I dolori politici del giovane Cicconi

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

 

di Franco DUCATO
Conte del Piglio (ma non) in Purezza

 

 

In comune si sono affrettati a spiegare che l’assenza alla (solita) riunione di maggioranza lunedì sera era prevista. Dicono per impegni di lavoro pregressi, che non hanno permesso di presenziare all’omelia settimanale di don Faustino. Resta il fatto che la mancanza del gruppo di Rinascita Democratica lunedì sera ad Anagni è stata comunque notata. E non poteva non essere così, perché quella del gruppo di Roberto Cicconi è una storia tutta da raccontare. Proviamo a farlo insieme.

Primavera del 2014. La data delle comunali si avvicina, e Roberto Cicconi, figlio d’arte, decide di rompere gli indugi. Una coalizione di sinistra-sinistra, per raccogliere le istanze più progressiste della città e partecipare alla corsa elettorale. Il nome del listone, Rinascita Democratica, non è in effetti irresistibile (qualcuno fa notare la sfortunata coincidenza con l’omonimo piano della P2) ma, insomma, ci può stare. Addirittura, si tenta un abbraccio con La rete dei cittadini di Simone Ambrosetti (che dopo una notte di tormenti decide di mettersi con Fausto Bassetta), e poi si decide di andare da soli.

Campagna elettorale pauperista, nel segno del “siamo poveri e ce ne vantiamo”. Chiusura del tour in stile veterocomunista (famiglie al seguito, panini, birra etc.), impreziosita dal comizio finale alla presenza di Gennaro Migliore (e già questo avrebbe dovuto far capire qualcosa…).

Insomma, va come deve andare. Roberto Cicconi secondo classificato, a diverse lunghezze da re Fausto. E conseguente ingresso in consiglio tra le fila dell’opposizione, assieme al fido Giuseppe De Luca, stretti vicino ai destri Daniele Natalia, Roberto Versi e Alessio Fenicchia (Ambrosetti è ancora di là da venire).

E qui cominciano i guai. Già, perché in tanti discettano sul tono della sua opposizione. “Troppo blanda, troppo morbida. Si sente che non fa sul serio” dicono. E lui a rassicurare “ma no, ma cosa pensate”. Poi il colpo nazionale; Nazzareno Pilozzi che, da espressione ciociara del sinistrismo barricadero, si trasforma in (ennesimo) esponente renziano della provincia. E, coerentemente, tutto il gruppo di Rinascita passa armi e bagagli in maggioranza ad Anagni. Cicconi viene promosso direttamente in giunta, De Luca ed il neo consigliere Cesare Giacomi arrivano tra gli scranni del centro sinistra.

Tutto a posto? No, per niente. Tempo zero, e riprendono i mal di pancia. In maggioranza, giurano, da quel giorno, di aver sentito più volte De Luca bofonchiare “ma cosa ci sono entrato a fare in maggioranza? Qui si parla e non si decide mai niente. Se continua così me ne vado prima della fine della consiliatura, non mi va di legare la mia faccia a questa gente”. Giacomi, dal momento del suo ingresso in consiglio si è fatto notare più come veterinario che come consigliere. Idem dicasi per Cicconi.

E arriviamo all’oggi. Un’assenza sarà un caso, due forse, tre decisamente no.

Che il gruppo di Rinascita ci stia ripensando sull’appoggio alla giunta?

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