Il cordoglio per la morte di Nino Gargano

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Il mondo politico e quello imprenditoriale piangono e commemorano Nino Gargano, il direttore generale del Cosilam e segretario Nazionale dei Revisori Legali, ma soprattutto lo stratega politico che ha inciso su 40 anni di storia del territorio (leggi qui il precedente)

Nino Gargano, pochi lo sanno, è stato tra i soci promotori della Banca Popolare del Frusinate. Il presidente del Consiglio di Amministrazione Domenico Polselli ne ricorda «il tratto umano: rimarrà inconfondibile, è stato tra i promotori dell’Istituto, del cui collegio sindacale ha fatto parte per anni, ed appassionato sostenitore della nostra iniziativa, sia in Provincia di Frosinone, che altrove. Impersonava quotidianamente, con le sue azioni, i valori mutualistici e cooperativi, che rappresentano l’ubi consistam della nostra banca, e si è speso, allo stremo, per rendere il Consorzio per lo Sviluppo del Lazio Meridionale, centro propulsore di iniziative e progettualità per il cassinate e non solo. La vicinanza, costante e senza soluzione di continuità, che il nostro Istituto ha riservato al Consorzio medesimo nel corso degli anni, se era -e continua ad essere- doverosa per ragioni legate al merito creditizio ed alla tecnica bancaria, è stata anche indotta dalla passione che egli ha profuso nella specifica iniziativa e dalla fiducia che egli trasmetteva.
Nino Gargano, espressione del popolarismo migliore, è stato un pezzo importante della nostra Provincia: impegno, competenza e lealtà comportamentale i Suoi segni distintivi».

Cesare Fardelli , già presidente della Saf, ha condiviso oltre quarant’anni di politica con Nino Gargano e con lui è stato tessitore di tante strategie interne alla Democrazia Cristiana ed alle coalizioni alle quali partecipava: “Ho avuto modo di conoscere Nino Gargano sia sotto l’aspetto politico che professionale. E’ stato spesso attaccato, come politico e come manager, anche in maniera pesante, ma nessuno ha potuto non riconoscergli le sue grandi doti professionali. Tanti i momenti trascorsi insieme agli amici Franco Costanzo e Francesco Scalia. Momenti che non dimenticherò perché prima del professionista e del politico, è andato via un caro amico”.

 

Anna Teresa Formisano, già deputato e numero 3 nazionale dell’Udc, si è detta «Addolorata e senza parole. Abbiamo vissuto l’epoca di quella Democrazia Cristiana che ha formato e plasmato le coscienze politiche di tanti di noi. Per certi versi eravamo molto simili: non ci arrendevamo mai davanti alle battaglie. Una cosa che oggi ricordo è la sua sincerità: siamo andati sempre d’accordo, a prescindere dalle posizioni e dalle correnti, perché non abbiamo mai mentito a noi stessi e tra noi. Anche con durezza e con dolore a volte, abbiamo sempre preferito la verità. Di Nino, oggi ricordo con grandissimo dolore la forza di volontà, la determinazione, la lealtà e la lungimiranza. Mi mancheranno le lunghe chiacchierate che facevamo ancora oggi, riflettendo sulla politica attuale e quanto fosse cambiata rispetto al passato. Sicuramente non sarà un infarto a stroncare il ricordo che abbiamo di lui.

 

Il senatore Francesco Scalia ha appreso la notizia mentre si trovava a Belgrado in veste di segretario della Commissione Industria del Senato per un incontro in Ambasciata: «Nino per me era più di un amico. Era un fratello maggiore con cui ho condiviso non solo trenta anni di impegno politico, ma trenta anni di vita. Da trenta anni il nostro rapporto era quotidiano ed abbiamo condiviso tutto, le soddisfazioni come le delusioni, la gioia come il dolore. La sua morte mi lascia attonito».

 

Il presidente nazionale di ConfimpreseItalia Guido D’Amico era molto legato al direttore Gargano: «Ci lascia un uomo perbene, un professionista intelligente e competente, un amico vero ed insostituibile. Nino Gargano era tutto questo: un uomo con il quale si parlava di tutto. Non soltanto del lavoro ma anche e soprattutto della vita. Ha dato molto alla politica, che per lui più che un impegno è stata sempre una “passione”. E in tutti i ruoli che ha ricoperto non si è mai risparmiato: il primo ad entrare e l’ultimo ad uscire in ufficio. A me mancherà il Nino di tutti i giorni, con il quale ho condiviso gioie e delusioni. Mai perdendo di vista, però, i valori veri della vita».

