Pd, Zingaretti e Renzi sono pari: ora inizia la vera sfida per diventare Segretario

Slitta l'ufficializzazione dei risultati delle Convenzioni. Ma ci sono numeri incontrovertibili: Zingaretti è primo. È pari con i renziani. Che ora potrebbero unirsi. La sfida è alle Primarie del 3 marzo. Al nuovo segretario non basta un 50% risicato: occorre una legittimazione piena e ampia. Per riformare il Pd.

I dati ufficiali non ci sono. Non arriveranno nemmeno nella notte. La Commissione Nazionale per il Congresso del Pd è al lavoro. Dovrà sbrogliare diverse matasse prime di poter annunciare il risultato definitivo delle Convenzioni: il voto riservato ai tesserati, con cui decidere i 3 candidati da mandare alle Primarie. Lì dove a marzo si eleggerà il Segretario nazionale.

Una cosa è chiara: Nicola Zingaretti ha vinto. Quasi dappertutto. La Commissione ora sta verificando se abbia vinto con il 49% oppure il 47%. I punti di vantaggio su Maurizio Martina sono 12 nel primo caso (dieci nel secondo). Il terzo sfidante sarà Roberto Giachetti che è arrivato vicino al 13%.

Non è una vittoria

Non è una vittoria. Perché le Convenzioni servono a scremare il numero dei candidati e ridurlo a 3. Non è vero, come sostiene qualcuno, che “Se Zingaretti avesse superato il 50% delle preferenze, si sarebbe potuto non fare le primarie nazionali”.

Balle. La vera sfida ora è quella del 3 marzo. Quel giorno potranno votare anche i non iscritti, è ammesso pure chi non intende iscriversi al Pd né ora né mai: i movimenti, i gruppi di opinione. Negli Usa è normale che i movimenti (ad esempio chi è contro la lobby delle armi) vadano alle primarie con cui si individuano i candidati Democratici e diano il loro contributo a favore di quello ritenuto più vicino, anche se non aderiranno mai al Partito.

È lì che chi supera il 50% diventa segretario. Se nessuno ci riesce la parola passerà all’Assemblea Nazionale. Nella quale i renziano oggi si sono affrettati a dire che hanno la maggioranza perché sommando i voti di Martina e Giachetti sono più di quelli di Zingaretti.

Sarebbe una sconfitta per tutti non arrivare al 50% alle primarie o superarlo di poco: il nuovo segretario nazionale Dem ha bisogno di una legittimazione piena, totale, ampia.

Il dato tra le cifre

Tra le cifre però è possibile leggere qualche dato. Il primo è che Zingaretti ha ribaltato il pronostico che lo vedeva sfavorito nelle Sezioni, tutte o quasi di marca renziana.

Il secondo è che il Governatore ha portato a votare per lui circa 80mila persone. Qualcuno per sminuire il risultato ha detto che “Zingaretti ha solo pareggiato il dato ottenuto da Orlando nel 2017 quando Renzi prese 175mila voti”. Dimenticano che quello era il Pd del 40% mentre quello di oggi è al 18% . Confermare il dato di due anni fa è come dire che il Partito è ancora a quel dato ormai irraggiungibile.

La realtà è che un vincitore ora non c’è. Perché per rigenerare il Pd non basta il 50% risicato. L’altra realtà è che Zingaretti ed i renziani sono alla pari: l’area dell’ex segretario si è frammentata mettendo in campo due candidati: il sospetto fin dal primo momento è che si siano divisi alle Convenzioni per unirsi alle Primarie.

Le parole d’ordine tra i zingarettiani sono ‘pancia a terra‘ e ‘niente polemiche‘. (leggi qui Niente polemiche, siamo il nuovo Pd: Zingaretti disinnesca la guerra di cifre)

Veneto, Martina sul filo di lana

In Veneto il Partito Democratico ha portato alle urne 7.400 iscritti. Ha vinto d’un soffio Maurizio Martina con un 39,66% di preferenze appena lo 0,33% in più di Nicola Zingaretti che si ferma al 39,33%. Roberto Giachetti è all’11% mentre Francesco Boccia ha registrato l’8,66%. Sotto l’1% gli altri.

Il segretario regionale del Veneto Alessandro Bisato mette in evidenza «l’ampia partecipazione registrata in queste settimane in tutte le province: marca un’inversione di tendenza. Gli iscritti al Pd confermano il desiderio di concorrere attivamente non solo a determinare i quadri dirigenti del partito ma anche a influenzarne la linea politica».


