Conti segretario Pd: l’unità è solo un miraggio

Nel congresso cittadino del Partito democratico la montagna ha partorito il topolino. L'obiettivo vero era l'unità, che resta una sconosciuta: presentata un'unica lista, non unitaria. Il segretario provinciale Fantini non demorde: vuole la sintesi

Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

Il Pd Ceccano non è più commissariato: l’ex capogruppo consiliare Giulio Conti è stato eletto Segretario del circolo cittadino. Ma la montagna, dopo nove mesi di gestazione, ha partorito un topolino. Non è stato raggiunto il grande obiettivo prefissato: l’unità.

Non è stata presentata una lista unitaria bensì un’unica lista: quella “Per Ceccano”. Che è stata votata da ventotto iscritti, sodali di Mister Tesseramento: passato dalle stalle alle stelle. Ovvero dall’esclusione dall’ultima lista elettorale all’investitura come leader. (Leggi qui Giulio Conti 2: la vendetta è un piatto che si serve freddo).

All’ex cinema in onda il congresso Pd

Il Congresso Pd a Ceccano

Il Congresso cittadino si è svolto nel tardo pomeriggio di ieri presso l’ex Cinema Italia di via Borgo Garibaldi: una location che ha garantito il pieno rispetto della normativa anti Covid.

Hanno presenziato quattro big: il segretario provinciale Luca Fantini, commissario del circolo dallo scorso 31 ottobre; il capogruppo consiliare di Frosinone Angelo Pizzutelli, subcommissario dal seguente 12 gennaio; la presidente provinciale Stefania Martini e l’ospite d’eccezione Giuseppina Bonaviri, membro dell’Assemblea nazionale del Partito Democratico.

Hanno spronato tutti a ricostruire prima il Partito e poi la Stalingrado ciociara, ormai roccaforte dei Patrioti di centrodestra. Dove il Pd non è nemmeno rappresentato in Consiglio comunale. Ed è proprio la mancata conquista di un seggio alle Elezioni 2020 che ha fatto scattare il commissariamento: disposto dalla Direzione regionale su proposta del segretario Bruno Astorre. (Leggi qui Da Stalingrado ciociara a roccaforte di patrioti e anche qui Fantini chiama Pizzutelli a ricostruire “Stalingrado”).

Divisione, incoerenza, indifferenza

Il gruppo dirigente

Sia chiaro: il subcommissario Angelo Pizzutelli ha fatto il suo e il Segretario provinciale Luca Fantini non ha fatto mancare la sua vicinanza. Ma la voglia di ridare il prima possibile autonomia al congelato Pd Ceccano ha prevalso su tutto. Il Congresso non doveva essere di certo un punto di arrivo bensì di partenza. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, è ancora notte fonda.

C’è chi ha preso parte alla sagra dell’incoerenza e chi ha fatto buon viso a cattivo gioco. Ma anche chi non se l’è proprio sentita. Della bacchetta magica, d’altronde, non è ancora dotata la federazione provinciale. (Leggi AAA cercasi bacchetta magica per il Pd: no perditempo e anche qui Fantini mette in quarantena il Pd Ceccano: deve trovare la cura).

Dove sta l’incoerenza? Nella nuova dirigenza del Pd Ceccano. La presidenza, innanzitutto, è stata affidata al segretario dimissionario Davide Di Stefano. Che, nel giro di un anno e mezzo, ha partecipato a due grandi congiure. Prima ha contribuito a defenestrare il predecessore Emanuela Piroli assieme, tra gli altri,all’allora capogruppo consiliare Giulio Conti. Poi è stato pienamente d’accordo con gli altri nell’estromettere quest’ultimo dalla lista Democratici per Ceccano: la civica democrat presentata alle ultime Amministrative di Ceccano. (Leggi qui La caduta di Ceccano: via Piroli, nominato commissario Luca Giorgi e anche qui Anatomia di una crisi: il centrosinistra a Ceccano).

Un direttivo sorprendente per Ceccano

Davide Di Stefano

Ora Di Stefano è nuovamente al fianco di Conti e viceversa: come se niente fosse. E nella lista del neo direttivo non possono non passare altrettanto inosservati quattro nomi: Adriano Masi, Mario Spinelli, Diego Protani e Antonio Nalli.