 

Il presidente della Commissione Riforme della Regione Lazio Mario Abbruzzese è stato tra gli ispiratori del Cosilam «Lo conoscevo da quando entrambi abbiamo iniziato a muovere i nostri primi passi in politica, all’interno di quella palestra che fu la Democrazia Cristiana, lui all’interno della ‘Sinistra di base’ ed io nella corrente andreottiana. Nonostante le contrapposizioni era un avversario politico di grandissime qualità, un mediatore come pochi, aveva la dote di riuscire a coniugare l’appartenenza al rispetto dei ruoli e delle persone, ma soprattutto al rispetto degli interessi generali. E’ stato grazie a queste doti che, insieme, abbiamo potuto istituire un percorso imprenditoriale dal quale è nato il Cosilam, capace di poter dare al territorio del Lazio Meridionale una risposta concreta ed efficace al servizio delle imprese. Perdiamo un uomo preparato, capace e determinato. Conserverò come ricordo la sua grande voglia di fare e la sua caparbietà nel raggiungere gli obiettivi».

 

Il presidente del consorzio industriale Asi di Frosinone Francesco De Angelis ha conosciuto Nino Gargano sia come avversario politico ai tempi della Democrazia Cristiana, sia come manager ai tempi in cui il primo era alla guida del dicastero regionale delle Attività Produttive (dove ideò e finanziò la legge sull’indotto Fiat) ed il secondo stava sul ponte di comando del Cosilam dopo una lunga esperienza all’Asi. «Con la scomparsa di Nino Gargano l’intera provincia perde un uomo di grande spessore umano e professionale. Un uomo equilibrato che sapeva ascoltare tutti e trovare sempre la giusta soluzione anche nelle vicende più difficili e complesse. Un uomo colto e intelligente, che non amava apparire, ma che ha lasciato un segno e un’impronta importanti nei successi della nostra terra. E’ stato un grande sindaco ed uno dei protagonisti della nascita e dello sviluppo del Consorzio industriale del Lazio meridionale. Sapeva vedere e leggere le situazioni prima di altri. E’ stato anche in politica un innovatore, che ha scelto con coraggio e convinzione la strada che ha portato alla nascita e al radicamento del Partito democratico in provincia di Frosinone. Ci mancheranno i suoi consigli e mancherà a tutto come amico, come uomo, come professionista e come politico».

 

Il consigliere regionale Marino Fardelli conosceva Nino Gargano fino dall’infanzia: suo padre Cesare faceva parte della stretta cerchia di generali che componevano lo Stato Maggiore della ‘Sinistra di base’ della Dc: «Ho condiviso con Nino Gargano percorsi politici che spesso ci hanno portato su posizioni diverse, ma sempre con quel grande affetto personale che non ha fatto mancare rispetto, stima, confronto. Ci siamo ritrovati più volte perché la sua grande esperienza, la sua lungimiranza, sono stati sempre per tutti noi un grande esempio. Competente e preparato, Nino Gargano era prima di tutto un grande amico mio e di mio padre e lascia tutti noi sgomenti. Mi mancheranno le sue riflessioni, il suo non risparmiarsi mai e andare avanti con decisione. Un animo guerriero, acuto, sottile. Non lo dimenticheremo”.

 

Turbato per l’improvvisa scomparsa anche il deputato Nazzareno Pilozzi che ne apprezzava il pragmatismo in politica: «Nino Gargano è stato, amico, stimato professionista e importante protagonista della politica locale. Uno dei fulcri attorno al quale è nato e si è sviluppato il Cosilam, Nino è stato uno dei punti fermi – sia dal punto di vista lavorativo che da quello umano – della provincia di Frosinone».

 

Lo definisce «Un uomo di alta capacità politica» Alessandro Casinelli, presidente della Federazione delle Piccole e Medie Imprese della provincia di Frosinone.

 

Sconvolto il presidente della Provincia, Antonio Pompeo che ricorda Nino Gargano come «Un uomo leale e sincero, a volte scontroso, ma sempre pronto a dare forza e sostegno a coloro che stimava e a cui voleva bene. Un politico di razza, un democristiano dai valori saldi e mai negoziabili, uno degli interpreti più lungimiranti della trasformazione economica e istituzionale della nostra provincia. Sindaco di Coreno Ausonio, Presidente e Direttore del Cosilam, stimato professionista e uno dei fondatori del Pd provinciale. Un uomo di cui ci si poteva fidare, in ogni circostanza. Un ricordo su tutti: la sua tenacia e il suo impegno in occasione della mia candidatura a Presidente della Provincia, un traguardo raggiunto anche attraverso il suo decisivo contributo. Con Nino ci lascia una delle menti politiche più lucide che io abbia avuto la fortuna di conoscere».

