Contrordine compagni, Berlusconi non fa più il nuovo Partito

Silvio Berlusconi annuncia alle agenzie il suo dietrofront. Rimangiandosi le notizie delle settimane scorse. Il sospetto che i sondaggi abbiano bocciato il nome L'Altra Italia: troppo simile all'attuale Forza Italia

Contrordine compagni, il nome non tira ed i sondaggi lanciati nelle ultime 48 ore dicono che è troppo simile a quello attuale. Ma l’operazione rimane. Anche se l’orizzonte di Forza Italia rimane l’Altra Italia.

Ad annunciare il cambio di strategia è stato lo stesso Silvio Berlusconi, a poche ore di distanza dall’iniziativa del suo numero 2  Antonio Tajani a Frosinone. (leggi qui L’Altra Italia di Tajani: «Ci apriamo ai civici, parteciperanno ai nostri congressi. Lega? È con la sinistra»)

Il nuovo Partito non si fa

L’Altra Italia «non è il nome di un progetto politico nè tantomeno di un nuovo Partito. È la descrizione di una vasta area sociale e culturale che esiste nel Paese, ed è molto più grande di quanto appare: sono gli italiani seri, laboriosi, moderati, di buon senso, che vorrebbero dalla politica risposte concrete e non slogan o improvvisazioni. A quest’area politica, che oggi spesso non vota o disperde il suo voto, Forza Italia vuole dare voce e rappresentanza». Lo ha annunciato nella tarda mattinata Silvio Berlusconi.

In questa prospettiva – assicura il Cav, presidente di Fi – stiamo lavorando al rilancio e al rafforzamento del nostro Movimento, introducendo significative novità nel senso della partecipazione, della democrazia dal basso, della valorizzazione delle competenze».

Equivoci e fraintendimenti

Con una lunga nota Berlusconi vuole mettere a tacere le voci di un nuovo progetto politico ‘Altra Italia’, alternativo a Fi e scrive: ‘«Leggo da alcuni giorni su alcuni quotidiani, ‘Libero’ in particolare, una serie di notizie su Forza Italia che possono determinare equivoci e fraintendimenti sulle nostre prospettive politiche. Ritengo quindi necessario qualche chiarimento».

Silvio Berlusconi fissa in tre punti.

Il primo: «L’altra Italia non è il nome di un progetto politico nè tantomeno di un nuovo Partito», ma «la descrizione di una vasta area sociale e culturale che esiste nel Paese, ed è molto più grande di quanto appare: sono gli italiani seri, laboriosi, moderati, di buon senso, che vorrebbero dalla politica risposte concrete e non slogan o improvvisazioni».

«A quest’area politica, che oggi spesso non vota o disperde il suo voto – rimarca l’ex premier – Forza Italia vuole dare voce e rappresentanza. In questa prospettiva stiamo lavorando al rilancio e al rafforzamento del nostro Movimento, introducendo significative novità nel senso della partecipazione, della democrazia dal basso, della valorizzazione delle competenze».

In secondo luogo Berlusconi precisa che Fi «gode di ottima salute», escludendo ‘fughe’ verso altri lidi, la Lega in particolare: ‘«Nessun abbandono significativo è in atto».

In terzo luogo, il presidente di Fi assicura che la stella polare resta il centrodestra ed esclude ‘inciuci’ con Matteo Renzi augurandosi ”piuttosto”, al più presto la fine del governo gialloverde: ‘«Ogni altra prospettiva, e in particolare gli accordi con il Pd, sono ovviamente esclusi, perchè contraddirebbero la nostra storia e i nostri valori».

In realtà una retromarcia

In realtà è una retromarcia. Decisa dopo avere analizzato i sondaggi, scattati all’inizio della settimana con la convention di Antonio tajani a Milano in cui aveva iniziato a far filtrare i caratteri de L’Altra Italia.

Era stato lo stesso berlusconi ad annunciare il progetto l’undici giugno scorso. La testa di famiglia Il Giornale titolava

Berlusconi: ecco “l’Altra Italia”. “Un vice e una Consulta per Fi”

Il Cavaliere annuncia la riorganizzazione del partito. L’obiettivo: selezionare la classe dirigente azzurra.

Il 23 luglio successivo, il quotidiano economico Italia Oggi titolava

L’Altra Italia, l’idea pazza di Berlusconi

Silvio Berlusconi va precisando i contorni della sua «idea pazza». Specie negli incontri con i propri (residui) parlamentari si consolida la denominazione L’Altra Italia. Non dovrebbe consistere nel listone unico voluto dall’italicum

Il 26 luglio alle 17:26 l’agenzia di stampa nazionale Ansa lanciava la notizia

Berlusconi lancia l’altra Italia

Politica ricomincerà a correre,spero Lega se ne renda conto

Lo stesso giorno anche il quotidiano Il Foglio, nell’edizione on line specificava

L’eterno ritorno di Berlusconi pronto a lanciare “l’altra Italia”

Il leader di Forza Italia chiede a Salvini di bloccare il dl dignità e attacca: “La bolla di consenso che accompagna i partiti di governo si sgonfierà e la politica ricomincerà a contare e a farsi valere” 

Ora il dietrofront. Repentino. Deciso al mattino: poco dopo l’orario in cui i suoi guru gli recapitano i sondaggi.

Contrordine compagni, annunciava un tempo l’Unità per avvertire gli iscritti al Pc di clamorose giravolte politiche.

Ora vale anche per quelli di Forza Italia.