Masi è tra i 25 che fecero fuori la Piroli, salvo poi candidarsi alle scorse comunali a sostegno della sua candidatura a sindaca: nella lista Cives, proprio quella direttamente collegata all’ex segretaria “troppo di sinistra”. Spinelli, già consigliere di maggioranza nell’amministrazione 2012-2014 guidata dall’allora sindaca Psi Manuela Maliziola, è sceso in campo nel 2020 a supporto del candidato sindaco Marco Corsi.

Protani, scrittore-giornalista che preferisce gli ambienti dem romani ed è devoto al Papa Nero Goffredo Bettini, non viene certamente ricordato per parole lusinghiere nei confronti dei grandi vecchi del Pd locale. Nalli, blogger fabraterno, è passato dall’avversione contro le amministrazioni di centrosinistra a quella contro il centrodestra al potere: ora è diventato dirigente del Pd Ceccano.  

Il gioco delle correnti

Una riunione pre-elettorale dei Democratici per Ceccano

Chi ha fatto buon viso a cattivo gioco? L’ex amministratore comunale Pietro Masi, tra i fautori della lista Democratici per Ceccano, e la più votata tra i Dem: Katia Liburdi. Presenti al congresso assieme a Davide Cerroni, figlio dell’ex sindaco Maurizio. Ma quest’ultimo ha disertato al pari di Elisa Tiberia.

Il duo Cerroni e Tiberia è la coppia che, in segno di protesta contro il sostegno del Pd al candidato sindaco destrorso Marco Corsi, ha fatto mancare il suo apporto alle scorse elezioni alla civica del Pd.

Malgrado siano, come del resto Di Stefano, di Pensare Democratico. Ossia la corrente maggioritaria provinciale del Pd, quella di Francesco De Angelis, Mauro Buschini e Sara Battisti: che ha preferito supportare Corsi anziché la Piroli alle Amministrative 2020.

Né pro né contro Conti

Giulio Conti e Antonio Pompeo

Ora gli scettici – chiamiamoli così – non hanno né abbracciato né contrastato la lista “Per Ceccano” del neo segretario Giulio Conti: che è di Base Riformista, l’ala minoritaria capeggiata dal presidente della Provincia Antonio Pompeo.

Che a Corsi avrebbe preferito di gran lunga l’attuale leader del coordinamento di centrosinistra “Il Coraggio di cambiare”, ormai pronto all’allargamento in una Casa Comune. (Leggi qui Ceccano, nasce ‘Casa Comune’. Il Pd? Cerca monolocale per single).

L’unico Dem presente all’inaugurazione della Casa Comune? Proprio Giulio Conti. Chi c’era ieri al congresso democrat? Il consigliere comunale Andrea Querqui, Mister Preferenze – l’uomo più votato di tutti alle Elezioni 2020 – eletto nella lista Cives e, assieme alla Piroli, nel gruppo consiliare di opposizione che dà il nome al coordinamento di centrosinistra. Potrebbe essere lui l’anello di congiunzione tra il nuovo Pd e la Casa Comune.

Fantini: «A Ceccano ora serve una sintesi»

«Bisogna favorire un processo unitario e un processo di sintesi – ha ribadito, nell’occasione, il segretario provinciale Fantini dopo aver ringraziato Pizzutelli per l’egregio lavoro da subcommissario – perché noi siamo un grande Partito all’interno del quale convivono tante sensibilità. Qualcuno le chiama correnti, qualcuno componenti. Ma noi dobbiamo fare in modo che queste anime convivano nel Partito democratico in maniera costruttiva».

Luca Fantini

Come? «Il loro apporto non sia uno scontro ma un confronto quotidiano sulla linea politica e sulla linea programmatica – ha dettato la linea lo stesso Fantini -. Per favorire questo noi abbiamo convocato nell’ultimo mese e mezzo sei riunioni del Pd Ceccano. Perché credevamo e continuiamo a credere che l’unica possibilità che il Partito ha per essere forte e autorevole, candidarsi alla guida delle nostre città per vincere e governare bene, è costruire prima la sintesi al suo interno».

Non una sintesi sulla carta però. «Deve essere reale, basata su idee e contenuti – ha detto a riguardo il segretario -. Se su alcuni temi la si possa pensare diversamente è la vera ricchezza del Partito Democratico. Perché, se tutti pensassimo la stessa cosa, saremmo la Lega di Salvini. Sta a noi, però, favorire e far vivere il dibattito. Altrimenti non si fa il bene di nessuno. Quando diciamo che Ceccano è una città strategica per questa provincia non è una frase fatta. Perché quando si perde qui, perde tutto il Partito Democratico della provincia di Frosinone».  

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