Conte, Renzi, Sergio e la giornata di ordinaria follia

Foto: Alessandra Serrano / Imagoeconomica

Conte scambiato per Renzi. Renzi che sembra un contras con un generale in ostaggio. Scarica il Conte bis ma apre al Ter. Il film rivisto al rallentatore di una giornata d'ordinaria follia

Franco Fiorito
Franco Fiorito

Ulisse della Politica

Questa è la breve storia di una passeggiata. Fisica ma forse anche metafisica. La strada che scende dal Quirinale verso palazzo Chigi si chiama via della Dataria, nel suo tratto iniziale, per poi divenire via dell’Umiltà.

La conosco bene perché da un grande portone ad arco sulla prima curva c’è l’ingresso di servizio del Quirinale. Palazzo della Panetteria per i romani. Lí entravamo con l’Iveco VM  scassato, partito dalla caserma di Pietralata, con gli altri Granatieri di Sardegna della Compagnia d’Onore, dove ho servito come militare di leva, per la guardia di rappresentanza al Quirinale.

Quirinale e Via della Dataria. (Foto: Bernardo Marchetti)

Che fatica la guardia. Terminati i turni, infilati nelle gelide garitte sul prestigioso ingresso principale del Quirinale, si dormiva in brandine di fortuna in uno scantinato. Se il tempo lo permetteva si faceva una piccola passeggiata su via della Dataria che è meravigliosa, perché quasi mai percorsa da auto e dolcemente silenziosa.

È chiamata così per la sede della Dataria Apostolica, una sorta di ufficio del bollo moderno che oggi ha forse vidimato un’altra data simbolica nella storia del Paese. Prima si chiamava Via di Monte Cavallo perché conduceva gli equini al Quirinale, in particolare alle scuderie oggi trasformate in splendido museo. Era una salita dura anche per i cavalli, metteva il fiatone.

Oggi è una delle strade simbolo della politica.

La via dei papaveri per Conte

La fanno tutti i papaveri della politica romana come passeggiata snob dopo essere usciti dagli incontri quirinalizi. Beandosi pubblicamente dell’incontro con la massima carica dello Stato. In attesa, verso la pianura, di incontrare qualche giornalista pronto a raccogliere indiscrezioni.

È una strada che si fa quasi sempre in discesa. Ti fai lasciare quatto quatto dal macchinone blu dal Presidente all’andata, poi come gesto finto popolare torni a piedi. In discesa. Promanando la tua personalità al popolo.

Solo in un caso vedi politici salire. Quando ci sono le nomine dei Ministri. Sbucano come formiche tutti i nominandi dalle viuzze vicine, addobbati in vestiti presunti eleganti, con dei sorrisi a trentasei denti pronti a giurare fedeltà alla patria e fanno quella salita nemmeno fossero provetti scalatori con una velocità e grazia inusitata.

Giuseppe Conte a piedi dopo il colloquio con il Capo dello Stato. Foto: Carlo Lannutti / Imagoeconomica

Oggi il caro Presidente Conte, depositato all’andata dal macchinone blu, uscito dall’incontro con Mattarella pensa bene di tornare a Palazzo Chigi camminando per la tranquilla discesa, fino a quando, incredibile a dirsi incontra decine di giornalisti, armati di tutto punto di telecamere e telefoni, pronti, in cerchio rapidamente formato, a ricevere il verbo.

Io, fuori per tutto il giorno, al ritorno a casa curioso mi affido ad un video del tg di La7, che si promette integrale, per ascoltare le parole del premier che, senza indugio, parte. Ma alla prima frase si sente un urlo fuori campo tanto disumano quanto accorato che scandisce “hai il due per cento… hai rotto i coglioniii…”.

Al che io penso ghignando. Toh uno che ha il coraggio di dirglielo in faccia. Notevole. Ed il contestatore prosegue “te lo dice un ragazzo disabile, nel 2015 hai fatto otto miliardi di debiti…”. Al che, come Fantozzi che trovava pane in tutti i cassetti della casa, acquistato dalla moglie fedifraga, venne a tutti un terribile sospetto. Subito fugato, perchè l’ultima frase è stata… Renzi vatteneee.

