L’Orlando Mario Furioso: «Qui non funziona niente!»

Domenico Malatesta

Conte della Selvotta

Domenico Malatesta

 

di Domenico Malatesta
Conte della Selvotta

 

 

Venerdi 13 gennaio 2017 il commander in chief si aggirava piuttosto furioso lungo il corridoio del secondo piano del municipio di Cassino. Un corridoio impreziosito dai marmi del brand Zola ma anche dalle statuine marmoree fatte installare dalla dottoressa Stefania Di Russo durante il suo assessorato dell’era petrarconiana. Sembra passata un’epoca ed invece sono appena sette mesi per un suicidio collettivo. Se l’ex si fosse affidato ad uno stratega politico come il commander ora sarebbe ancora al comando della nave.

Venerdi 13 gennaio ricorreva la festa di Sant’ Ilario di Poitiers, Vescovo e dottore della Chiesa. Nacque Ilario a Poitiers, in seno al paganesimo, da una delle più illustri famiglie di Francia. Ecco come avvenne la sua conversione. Si pose un giorno a leggere la Sacra Bibbia, e giunto alle parole: «Ego sum qui sum: Io sono Colui che sono», ne fu fortemente impressionato. Il commander al secolo Mario Abbruzzese si dice che di notte legga le lettere dei dottori della chiesa e gli sarebbe rimasta impressa la frase “Io sono Colui che sono”. ossia il comandante della nave della politica nostrana.

In provincia molte cose non funzionano e così anche al comune di Cassino. E da anni nessun sindaco è riuscito a raddrizzare la barca nonostante gli annunci roboanti in campagna elettorale. Da mesi lo ripete come un mantra Benedetto Leone definito , a ore, sindaco, vice sindaco, assessore, capo di gabinetto, capo staff, tuttologo. Ed altro. Tanto da far arrabbiare i consiglieri seniores:”Fermate il leone”.

E tra le cose che hanno fatto inviperire il capo è stato lo sfacelo al settore Tributi che ha inviato a ignari cittadini circa 8 mila lettere di sollecito dei canoni idrici. E quasi tutti avevano pagato tanto da creare il caos e la sfiducia verso il Comune e chi lo guida. Sotto accusa il funzionario che da anni fa il bello e il cattivo tempo senza che venga ammonito. Ci ha pensato, però, il Leone assessore che in preda a furia iconoclasta ha tuonato:”Sono sospese le nomine per le posizioni organizzative e relativi incentivi” (da 7 a 15 mila euro annui). (Leggi qui il precedente su Alessioporcu.it)

E l’Orlando Furioso nostrano, al secolo Mario Abbruzzese (e il nobile poeta Ludovico Ariosto riposi in pace), andava ripetendo lungo il corridoio, accompagnato da una bionda ed elegante signorina, frasi irose del tipo “Qui non funziona niente, non funziona un ca…volo, dove stanno i cosiddetti funzionari e dirigenti. Bisogna mandarli via. Serve gente che sa mettere in rete i computer. Siamo all’anno zero.”. Uno sfogo. Ma per sfortuna del commander, appostato dietro una delle tende o mimetizzato tra i personaggi nei quadri, c’era l’onnipresente Domenico Tortolano, cronista da epoche remote, non estimatore del Conbte, ed al quale va il nostro deferente saluto.

Intento a passeggiare sui marmi Zola del corridoio, in attesa paziente del probabile passaggio del sindaco o di qualche assessore in vena di confessioni. Al bicentenario giornalista già dell’Ansa e da sempre al Messaggero, non è parso vero annotare quelle frasi tra i suoi appunti. A vantaggio della memoria le ha scolpite nel suo computer. Da dove poi qualcuno ha sbirciato e ne ha riferito al Conte.

Venerdi 13 l’antico cronista aveva preferito disertare la visita di Macchitella all’ospedale. «Oibò, sarà indisposto: mali di stagione?» si sono domandati i giovani colleghi. «Scaramantico» azzardava una giovane assistente. Nulla di tutto ciò. Il Conte, che ammira il signor Cronista ben più di quanto egli ci apprezzi, può dire che l’assenza sia dovuta ad una sola ragione: è stufo di sentire ripetere da anni sempre le stesse cose: arriveranno medici e infermieri e apparecchiature e poi non arriva nulla. Molto furbescamente, il professor Tortolano si è appostato a pescare in municipio proprio mentre i giovani colleghi se ne stavano in ospedale a vedere la solita passerella mediatica. Passeggiando per la promenade comunale, l’Antico ha ribadito a se stesso: “Da soli si pesca meglio“. E infatti ha fatto centro ancora una volta, sorprendendo Mario Abbruzzese nel pieno della sua sfuriata.

Dicono le note trafugate che il nostro assiduo lettore, ossia Mario A., era infuriato anche per i tradimenti elettorali accaduti in diversi comuni. Sono mancati voti ai candidati di Forza Italia con la perdita del quinto consigliere. Il tradimento si è consumato anche al comune di Cassino. La rappresaglia di Mario, da chef esperto, sarà consumata con eleganza e senza fretta. Da San Giorgio a Liri a Cassino passando per Sora fino a Frosinone, Alatri e fin sopra.

Deve vendicare il fedelissimo Pasquale Ciacciarelli al quale questo inizio del 2017 è stato funesto. In un sol colpo ha perso due stipendi (qualcosa come duemila euro, la presidenza del Consorzio di Bonifica di Cassino e l’assessorato al suo Comune, San Giorgio a Liri, per l’ira funesta di un altro furioso come Modesto Della Rosa). A Cassino deciderà lui quando “avvicendare” (un termine elegante che tradotto significa cacciare) gli assessori “scaduti”. E ce ne sono un paio. Non avrebbero tifato per la candidata forzista Rossella Chiusaroli. Ed anche un consigliere comunale è sotto osservazione per lo “sgarro”. Un senior non poteva votare per una junior! Questa la giustificazione.

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