Emilia Romagna, Zingaretti oltre la metà

In Emilia-Romagna il governatore del Lazio Nicola Zingaretti è oltre il 50% delle preferenze nei circoli Dem.

La Commissione Regionale per il Congresso ha vidimato l’esito delle 562 assemblee di Circolo che si sono svolte in regione. Gli iscritti al Pd in Emilia-Romagna che sono andati nelle Sezioni per votare sono stati 16.830.

Nicola Zingaretti ha ricevuto 8.697 voti (52,17%). Maurizio Martina ha ottenuto 5.407 preferenze (32,43%). Roberto Giachetti riporta 2.139 voti (12,83%). Gli altri candidati hanno ottenuto più o meno l’uno per cento ciascuno.

Basilicata, Martina avanti

In Basilicata sono stati 4.400 gli iscritti al Pd che sono andati a votare per le Convenzioni con ci selezionare i tre candidati da mandare alle Primarie di marzo.

Ad annunciare i risultati è stato il segretario regionale, Mario Polese. Maurizio Martina ha ottenuto “una percentuale totale superiore al 50%. Al secondo posto Nicola Zingaretti con il 38%”.

Nel comunicato diffuso dai dem lucani si evidenzia il risultato di Martina in provincia di Potenza, dove ottiene il 60,5% che rappresenta uno dei migliori risultati d’Italia.

Calabria, tutti con Nicola

La Calabria volta le spalle a Matteo Renzi e si schiera con Nicola Zingaretti. Il Governatore del Lazio vince in tutte le Federazioni provinciali e supera il 62% dei voti. Lo hanno appoggiato tutti i big regionali.

Nella Federazione di Cosenza il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio ha portato al collega del Lazio 3.861 voti pari al 66% dei voti. A Maurizio Martina è andato il 24,1% ed a Roberto Giachetti il 5%.
In provincia di Reggio Calabria Zingaretti tocca il 53,3%, sul quale ha pesato molto l’appoggio del sindaco del capoluogo Giuseppe Falcomatà. Martina è al 37,5% con l’appoggio del presidente dell’Aula Regionale. Giachetti arriva al 7,2%.

Nella Federazione di Vibo Valentia Zingaretti è al 75% dei voti degli iscritti. lascia a Martina il 14%. Al terzo posto c’è Boccia con il 6%. Plebiscito anche a Crotone dove il Governatore del Lazio ha preso il 71,1%, Martina si è fermato al 24,1% e Giachetti al 2,3%.

Manca il dato di c Catanzaro, sul quale deve pronunciarsi nelle prossime ore la commissione provinciale di garanzia. Il fronte di Zingaretti dichiara un risultato del 50% mentre accredita a Martina il 40%. Forbice molto più stretta secondo l’area dell’ex ministro dell’Agricoltura, secondo il quale la distanza sarebbe di due punti: 46% per Zingaretti e 44% per Martinai.

Sicilia, Martina per 332 voti

In Sicilia vince Maurizio Martina per 332 voti. Lo dicono i verbali inviati dalla Commissione Regionale per il Congresso siciliano con i numeri da tutte le commissioni provinciali. L’ex ministro ha ottenuto 5.502 voti pari al 48,07%. Segue Nicola Zingaretti con 5.170 voti pari al 45,17%. Al terzo posto Roberto Giachetti con 652 voti (il 5,7%).

Completano il quadro Francesco Boccia (73 voti, 0,64%), Maria Saladino (36 voti, 0,31%) e Dario Corallo (12 voti, 0,1%).

Ma il risultato è sub judice. Ci sono sostanzialmente due contestazioni chiave. Nella Federazione di Trapani Zingaretti ha ottenuto l’84,5% ma il presidente della commissione (renziano) ha annullato il voto adducendo irregolarità formali. A Palermo il presidente (anche in questo caso un renziano) ha annullato il voto di una serie di circoli nei quali Zingaretti era in vantaggio.

Ad Enna nessun circolo ha votato. A Gualtieri Sicaminò (1700 abitanti) hanno partecipato alla Convenzione 120 iscritti alla locale sezione Pd e tutti hanno votato Martina. Cosa c’è di strano? C’è che a Messina (236mila abitanti) alla Convenzione sono andate meno di 100 persone. Uno dei due dati è fuori scala.



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