Renzi???

Giuseppi Conte e Matteo

Cioè ti prepari la passeggiata trionfale, Casalino mobilità cento testate mondiali, le incontri scendendo dall’alto come Mosè discese il Sinai e il primo che incontri ti contesta scambiandoti per Renzi? Non per uno qualsiasi. Per Renzi! In una giornata in cui scoprirai che proprio Renzi qualche ora dopo ti sta per impallinare.

Eliminato il miope contestatore però mi concentro su quello che dice ed una frase tra molte mi colpisce. “Sono pronto a fare un nuovo patto di legislatura con tutte le forze di maggioranza”. Che in politichese vuol dire: ho appena incontrato Mattarella, tutto ok, adesso diamo qualcosa in più a quel rompiballe di Renzi e vedrai che si sistema tutto.

Matteo Renzi (Foto: Alessandra Serrano / Imagoeconomica)

Se non fosse che poco dopo si presenta in conferenza, alla Camera dei Deputati, Renzi scortato dalle Ministre. Alla Camera dei Deputati, non per strada. Come a dire se casca il governo tu non sei nulla io resto qui, dentro l’istituzione perché eletto.

Ma appena lo vedi, coi capelli arruffati, la maschera a coprire il volto liberando solo gli occhi percorsi da venature di stress misto alla sensazione di stare per fare una cazzata, realizzi.

Sembra più un Contras che si presenta in tv a rivendicare il rapimento di un generale Sandinista che un membro della maggioranza di un governo. Capisci subito che qualcosa non va. E infatti bum. Ritira la delegazione dal governo. Crisi.

La crisi più pazza del mondo

Farfuglia lunghi minuti di dichiarazioni onnicomprensive che spaziano dal muoia Sansone e tutti i filistei al “non ho nessuna preclusione a rinominare Conte”. Per essere sicuro torno indietro e riascolto. Si lo ha fatto davvero, nella conferenza per far cadere il Conte bis contemporaneamente apre al suo Ter. Ma anche no.

E io che vorrei riavvolgere tutti i nastri e dire affettuosamente a tutti: “ragazzi così ci fate perdere i riferimenti”. Come disse Mario Brega a padre Alfio che non ricordava il nome di Gesù…e manco le basi del mestiere!”.

La celebre scena di Mario Brega nel film ‘Un Sacco Bello’

Perché se torni indietro di poco e pensi alle dichiarazioni soavi del Conte peripatetico (in senso etimologico) del pomeriggio, capisci che questi non si sono proprio parlati. Che si odiano visceralmente, tanto da non comunicare nemmeno personalmente.

Perché un premier che sa la posizione del suo avversario, ed ha appena parlato con la prima carica dello Stato, non si presenta a dire “rilanceremo un nuovo patto di governo” per essere smentito poco dopo. Ma è peggio ancora. Niente dialogo diretto, ma neanche quelli che nella prima repubblica si chiamavano i “pontieri”, le figure di seconda linea che tessono i discorsi, sondano il terreno, concordano prima degli incontri ufficiali. Niente dialogo, niente pontieri.

Provo profondo sconcerto.

Le reazioni dei Partiti

Con rinnovato spirito masochista però apro i lanci di agenzia per vedere le reazioni dei partiti.

I Cinque Stelle tutti, nessuno escluso, dichiarano: “Avanti con Conte”. Con precisione euclidea nemmeno fosse una velina del minculpop. Senza cambiare una virgola. Mi butto sul Pd ed è tutto un “Avanti con Conte”. Cribbio mi dico Casalino fa i comunicati pure al Pd?

Si distingue solo Franceschini che con slancio autonomistico come un sol uomo dichiara: “Chi attacca Conte attacca tutti”. Facendo scudo col proprio corpo al Premier. Che tradotto vuol dire: “se vi serve una figura alternativa per sostituirlo io sono pronto”. (Leggi qui I protagonisti del giorno. Top e Flop del 14 gennaio 2021).

