Sorrisi ghiacciati e coltellate alla festa con Abbruzzese

Domenico Malatesta

Conte della Selvotta

Domenico Malatesta

 

di Domenico Malatesta
Conte della Selvotta

 

Sembrava la festa di Forza Italia ed invece era una festa paesana con i giocolieri e i mangiafuoco. L’occasione: l’apertura della pista di ghiaccio e i mercatini di Natale in piazza Labriola a Cassino davanti all’austero Palazzo di Giustizia con i tigli mozzati della chioma per far vedere meglio alle telecamere di sorveglianza.

Il più festante e sorridente, come non mai, era Mario Abbruzzese circondato da giovani forzisti, assessori e consiglieri comunali, e dal sindaco Carlo Maria D’Alessandro. Mancava solo il coordinatore provinciale Pasquale Ciacciarelli, impegnato in diretta tv ad ufficializzare il divorzio politico in Provincia con il suo omologo Pd.

Sembrava un raduno improvvisato. E Mario, in attesa dei giocolieri, scambiava pareri e ringraziamenti con tutti. E nel frattempo dava “ordini”. All’architetto Giancarlo Antonelli, promosso capo dei tecnici comunali, e all’avvocato Massimo Di Sotto, il legale che ha consigliato i ricorsi contro Acea e Petrarcone. E ad altri sotto lo sguardo attento del capo staff del sindaco, Gioacchino Ferdinandi.

Tra una disposizione e l’altra, Mario cercava di capire e di interpretare eventuali dissensi. E ce ne sono in maggioranza, tra i consiglieri della coalizione variegata ma anche nella altrettanto eterogenea giunta. Vedi il non integrato Tullio Di Zazzo. Tutti felici anche per il successo del No. L’unico a non sorridere era Pasquale Ciacciarelli, reduce dall’esibizione televisiva.

Il motivo presto spiegato. Il nostro lettore, purtroppo per lui, non mangerà il panettone a Natale. O comunque non lo mangerà nell’ufficio del potentissimo Valle del Liri che Mario gli ha lasciato in eredità. Perché Nicola Zingaretti sta per mandare i tre commissari che rileveranno fra una settimana i tre presidenti dei consorzi di bonifica di Cassino, Sora e Anagni. Lo rivela lo stesso Pasquale al cronista anziano del Messaggero Domenico Tortolano (dal 1963 occupa il seggio, simbolicamente, nel palazzo e riservatamente ha riferito ad alcuni amici che le cronache del Conte iniziano ad infastidirlo: suvvia professore, entrambi siamo sopravvissuti a noi stessi ed ai nostri capiservizio; Lei un po’ di gloria l’ha meritata e noi gliela riconosciamo).

In realtà, non lo ha rivelato. Il fatto è che Domenico Tortolano ormai viaggia nel tempo. Si è letteralmente materializzato nel bel mezzo di un fitto colloquio tra Pasquale e Mario. Che lo consolava: «Che importa, Pasquale è e rimarrà il coordinatore provinciale di Forza Italia!».

Mario è gongolante perché il 2016 è stato ricco di successi per lui anche se incombono le minacce di uscire da Provincia, Saf, Asi e Cosilam. «Ma che importa», dice. E Pasquale di rimando: «Dopo gli anni bui e rumorosi ora Mario viaggia a tutto gas». Perché si aprono per lui tre porte dorate dopo il No. Può scegliere tra la ricandidatura alla Pisana o gli scranni dorati di Montecitorio oppure di Palazzo Madama. Ma servono i voti. La macchina elettorale di Mario è già pronta. Il Pd pensa di avergli disarmato le rampe di lancio, smantellando i consorzi di bonifica. Ma Mario, che ne sa una più del diavolo, anzi qualcuno sospetta che le scrivessero insieme, si è costruito una nuova base di lancio elettorale. E’ il Comune di Cassino dove tutto è sotto controllo, dai dirigenti a consiglieri e assessori.

Ma deve fare i conti con quale fisiologico problema interno. Avanza, tra l’invidia di colleghi meno parlanti, l’assessore Benedetto Leone (vedere precedente :Fermate il leone, con la elle minuscola) che qualche giorno fa è salito in cattedra a spiegare al suo personale come connettere nella rete informatica la macchina amministrativa. Attualmente non digitalizzata, con un consumo eccessivo di carta. E durante la festa apprende anche che nel Pd provinciale la maretta aumenta e aumenta il dissidio tra Cassino e Frosinone tanto che Alessandro D’Ambrosio sarebbe intenzionato a votare scheda bianca. E Mario gongola ancora di più.

Dalla sua imponenza serafica Carlo Maria osserva i gruppetti e sorride e intanto controlla l’anziano cronista che man mano “interroga” i presenti alla ricerca di notizie piccanti sulla sua amministrazione. Perché giovedi prossimo ci sarà una nuova seduta consiliare che si preannuncia “rumorosa” per le sette interrogazioni del dissidente Sebastianelli.

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