Cop 25 a Madrid, il mondo sta finendo. Spreafico: recepire la Laudato si’

Via a Madrid alla Conferenza sul Clima delle Nazioni Unite che vede la partecipazione di 200 Paesi. Obiettivo principale: ridurre a zero le emissioni nel 2050. L’intervista a monsignor Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino.

Antonio Guterrez lo ha detto senza mezzi termini: l’umanità è ad un bivio e deve decidere se sperare in un mondo migliore oppure capitolare. Il Segretario generale delle Nazioni Unite ha scelto questo concetto per aprire i lavori di Cop25, la venticinquesima conferenza mondiale sul Clima organizzata dall’Onu.

Cop25, l’apertura dei lavori a Madrid

Guterres ha elencato i disastri provocati ogni giorno dai cambiamenti climatici: abbiamo superato già una serie di punti di non ritorno, oltre i quali è impossibile mantenere la stabilità del clima. Per questo ha lanciato un appello all’azione contro il global warming, il riscaldamento globale. Ha chiesto ai rappresentanti dei 196 Paesi partecipanti se vogliono davvero essere ricordati come «la generazione che ha messo la testa sotto la sabbia, che si gingillava mentre il pianeta bruciava».

Il segretario dell’Onu ha indicato i recenti studi scientifici secondo cui i gas serra hanno raggiunto livelli record. Ed ha ammonito che non c’è altro tempo da perdere. Se non si agisce subito abbandonando il carbone «tutti i nostri sforzi per combattere i cambiamenti climatici sono destinati a fallire».

La chiave di Spreafico

Il Papa ha già detto come la pensa. Lo ha fatto da tempo. E lo ha messo nero su bianco esprimendo il concetto di ecologia integrale: lo ha messo al centro dell’enciclica Laudato si’ e, più in generale, del suo pontificato. Spiegando che la cura del Creato, di quella “casa comune” nella quale tutti abitiamo è un dovere per ogni cristiano.

La Cop 25 di Madrid ha scandito che entro i prossimi trent’anni vanno date risposte concrete alle problematiche ambientali ormai improrogabili. E anche la Chiesa si è presentata come un attore protagonista del necessario cambiamento, non solo di prospettiva, ma di stile di vita.

Cop25 di Madrid, la locandina

L’enciclica Laudato si’ compirà 5 anni il prossimo mese di maggio. Il Pontefice chiama in causa la politica internazionale e non risparmia un giudizio severo sui vertici mondiali responsabili dell’ambiente. Gli rimprovera di non avere, negli ultimi anni, “risposto alle aspettative” per una “mancanza di decisione politica”.

“Recepire di più la Laudato si’, anche nella pastorale”

La Laudato si’ è più volte richiamata da monsignor Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino e presidente della Commissione episcopale italiana per l’ecumenismo e il dialogo. Lo ha fatto nell’intervista concessa in giornata a VaticanNews.

L’ho detto anche al Sinodo sull’Amazzonia: sostengo che la Laudato si’ sia stata recepita troppo poco nella nostra vita quotidiana e nella nostra pastorale, come se noi avessimo la pastorale e poi – evidenzia il presule – ci fossero altri problemi. Ma anche questa è pastorale. Lo sguardo di Gesù era uno sguardo sulla vita, sul mondo, sugli esseri viventi, su tutto. Il nostro sguardo – aggiunge – spesso è uno sguardo limitato”.

Per monsignor Spreafico, l’importanza dell’appuntamento di Madrid è enorme e, sottolinea nell’intervista, va compreso come le scelte da fare siano su scala mondiale. Questo problema ambientale mostra cioè “come noi siamo tutti connessi, come dice Papa Francesco nella Laudato si’. Noi siamo una connessione di esseri viventi”.

L’attesa per il Climate Summit
Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone e presidente della commissione Cei per il dialogo

L’appuntamento del Climate Action Summit di settembre è stato organizzato su iniziativa del segretario generale dell’Onu per attirare l’attenzione della comunità internazionale sull’emergenza climatica e per accelerare le misure miranti a invertire gli effetti del cambiamento climatico.

Cop 25 inizialmente si sarebbe dovuto tenere in Cile, Paese alle prese però con forti tensioni sociali e conseguenti disordini ormai da diverse settimane. Da qui la scelta di Madrid. Le aspettative sono molte, ma la storia dei precedenti vertici mondiali frena facili entusiasmi. Prudenza dunque, ma anche rigore dinanzi ad un’emergenza di cui la comunità internazionale ha e deve prendere sempre più coscienza. Si pensi, in questo senso, alla recentissima Risoluzione del Parlamento europeo del 28 novembre 2019, nel quale Strasburgo ha dichiarato appunto, nero su bianco, “un’emergenza climatica e ambientale”.

Ascolta qui l’intervista di monsignor Ambrogio Spreafico a VaticanNews

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