cosilam”. Ecco come si spiegano le assenze dei suoi sindaci, durante l’assemblea per l’approvazione del bilancio provinciale. (leggi qui Provincia, sì al Bilancio: prova di forza di Pompeo, il mistero di Abbruzzese)

Le stesse voci narranti dicono che M.A. sta telefonando ai sindaci di Forza Italia per accertarsi se abbiamo pagato il canone annuale al Cosilam per avere diritto al voto. Chi è moroso non può votare.

 

RUMORI D’AULA

Rumours dicono che Franco Evangelista è sempre sul piede di guerra. Incerto se rimanere in Forza Italia (magari con un altro capogruppo) o se emigrare in Fdi.

Incontri ravvicinati con la Lega anche del consigliere comunale Carmine Di Mambro. In vista un incarico importante. Di Mambro, però, temporeggia. Perché la Lega di Cassino è ancora incerta se rimanere in maggioranza o se passare all’opposizione o fare passi ancora più pesanti.

Tutto dipende dalla rigenerazione urbana e dalla videosorveglianza, un progetto che con il dissesto si allontana sempre di più.

La fronda anti-Chiusaroli si andrebbe esaurendo per gli interventi del sindaco e di M.A.

Fermo anche un altro minirimpasto. Fin quando la Lega non deciderà se far rientrare Carmelo Palombo con le stesse deleghe o con altre, a parte quella di vice sindaco che è intoccabile. Se dovesse accedere la Lega ha già minacciato di passare all’opposizione.

Nel frattempo si vorrebbe spacchettare la delega di Ambiente da quella di lavori pubblici. Nominando un tecnico esterno.

Per ora, però, rimane tutto congelato.

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