Nicola Zingaretti

Cerco Nicola Zingaretti che, forse tardivamente sollecitato, verso le dieci di sera, con calma serafica dichiara letteralmente questo:“In questi mesi L’Italia ha potuto contare sul grande impegno di Giuseppe Conte e della squadra di Governo. Ora c’è un Paese da ricostruire. Avanti con Conte.” Che tu la rileggi e pensi ma che voleva dire. C’è un rapporto causa effetto tra la presenza di Conte e il fatto che adesso bisogna ricostruire il Paese?  Perché così a occhio confonde visto che Conte governa da qualche anno, e adesso nello specifico con lui.

Guardiamo a destra

Mi butto allora sul centrodestra in cerca di conforto. Antonio Tajani dice: “facciamo presto”. Che non capisci se vuole dire sbrigatevi a farci entrare al Governo o il contrario.

La Meloni: “ci appelliamo a Mattarella per una soluzione rapida”. Ma ero senza occhiali e mi sembra di leggere ci appelliamo a Mastella. Che lì per lì non mi sembrava nemmeno fuori luogo il mellifluo ricicciare dei responsabili. Ma le lenti mi correggono l’equivoco.

E poi il Capitano. Salvinone che tuona “elezioni, elezioni, elezioni”. Che così d’emblée mi ha ricordato quella caratterista che nel programma comico Avanzi, impersonando una giovane di estrema sinistra, intervistata dalla Dandini, alla domanda: “qual’è il vostro programma politico?” con accento verdoniano diceva “solidarietà, solidarietà, solidarietà”.

E poi incalzata alla domanda: “e qualcos’altro?” Alzava gli occhi al cielo per poi chiedere “...l’ho detta la solidarietà?”.

Sergio Mattarella
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Non me ne voglia nessuno ma di fronte a questo casino inumano il massimo dello sforzo della agguerrita opposizione è appellarsi a Mattarella?

Ah vero Mattarella. In serata autorevolmente ha tuonato: fate presto. Come quei nonni bonari che ingiungono ai nipoti che escono a giocare: “ragazzì non fate tardi”.

La sintesi della giornata

Si è conclusa così una giornata nella quale un Premier sfiduciato non si dimette, non torna al Quirinale, in salita, a rimettere il mandato. Non convoca il parlamento per relazionare e comunicare l’avvenuto.

Ma al termine della passeggiata, già offensivamente scambiato per Renzi, trova pure il tempo immortalato da telecamere e giornalisti, in una giornata così, di fare una deviazione a piazza di Spagna per fare foto tra la amata plebe. Solo che non si vede un italiano e finisce ad immortalarsi con ignari turisti cinesi. Sempre sorridente e positivo. In un atmosfera che ricorda Jimmy ballando di Paolo Conte.

E guardando i cinesi ti ricordi che tra le agenzie di oggi hanno comunicato che, dopo otto mesi senza morti per covid oggi di nuovo c’è stato un decesso. Uno. In un Paese di un miliardo di abitanti che a capodanno gozzovigliavano in piazza, senza mascherine, ascoltando il discorso, del loro di Premier, il quale annunciava che grazie agli affari d’oro fatti vendendo beni e dispositivi sanitari in tutto il mondo il pil del 2020 era stato record.

Giuseppe Conte

Guardi lo sfondo di piazza di Spagna e non vedi un italiano, quattro gatti orientali e spaesati intorno a Conte sibilano “cheese” mentre scattano foto. Una tristezza infinita. Ripiombi di colpo sulla realtà drammatica che viviamo in questi giorni. Tra disperazioni ed ansie che sarebbe anche troppo demagogico ribadire.

Realizzi allora con chiarezza unica che quella che hai appena vissuto tra appelli, schermaglie, dimissioni, invettive, esclusivamente incentrate sul tema delle poltrone e del potere, è stata solo una giornata di ordinaria follia. Come nemmeno Bukowski avrebbe potuto magistralmente descrivere e che, spesso, la realtà supera ogni immaginazione. Soprattutto in negativo.