 

Il direttore della Coldiretti di Grosseto Andrea Renna di Frosinone ha fatto parte per un certo periodo del team di ‘cervelli’ che ruotava intorno al pensatoio nato intorno a Gargano; ebbero modo di lavorare insieme nel periodo in cui Renna fu capo della segreteria dell’assessore regionale al Demanio e Personale: «Lavorare accanto a Nino Gargano è stata una fortuna. ne conserverò per sempre un ricordo nel cuore di uomo attento e scrupoloso, con capacità di ascolto non comuni».

 

Un particolare questo, sul quale pone l’accento anche Massimiliano Mignanelli, Coordinatore dell’Area Umanistica – Scienze Sociali e della Salute dell’Università di Cassino, consigliere provinciale, già direttore dell’Agenzia Provinciale di Formazione e già presidente del Consiglio Comunale di Cassino: «Ci eravamo sentiti ieri sera, aveva la voce stanca e mi aveva confessato che si sentiva provato. Nonostante questo non si è risparmiato: fino alla fine ha impiegato ogni energia per il suo lavoro, sapendo che avrebbe costruito qualcosa per gli altri. Aveva una disponibilità all’ascolto ed una capacità di individuare la soluzione ai problemi che raramente ho visto nella vita. Soprattutto – cosa che in pochi sanno – era molto disponibile appena c’era un problema che riguardasse qualche giovane. Ha aiutato tanti facendo in modo che solo pochi lo sapessero».

 

Bruno Scittarelli, ex sindaco di Cassino, fino a pochi giorni fa sedeva nel Consiglio d’Amministrazione del Cosilam come rappresentante della Regione Lazio. «Sono profondamente addolorato. In genere si dice ‘Morto il re, viva il re‘: ma per Nino Gargano non sarà così. La sua figura non è sostituibile né paragonabile con altre. Di lui ho sempre apprezzato non solo la professionalità, avendolo conosciuto all’opera nel Cosilam, ma anche la sua capacità di mediazione politica. Ci siamo incontrati ai tempi della Democrazia Cristiana e con lui ho condiviso tantissime battaglie nello scudo crociato. E’ stato la prima persona con la quale è stata iniziata l’avventura del Consorzio industriale a Cassino, del quale lui fu da subito il vice presidente. E’ una grande perdita per il Lazio Meridionale e solo il tempo dimostrerà quanto grande sia questa perdita».

 

Il sindaco di Cassino Giuseppe Golini Petrarcone lo ha conosciuto sia come presidente del Cosilam che come politico: pochi sanno che fu proprio Nino Gargano a far avvicinare Petrarcone (estraneo ai contesti politici) al ‘pensatoio’ di Scalia. La notizia della morte del suo Dg ai tempi del Cosilam l’ha avuta mentre si trovava a Frosinone per la Festa della Repubblica: «Il mio amico Nino Gargano se n’è andato lasciandomi un profondo senso di amarezza e di vuoto, soprattutto lasciandomi un enorme esempio con la sua generosità e la sua capacità che non ha mai risparmiato. Molto dello sviluppo di questa provincia si deve alla sua capacità di fare sistema intessendo relazioni altrimenti impossibili; la sua competenza rappresentava una garanzia, le sue conoscenze nei posti più impensabili sono state decisive per aprire molte porte a questa terra, alla quale mancherà sempre di più con il trascorrere dei giorni».

 

Il presidente del Cosilam Pietro Zola è stato per un periodo su posizioni contrapposte a quelle del suo direttore generale. Al quale però riconosce la capacità e la competenza fuori dal comune: «E’ stato il punto nevralgico del Cosilam, l’anima di un consorzio che grazie al suo impegno è riuscito a diventare un punto di riferimento assoluto del Lazio meridionale. Ma prima ancora Antonio Gargano è stata una guida, un punto di riferimento, un uomo perbene e corretto che ha aiutato consigli di amministrazione e dipendenti in ogni momento. È stato un uomo su cui si poteva contare sempre non solo sotto il profilo lavorativo, ma anche sotto l’aspetto umano con grandi slanci di generosità. Ci impegneremo affinché una figura così importante che ha dato tanto a questo territorio non venga mai dimenticata».

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