Conte resta il più amato e la Meloni scalza Salvini

Foto © Livio Anticoli / Imagoeconomica

I clamorosi risultati del sondaggio Ipsos sul gradimento. Presidente del consiglio al 62%, poi il vuoto. Al secondo posto Roberto Speranza (37%). La leader di Fratelli d’Italia conferma il sorpasso sul Capitano leghista. Le implicazioni politiche di questi numeri.

Ci sono i fatti, le opinioni, le strategie e i retroscena. Poi però ci sono anche e i sondaggi, che comunque rappresentano un “termometro”. E allora si scopre che il Governo Conte bis continua a convincere gli italiani. Secondo la rilevazione dell’ultimo sondaggio Ipsos, il gradimento nei confronti dell’esecutivo è stabile al 60% rispetto alla precedente rilevazione. Giuseppe Conte resta il leader più apprezzato dagli italiani, con un gradimento del 62% degli intervistati, anche se con una variazione negativa di due punti. E si conferma anche il trend di Giorgia Meloni: più gradita del Capitano della Lega.

Conte in pole, Meloni avanti

Giuseppe Conte

Il presidente del Consiglio rimane in testa, con diversi punti di distacco da tutti gli altri. In seconda posizione si piazza il ministro della Salute Roberto Speranza, con il 37% del gradimento (-1%).

A seguire, cresce il consenso di Giorgia Meloni che, con il 36%, conferma il sorpasso al leader del Carroccio Matteo Salvini (31%) e si piazza al primo posto fra i capi di partito del centrodestra. Recupera terreno Silvio Berlusconi, che cresce di un punto percentuale e si assesta intorno al 24% di gradimento.

Quasi a pari merito l’ex capo-politico del M5S Luigi Di Maio, fermo al 26%, e il segretario del Pd Nicola Zingaretti che perde due punti e si ferma al 25%. Continua a scendere, invece, il consenso del senatore Matteo Renzi, leader di Italia Viva, che scende a 12% perdendo due punti percentuali. Il gradimento è una cosa diversa dalla percentuale della quale vengono accreditati i partiti. E’ più un “sentimento”.

Partiti appesi alle Regionali

Giuseppe Conte mantiene un risultato importante, che naturalmente cercherà di far “pesare” quando, dopo l’election day, il Governo e la maggioranza balleranno non poco. E’ questo il motivo per il quale ha detto che a suo giudizio il Governo deve restare in carica qualunque sia il risultato elettorale.

Saranno le Regionali a determinare le reazioni e le strategie dei vari partiti. Se il Pd dovesse perdere Puglia e Marche per via delle candidature alternative di Cinque Stelle e Italia Viva (alleati di governo), sarebbe complicato evitare una resa dei conti.

Nicola Zingaretti

Se poi all’elenco dovesse aggiungersi pure la Toscana, allora la resa dei conti investirebbe anche la segreteria di Nicola Zingaretti. (Leggi qui Zingaretti sotto attacco, Bettini rilancia la sfida ai “ribelli”).

Il gradimento al 62% tiene Conte al di fuori del confronto durissimo che ci sarà tra Democrat e pentastellati. Almeno fino ad un certo punto. Non lo mette al riparo da possibili scenari di crisi, ma lo colloca su un piano diverso. Nel centrodestra, invece, Giorgia Meloni continua la scalata.

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